di Umberto Zollo | Belfort (Francia). Mauro Schmid conquista la 13ª tappa del Tour de France 2026 battendo Harold Tejada nello sprint a due. Tom Pidcock chiude terzo e sale al quarto posto della classifica generale.
Mauro Schmid ha vinto la tredicesima tappa del Tour de France 2026, la Dole-Belfort di 205,8 chilometri, battendo il colombiano Harold Tejada al termine di una giornata dominata dagli attaccanti. Lo svizzero del Team Jayco AlUla ha trovato lo spazio decisivo nella discesa dal Ballon d’Alsace e ha poi regolato il compagno di fuga nello sprint a due. Terzo Tom Pidcock, protagonista di un’azione che gli ha permesso di risalire fino al quarto posto della classifica generale.

La frazione più lunga dell’edizione 2026 ha riportato il gruppo sulle salite dopo due giornate favorevoli alle ruote veloci. I primi 150 chilometri, privi di difficoltà altimetriche rilevanti, hanno anticipato un finale costruito intorno al Col des Croix e soprattutto al Ballon d’Alsace, uno dei luoghi simbolo della storia del Tour.
La salita conclusiva, lunga 8,9 chilometri con una pendenza media del 6,9%, terminava a 29,9 chilometri dal traguardo. Non abbastanza per proporre un arrivo in quota, ma sufficientemente vicina a Belfort per trasformare l’ascesa e la successiva discesa tecnica nel terreno ideale per attacchi e imboscate.
La giornata si è accesa immediatamente. La prospettiva di giocarsi il successo lontano dal controllo degli uomini di classifica ha provocato una lunga e durissima battaglia per costruire la fuga. Nel corso della prima ora sono stati percorsi 55,3 chilometri, ai quali se ne sono aggiunti 51,5 nella seconda.
Dopo 33 chilometri è riuscito ad avvantaggiarsi un primo gruppo di 37 corridori. Altri venti inseguitori, usciti dal plotone intorno al chilometro 55, hanno completato il ricongiungimento al chilometro 114, formando una maxi-fuga di 57 uomini.
Nel gruppo di testa erano presenti corridori con caratteristiche e obiettivi differenti: dagli uomini di classifica come Pidcock agli specialisti delle fughe, passando per velocisti resistenti e corridori interessati alle classifiche secondarie. Tra loro anche Mads Pedersen, Jasper Philipsen, Julian Alaphilippe, Ben Healy, Kévin Vauquelin, Tim Wellens, Brandon McNulty, Luke Plapp e Mauro Schmid.
La UAE Team Emirates XRG, rappresentata davanti da Wellens e McNulty, ha progressivamente allentato il controllo. Il vantaggio degli attaccanti è così cresciuto fino a raggiungere gli 8’25” sulle rampe del Ballon d’Alsace.
La situazione ha trasformato Tom Pidcock, partito dalla decima posizione della generale con un ritardo di 11’49” da Tadej Pogacar, in una minaccia concreta. Nel momento di massimo vantaggio della fuga, il britannico è arrivato a occupare virtualmente la seconda posizione della classifica.
Sul Ballon d’Alsace, la prima grande montagna affrontata nella storia del Tour nel 1905, Pidcock ha imposto il ritmo più incisivo. Il britannico ha cercato più volte di selezionare il gruppo, transitando per primo al Gran premio della montagna senza però riuscire a liberarsi definitivamente degli avversari.
Alle sue spalle sono rimasti Brandon McNulty, Kévin Vauquelin, Clément Braz Afonso, Maxim Van Gils, Harold Tejada, Luke Plapp, Mauro Schmid e Jordan Jegat. In discesa è rientrato anche Tim Wellens, componendo un gruppo di dieci corridori ancora in corsa per la vittoria.
Pidcock ha provato a sfruttare anche le proprie qualità tecniche nella discesa verso Belfort, ma la selezione decisiva è arrivata a 16 chilometri dal traguardo. Schmid e Tejada hanno trovato il momento giusto per allungare, raggiungendo rapidamente una ventina di secondi di vantaggio sugli inseguitori.
Lo svizzero e il colombiano hanno collaborato fino alle porte di Belfort, pur iniziando a controllarsi negli ultimi due chilometri. Il rallentamento ha consentito al gruppo di Pidcock di avvicinarsi pericolosamente, ma il margine accumulato è stato sufficiente per permettere ai due battistrada di giocarsi il successo.
Nella volata finale Schmid ha mantenuto la posizione migliore e ha superato Tejada negli ultimi metri, completando la tappa in 4h 06’ 58”. Per il ventiseienne svizzero si tratta del successo più importante ottenuto finora in carriera.
Pidcock ha regolato lo sprint degli inseguitori, chiudendo terzo a due secondi, davanti a Maxim Van Gils e Brandon McNulty. Il gruppo della Maglia Gialla ha raggiunto Belfort con un ritardo di 7’32”, senza che i principali uomini di classifica si confrontassero direttamente.
Ordine d’arrivo – 13ª tappa
- Mauro Schmid — Team Jayco AlUla — 04h 06’ 58”
- Harold Tejada — XDS Astana Team — s.t.
- Tom Pidcock — Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team — + 00’ 02”
- Maxim Van Gils — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 00’ 02”
- Brandon McNulty — UAE Team Emirates XRG — + 00’ 02”
Classifica generale dopo la 13ª tappa
- Tadej Pogacar — UAE Team Emirates XRG — 47h 18’ 31”
- Jonas Vingegaard — Team Visma | Lease a Bike — + 03’ 36”
- Remco Evenepoel — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 04’ 06”
- Tom Pidcock — Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team — + 04’ 15”
- Juan Ayuso — Lidl-Trek — + 04’ 22”
Altre classifiche
Classifica a punti: Mads Pedersen — Lidl-Trek — 377 punti
Classifica GPM: Tadej Pogacar — UAE Team Emirates XRG — 42 punti
Classifica giovani: Juan Ayuso — Lidl-Trek
Classifica a squadre: Lidl-Trek — 141h 55’ 38”

