A Gerusalemme è emersa una scoperta archeologica che potrebbe rivoluzionare la comprensione di un noto episodio biblico. Gli archeologi hanno individuato i resti di una struttura monumentale collegata all’acqua, riconducibile alla Piscina di Siloam, il luogo dove, secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù avrebbe guarito un cieco restituendogli la vista. La scoperta, annunciata dal Weizmann Institute of Science e frutto della collaborazione tra Israel Antiquities Authority e City of David Foundation, getta nuova luce sul sistema idrico della città antica e sulla sua ingegneria avanzata.
Il ritrovamento comprende una diga di pietra alta oltre dieci metri e larga otto, risalente al periodo monarchico di Giuda, tra l’VIII e il VII secolo a.C. Gli archeologi hanno utilizzato tecniche moderne, tra cui stratigrafie, analisi delle malte e rilievi tridimensionali, per datare con precisione la struttura e comprenderne la funzione. La diga permetteva di regolare e raccogliere l’acqua proveniente dalla sorgente di Gihon, rendendo possibile il funzionamento della grande vasca conosciuta come Piscina di Siloam. Senza questa infrastruttura, spiegano gli studiosi, l’intero sistema idrico non avrebbe avuto stabilità né continuità.
La ricerca non si limita alla parte tecnica. Gli archeologi stanno confrontando le evidenze con fonti testuali e cartografiche per capire il ruolo del sito nella vita quotidiana e nei riti religiosi della Gerusalemme antica. La Piscina di Siloam, già nota dal 2004 per i gradini rinvenuti del Secondo Tempio, assume ora un significato ancora più ampio: non solo testimonia l’ingegneria idraulica avanzata dell’epoca, ma conferma l’importanza simbolica e religiosa del luogo, richiamando pellegrini e fedeli nel corso dei secoli.
Questo ritrovamento rappresenta un esempio straordinario di come archeologia e fede possano dialogare. La Piscina di Siloam, attraverso la scienza, restituisce un contesto storico preciso e, attraverso la tradizione religiosa, mantiene la sua forza simbolica. La nuova scoperta rafforza la comprensione della città antica e offre agli studiosi un tassello fondamentale per interpretare il passato di Gerusalemme.

