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Cultura

10 cose che (forse) non sai sugli orologi

Gli orologi sono strumenti affascinanti per misurare il tempo, con una storia ricca di innovazioni e peculiarità. Scopriamo insieme alcune delle curiosità più interessanti sugli orologi più strani del mondo e sulla loro evoluzione.

  1. L’orologio a cucù
  • Nel 1738, Frank Kettner introdusse un’innovazione nei dispositivi della Foresta Nera (Germania) inserendo una suoneria composta da due flauti azionati da piccoli soffietti che imitavano il verso del cuculo. Così nacque l’orologio a cucù.
  1. Orologi con lancette al contrario
  • L’orologio del castello Brancaleoni a Piobbico (PU) ha le lancette che girano al contrario. Anche l’orologio sulla controfacciata del Duomo di Firenze ha una sola lancetta che si muove in senso antiorario.
  1. L’orologio astronomico di Padova
  • Tra i segni zodiacali di questo antico orologio manca la Bilancia. La leggenda narra che il creatore volesse denunciare la mancanza di giustizia, ma in realtà seguì una tradizione astrologica pre-romana che comprendeva solo 11 costellazioni.
  1. Il primo orologio dell’antica Roma
  • Nel 263 a.C., una meridiana fu portata da Catania a Roma, dove rimase in uso per circa un secolo. Tuttavia, era tarata per la latitudine della Sicilia, mostrando così l’ora sbagliata a Roma.
  1. L’ora di Internet (BTM)
  • Nel 1998, Swatch cercò di eliminare il problema dei fusi orari sul web inventando l’ora di Internet, dividendo la giornata in mille unità chiamate battiti. L’invenzione, però, non prese piede.
  1. L’Orologio dell’Apocalisse
  • Creato nel 1947 da scienziati per simboleggiare la vicinanza all’olocausto nucleare, questo orologio indica quanto siamo vicini alla mezzanotte, l’ora della catastrofe. Nel 1947 mancavano 7 minuti e nel 1953 solo 3 minuti alla mezzanotte.
  1. Gli orologi più precisi
  • Gli orologi al cesio, che contano le oscillazioni degli atomi, hanno un margine di errore di 1 secondo ogni qualche milione di anni. Recentemente, un orologio al stronzio ha raggiunto una precisione ancora maggiore, con un margine di errore di 1 secondo ogni 4,5 miliardi di anni, superando l’età della Terra.
  1. L’orologio a gas di Gastown
  • Nel quartiere di Gastown a Vancouver (Canada), si trova un orologio a gas costruito nel 1977. Questo orologio è mosso dal vapore di sfiato del sistema di riscaldamento cittadino ed emette un fischio ogni quarto d’ora.
  1. L’orologio più grande del mondo
  • L’orologio del grattacielo Abraj Al Bait alla Mecca ha un quadrante con un diametro di 43 metri, circa sei volte quello del Big Ben di Londra.
  1. Le ore sui quadranti
    • Gli orologi non hanno sempre avuto 12 ore sul quadrante. Alcune chiese italiane avevano orologi con solo 6 ore, misurando il giorno da un tramonto all’altro. Durante la Rivoluzione francese, gli orologi avevano 10 ore, ciascuna di 100 minuti.

L’orologio è uno strumento che ha subito molte trasformazioni nel corso della storia, e queste curiosità ci mostrano quanto possa essere sorprendente e variegato il mondo degli orologi.

Basilicata

Cultura | Matera si candida a Capitale Mediterranea 2026

Dopo l’esperienza come Capitale Europea della Cultura nel 2019, il Comune di Matera ha presentato la propria candidatura per il bando “Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026 (Mediterranean Capitals of Culture & Dialogue 2026)”, promosso dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh.

L’iniziativa coinvolgerà due città della regione euromediterranea, una del nord e una del sud, che avranno l’opportunità di mettere in luce le loro ricche identità culturali, coinvolgendo le popolazioni locali in un anno di eventi culminanti nella Giornata del Mediterraneo del 28 novembre.

“Questa candidatura – ha dichiarato il sindaco Domenico Bennardi – è molto importante per Matera, per la sua storia, il suo futuro e il suo ruolo naturale nel Mediterraneo, soprattutto dopo il gemellaggio con Al Ula, in Arabia Saudita, che stiamo portando avanti con l’approvazione del Ministero. È il desiderio e la visione di non accontentarci dei riconoscimenti ottenuti finora, ma di continuare a costruire un brand internazionale sulle città della cultura, perseguendo questa ambizione e ruolo”.

