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Liguria

Savona | In aula ricordati i soprusi e le violenze dell’uxoricida Selami

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“Etleva era riservata, ma negli ultimi tempi si era aperta. Mi raccontava che veniva maltrattata, reclusa in casa, non poteva uscire da sola e avere amici, doveva indossare il Hijab. Suo marito era violento fisicamente e psicologicamente”. Lo ha riferito in aula Edison, uno dei fratelli di Etleva Bodi, uccisa dal marito Selami lo scorso ottobre, nella loro casa di Savona.

La donna, che ha lasciato 4 figli, strangolata al termine di un litigio perché il marito l’aveva sentita parlare al telefono con qualcuno. Uccisa dopo mesi di maltrattamenti. “Era stata picchiata tante volte e anche portata in ospedale”. Ha ricordato il fratello, sentito in aula. Etleva lo aveva raccontato davanti alle due famiglie riunite, in occasione di due incontri organizzati in Albania per affrontare il problema dei comportamenti del marito, alla presenza anche dell’Imam. 
Selami, secondo la famiglia di Etleva, era cambiato dopo un viaggio alla Mecca. Alle famiglie, poche settimane prima del delitto, aveva promesso che si sarebbe comportato meglio nei confronti della moglie.

Bodi, oggi non presente in aula, aveva subito confessato il delitto.  Deve rispondere  di omicidio aggravato.

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