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Cronaca

Tragedia negli Stati Uniti: Ragazzino di 14 Anni Muore Dopo una Sfida con Patatine Piccanti

Un ragazzino di 14 anni, Harris Wolobah, è morto dopo aver partecipato a una sfida sui social media che prevedeva il consumo di patatine estremamente piccanti. L’episodio è avvenuto a settembre negli Stati Uniti, ma la notizia è emersa solo recentemente. Wolobah, studente nella città di Worcester, ha comprato un pacchetto di patatine della marca Paqui, una filiale della Hershey Co. con sede in Texas, nota per la sua “One Chip Challenge”.

La “One Chip Challenge” è una campagna di marketing ideata da Paqui che invita i partecipanti a mangiare una sola patatina estremamente piccante e resistere il più a lungo possibile prima di bere qualcosa. Non è chiaro quante patatine abbia consumato Wolobah, ma poco dopo la sfida il ragazzo ha accusato forti dolori allo stomaco. La scuola ha contattato i genitori e la madre lo ha riportato a casa, dove le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino a causarne la morte.

L’autopsia ha rivelato che Wolobah è deceduto per arresto cardiopolmonare a seguito dell’ingestione di una sostanza alimentare con un’alta concentrazione di capsaicina, il composto che rende piccanti i peperoncini. È emerso anche che il ragazzo soffriva di un difetto cardiaco congenito. Tuttavia, esperti hanno avvertito dei pericoli associati alla capsaicina anche per chi non ha problemi cardiaci. Secondo Poison.org, il consumo di capsaicina può provocare gravi problemi di salute come dolore toracico, palpitazioni cardiache e attacchi di cuore, oltre a vomito ripetuto che può causare danni esofagei potenzialmente letali.

In seguito alla morte di Wolobah, Paqui ha deciso di ritirare il prodotto dagli scaffali.

Campania

Napoli | Confessato l’omicidio di Rosa Gigante, madre del noto salumiere e tik-toker Donato De Caprio

La confessione di Stefania Russolillo per l’omicidio di Rosa Gigante, madre di Donato De Caprio, è un evento tragico e scioccante. Russolillo ha ammesso di aver causato la morte di Gigante durante una colluttazione avvenuta nella casa della vittima nel quartiere Pianura di Napoli. Secondo quanto riportato, il litigio sarebbe inizialmente scoppiato per una questione relativa alla posta, ma ha poi degenerato in violenza fisica.

Russolillo ha dichiarato di aver spinto più volte Rosa Gigante contro il muro, fino a causarne la morte. Nonostante la confessione, la motivazione esatta dietro all’omicidio rimane vaga, sebbene gli investigatori ipotizzino che possa essere stato scatenato da dispute condominiali, possibilmente legate a bollette mancanti.

Questo tragico evento ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale e sulla famiglia della vittima, includendo il figlio Donato De Caprio, noto per la sua attività su TikTok nel settore alimentare.

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Cronaca

Sentenza per la morte di Desirèe Mariottini: giudici condannano per indifferenza e mancato soccorso

La Corte d’Assise di appello di Roma ha emesso le motivazioni della sentenza riguardante il caso della morte di Desirèe Mariottini, avvenuta il 19 ottobre 2018 in uno stabile abbandonato a Roma. Gli imputati Mamadou Gara, Alinno Chima, e Brian Minteh sono stati giudicati responsabili della morte della sedicenne di Cisterna di Latina.

Secondo i giudici, durante l’evento tragico, Desirèe versava già in uno stato di grave compromissione psicofisica, tanto da essere in stato di incoscienza. Gli imputati, anziché prestare il dovuto soccorso, hanno mostrato completa indifferenza verso la sua vita, opponendosi fermamente all’arrivo di un’ambulanza che avrebbe potuto salvarla.

Le condanne, ricalcolate nel processo di secondo grado, hanno visto Mamadou Gara condannato a 22 anni di reclusione, Alinno Chima a 26 anni (ridotti rispetto alla condanna originaria di 27 anni), e Brian Minteh a 18 anni (precedentemente condannato a 24 anni). Per Salia, la condanna all’ergastolo era già stata confermata in via definitiva.

Gli imputati, tutti di origine africana, sono stati accusati di omicidio, violenza sessuale e spaccio di droga. Secondo la Corte, Mamadou Gara ha ignorato colposamente il rischio di overdose per Desirèe, pur di abusare sessualmente di lei in un momento in cui la ragazza era in evidente stato di minorata difesa.

Le motivazioni della sentenza sottolineano anche il ruolo della droga nell’evento, con Desirèe che si trovava nello stabile in cerca di sostanze stupefacenti in un evidente stato di astinenza. La Corte ha criticato severamente l’atteggiamento degli imputati, definendo la loro condotta come un grave abuso di potere e totale mancanza di umanità.

Questa sentenza rappresenta un passo ulteriore nella giustizia per Desirèe Mariottini, evidenziando la gravità degli atti commessi dagli imputati e l’importanza della responsabilità individuale nella protezione della vita umana.

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Cronaca

Roma:| Maxi Furto in Gioielleria a Capannelle: cassaforte smurata e fuga col bottino

A Roma, oggi notte, è stato perpetrato un audace furto in una gioielleria in zona Capannelle. I malviventi hanno forzato la serranda utilizzando un veicolo pesante e hanno effettuato lo scasso della cassaforte, portandola via.

L’atto criminale si è consumato presso la AF Gioielli, sito al civico 14 di piazza Ilia Peikov, intorno alle 3 del mattino di venerdì 21 giugno. I ladri, mascherati con passamontagna, sembrano essere stati almeno in quattro.

Al momento, il valore del bottino non è stato ancora stabilito. Le indagini sono in corso con l’intervento dei carabinieri della stazione Appia e della compagnia Casilina.

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