L’iniziativa è sostenuta anche dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. “La partecipazione ai bandi – ha sottolineato il direttore della Fondazione, Giovanni Padula – soprattutto se di portata internazionale come in questo caso, fa parte di una strategia volta ad acquisire risorse che possano integrarsi con quelle fornite dai soci”.

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Campania

Pompei | Trovati gli attrezzi di un carpentiere


Una recente scoperta nel quartiere servile della villa di Civita Giuliana ha portato alla luce un ambiente straordinariamente conservato, oggetto di indagine scientifica sin dal 2017, quando è stata preservata dagli scavi clandestini grazie a un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Questo ambiente, insieme ad altri due scoperti nella stessa area e caratterizzati dai letti degli schiavi, ha permesso di realizzare calchi di mobili e altri oggetti deperibili come legno, tessuti e corde.

La tecnica dei calchi, sviluppata sin dal 1863 con i primi calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., è unica al mondo grazie alla dinamica specifica dell’evento catastrofico: persone o oggetti sepolti dalla “corrente piroclastica”, una nube ardente di cenere e gas tossici, sono rimasti intatti per secoli. Mentre la cenere si è solidificata formando uno strato solido noto come “cinerite”, il materiale organico come corpi umani, animali o oggetti lignei si è decomposto, lasciando un vuoto nel terreno. Questi vuoti, riempiti di gesso durante gli scavi, hanno permesso di ottenere la forma originale dall’impronta in “negativo”. Questa tecnica ha portato a risultati straordinari nella villa di Civita Giuliana, dai calchi delle vittime e di un cavallo a quelli dei modesti letti nel quartiere servile.

L’ambiente appena scoperto contiene un letto, attrezzi di lavoro e un telaio, forse di un altro letto, smontato. Tra gli oggetti, si riconoscono ceste, una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama, simile a quelle tradizionali usate fino a poco tempo fa. È stato individuato persino un pezzo di corda, impronta nel sottosuolo, che manteneva la tensione.

Il finanziamento attuale per gli scavi sta giungendo al termine, ma il Parco e la Procura hanno annunciato l’intenzione di continuare le indagini, utilizzando i finanziamenti previsti nella Legge di Bilancio dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha visitato Pompei per un sopralluogo. “Le continue scoperte sulla vita quotidiana degli antichi romani nella villa di Civita Giuliana rafforzano la nostra convinzione di continuare a finanziare gli scavi”, ha sottolineato il ministro della Cultura. “La collaborazione tra il Parco e la Procura ha prodotto importanti risultati sia nella lotta alla criminalità sia nell’arricchimento delle conoscenze archeologiche”.

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Cultura

Siracusa | Tempio Artemision torna ad essere visitabile

Il Tempio Ionico di Siracusa, conosciuto anche come Artemision, secondo l’ipotesi che lo identifica come il tempio di Artemide/Diana, descritto da Cicerone nelle sue orazioni contro Verre, è nuovamente aperto al pubblico con servizi di fruizione rinnovati gestiti da Civita Sicilia e dall’Associazione Proodo.

L’area, situata sotto il Palazzo di Città (Palazzo Vermexio) tra piazza Minerva e piazza Duomo, è un importante pezzo del mosaico architettonico, storico e archeologico che costituisce l’acropoli della città antica, collocata nel punto più alto dell’isola di Ortigia.

Questa area è composta da vari frammenti che, attraverso i secoli di storia, si manifestano nei resti e nelle strutture che il visitatore trova durante il percorso: dalle capanne del villaggio dell’età del Bronzo a Ortigia, alle case arcaiche dei primi coloni fondatori della città, al tempio antecedente a quello di Atena (ora chiesa cattedrale), fino alla chiesa medievale di San Sebastianello e al moderno padiglione architettonico, vincitore del Premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana alla triennale di Milano del 2012.

Il percorso di visita è stato arricchito con elementi leggeri come pannelli trasparenti che aiutano i visitatori a comprendere i resti e le strutture, guidandoli e informandoli. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità fisica e alle informazioni per gli utenti disabili. L’audioguida è disponibile anche in inglese e sostituita da QR code per i non udenti. Durante la visita, vengono menzionati coloro che hanno contribuito a scoprire e far emergere la storia del sito, rendendolo fruibile e affascinante, da Paolo Orsi con le sue scoperte in piazza Minerva agli inizi del Novecento, agli scavi di Gino Vinicio Gentili e Paola Pelagatti, alle esplorazioni di Giuseppe Voza nell’acropoli della città in piazza Duomo, alle scoperte più recenti di Lorenzo Guzzardi, fino al padiglione architettonico di Vincenzo Latina.

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