Torino, segue una 14enne nell’androne e le rapina il cellulare: decisivi i video

di Umberto Zollo | Torino (TO). La ragazza è stata avvicinata in pieno giorno in Strada San Mauro. Le immagini di videosorveglianza e le testimonianze hanno portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un 29enne.

Una ragazza di 14 anni è stata seguita fino all’ingresso della propria abitazione e rapinata del telefono cellulare nell’androne condominiale. L’episodio è avvenuto lo scorso febbraio, intorno alle 14.30, in Strada San Mauro, a Torino. Le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona hanno consentito ai Carabinieri di ricostruire l’accaduto e individuare un uomo di 29 anni.

La quattordicenne aveva appena terminato una passeggiata con il cane ed era in compagnia di un’amica. Le due giovani, secondo quanto ricostruito, sarebbero state seguite per alcuni metri da un uomo che indossava un vistoso parka rosso e aveva in mano un cartone di vino.

Una telecamera posizionata nei pressi del portone avrebbe ripreso l’arrivo delle ragazze e il successivo ingresso dell’uomo nel condominio. Una volta nell’androne, il ventinovenne avrebbe minacciato la quattordicenne, intimandole di consegnargli il cellulare e facendole credere di avere un coltello nascosto in tasca.

La sequenza si sarebbe consumata in meno di un minuto. Le registrazioni mostrerebbero l’uomo uscire poco dopo dal palazzo, seguito dalle due ragazze, che hanno immediatamente dato l’allarme per la rapina appena subita.

Gli accertamenti sono stati condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo Oltre Dora, che hanno analizzato i filmati acquisiti dai sistemi di videosorveglianza e raccolto le testimonianze delle persone coinvolte. Particolarmente rilevanti sarebbero risultate le immagini provenienti dalla telecamera puntata direttamente verso l’ingresso dell’edificio.

Gli elementi raccolti hanno portato alla richiesta di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti del ventinovenne. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, dove l’uomo si trovava già detenuto per un’altra vicenda.