La nota di Kensington Palace: William e Kate “profondamente turbati”

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Lunedì 9 febbraio 2026, mentre il Principe di Galles si preparava per la sua visita ufficiale in Arabia Saudita, un portavoce di Kensington Palace ha rilasciato una dichiarazione che segna un punto di svolta nel rapporto tra la Corona e lo scandalo Epstein:

“Il Principe e la Principessa di Galles sono profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni emerse dai file Epstein. I loro pensieri rimangono concentrati esclusivamente sulle vittime e sulla necessità di giustizia.”

Si tratta del primo commento diretto della coppia, un segnale interpretato dagli osservatori come la volontà di William di marcare una distanza netta e definitiva tra il futuro della monarchia e le vicende che coinvolgono lo zio, Andrew Mountbatten-Windsor (ormai privato di ogni titolo reale). La nota arriva pochi giorni dopo che nuovi documenti hanno suggerito contatti regolari tra Andrew ed Epstein anche dopo la condanna di quest’ultimo per reati sessuali.


Il rapporto FBI: “Nessun traffico per uomini potenti”

In parallelo allo shock nel Regno Unito, dall’altra parte dell’Oceano arrivano conclusioni destinate a far discutere. Un’analisi approfondita condotta dall’FBI e dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, basata su milioni di pagine di documenti, ha stabilito in via preliminare che non esistono prove sufficienti per dimostrare che Jeffrey Epstein gestisse un traffico sessuale organizzato specificamente per conto di uomini potenti.

Sebbene le indagini abbiano confermato gli abusi sistematici di Epstein su decine di minorenni, gli agenti federali hanno sottolineato che:

  • Mancanza di prove finanziarie: Non sono stati trovati legami diretti tra i pagamenti effettuati da Epstein e attività criminali riconducibili ai suoi influenti contatti internazionali.
  • Video e foto: Il materiale sequestrato nelle sue residenze di New York, Florida e Isole Vergini non ritrarrebbe altri uomini coinvolti negli abusi, né confermerebbe la tesi del “ricatto” sistematico tramite materiale pedopornografico.
  • Le testimonianze: Gli inquirenti hanno dichiarato che le affermazioni di alcune vittime, che sostenevano di essere state “prestate” ad amici facoltosi di Epstein, non hanno trovato riscontri oggettivi o conferme incrociate in altri interrogatori.

Una monarchia in trincea

Nonostante le conclusioni dell’FBI sembrino allentare la pressione legale su alcuni “nomi eccellenti”, il danno d’immagine per la famiglia reale britannica è immenso. Mentre il Re Carlo III ha già provveduto a sfrattare il fratello Andrew dalla Royal Lodge di Windsor, il Principe William sembra aver preso in mano le redini della comunicazione morale della nazione.

La mossa di William non è solo un atto di solidarietà verso le vittime, ma un segnale politico: la monarchia del futuro non tollererà zone d’ombra, a prescindere dalle conclusioni legali dei tribunali d’oltreoceano.