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Calabria

Rosarno (RC) | Arrestati esponenti della cosca Pesce. I NOMI

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Questa mattina, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, supportati operativamente dal personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e da unità cinofile, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un padre e di un figlio. Questi soggetti sono ritenuti inseriti nel contesto della ‘ndrangheta del centro medmeo, in particolare vicini al contesto criminale rosarnese della cosca Pesce.

Il padre, Domenico Arena, di 69 anni, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, risulta anche gravato da due precedenti condanne passate in giudicato. Suo figlio, Rosario, di 44 anni, è anch’esso ritenuto vicino alla cosca di ‘ndrangheta Pesce di Rosarno.

Le indagini condotte dai Carabinieri di Gioia Tauro, con il supporto della Direzione Distrettuale Antimafia locale, hanno portato a attribuire agli indagati gravi condotte estorsive e violenze private, tutte aggravate dalle finalità mafiose. Queste attività criminali si sono verificate principalmente a Rosarno e Cinquefrondi nel corso di un periodo prolungato.

Le indagini hanno evidenziato l’elevata capacità criminale degli arrestati, che hanno utilizzato metodologie tipiche degli aggregati mafiosi per imporre il loro volere, generando una condizione di assoggettamento ambientale su individui ed attività commerciali. Il loro modus operandi, caratterizzato da ripetute intimidazioni fisiche e verbali, ha causato una perdurante sopraffazione e interferenza in un’attività economica nella Piana di Gioia Tauro, limitando la libertà di autodeterminarsi di molte persone.

Tra gli episodi contestati dalla Dda di Reggio Calabria ci sono la costrizione di un medico a redigere un falso certificato medico sotto minacce, al fine di consentire a un indagato di eludere il carcere. Inoltre, una cooperativa è stata costretta per 18 anni a versare somme mensili a Rosario Arena, diventando di fatto una fonte di reddito illecito per la famiglia.

Nell’ambito dell’inchiesta, sono indagati anche altri due membri della stessa famiglia: la figlia Angela Arena (46) e suo marito Giuseppe Valenzise (53), accusati di imporre il loro volere attraverso una condizione di assoggettamento ambientale.

Le indagini, supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno svelato minacce subite da diverse persone, tra cui il medico costretto a redigere il falso certificato, e l’ex moglie di Rosario Arena, pressa per riavvicinarsi al contesto familiare e partecipare alle attività criminali della famiglia. Il giudice per le indagini preliminari ha motivato l’arresto di Domenico e Rosario Arena sottolineando la loro elevatissima pericolosità sociale.

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