di Umberto Zollo | Granada – Mikel Landa conquista in solitaria la 20ª tappa sul Collado del Alguacil. Enric Mas resiste agli attacchi di Roglič, Gall e Carapaz e resta leader alla vigilia della passerella finale.
Mikel Landa torna a vincere alla Vuelta a España undici anni dopo il successo del 2015 e lo fa nel giorno più duro dell’edizione 2026. Il corridore della Soudal Quick-Step ha conquistato in solitaria la ventesima tappa, 186,8 chilometri da La Calahorra al Collado del Alguacil, precedendo Tobias Johannessen di 47 secondi e Ramses Debruyne di 1’27”. Alle sue spalle la battaglia per la classifica generale non ha scalzato Enric Mas, ancora in Maglia Rossa alla vigilia dell’ultima giornata di corsa a Granada.

La frazione proponeva quasi 5.000 metri di dislivello, cinque salite classificate e 53 punti disponibili per la graduatoria degli scalatori. La corsa si è accesa immediatamente. Wout van Aert, in maglia verde, ha attaccato appena abbassata la bandiera insieme a Ivo Oliveira, mentre la Uno-X Mobility ha sfruttato le prime fasi per portare diversi uomini all’attacco.
Dopo 26 chilometri si è formato un gruppo di 14 battistrada con, tra gli altri, Van Aert, Oliveira, Magnus Cort, Tobias Johannessen, Andreas Kron, Andreas Leknessund, Pau Miquel, Bryan Coquard e Louis Rouland. Alle loro spalle altri corridori hanno provato a rientrare, mentre il gruppo della Maglia Rossa ha inizialmente concesso spazio.
Il quadro è cambiato sulla prima ascesa al Puerto de El Purche. Con i fuggitivi vicini ai dieci minuti di vantaggio, Sepp Kuss ha lasciato il gruppo dei favoriti. Poco dopo si è mosso anche Richard Carapaz, costringendo Felix Gall alla rincorsa. Mas e Primož Roglič sono riusciti a controllare l’ecuadoriano, che ha tentato nuovamente di rompere gli equilibri durante il secondo passaggio sul Purche.
Davanti, intanto, Van Aert ha raccolto punti sulle salite e ha preceduto gli altri anche al traguardo volante di Güejar Sierra, rafforzando ulteriormente la leadership nella classifica a punti.
La corsa di Landa ha preso forma nella seconda parte della giornata. Il basco ha raggiunto i battistrada in discesa e sul Puerto de El Duque la selezione ha lasciato al comando Ramses Debruyne, Tobias Johannessen e lo stesso Landa. Kuss ha continuato la propria azione alle loro spalle, mentre Carapaz ha provato senza successo a mettere in difficoltà i primi tre della generale.
La decisione è arrivata sul Collado del Alguacil, salita conclusiva di 8,3 chilometri al 9,8% medio e con pendenze massime del 22%. A sette chilometri dall’arrivo Landa ha accelerato e nessuno è riuscito a seguirlo. Johannessen ha limitato i danni, Debruyne ha difeso il terzo posto, mentre lo spagnolo ha potuto gestire il margine fino al traguardo.
Per Landa è la seconda vittoria di tappa alla Vuelta, undici anni dopo quella ottenuta a Cortals d’Encamp nel 2015. Al termine di una stagione difficile, il successo sul Collado del Alguacil assume anche un significato personale. “Non me l’aspettavo, ma lo sognavo. Oggi era la mia ultima occasione e non volevo lasciarmela sfuggire. Ho pensato ai miei figli: non potevo tornare a casa così. E se un giorno vedranno tutto questo e lo capiranno, vorrei che sapessero che non bisogna mai arrendersi.”
Tra gli uomini di classifica Gall è stato il più incisivo negli ultimi due chilometri, chiudendo 17 secondi davanti a Mas, 55 su Roglič e 1’54” su Carapaz. Differenze insufficienti, però, per modificare le prime quattro posizioni della generale.
Mas resta così al comando con 2’15” su Roglič e 2’44” su Gall. Carapaz è quarto a 6’54”, mentre Kuss completa la rimonta entrando al quinto posto, a 8’45”. Oscar Onley scivola al sesto posto ma conserva il primato tra i giovani.
La giornata regala anche due piazzamenti italiani nei primi dieci: Walter Calzoni è nono, a 4’48” da Landa, mentre Lorenzo Fortunato chiude decimo, a 4’53”.
Per Mas resta ormai soltanto l’ultima tappa verso Granada. Lo spagnolo della Movistar può diventare il primo corridore di casa a vincere la Vuelta dopo Alberto Contador nel 2014. Dopo l’ultima grande battaglia in montagna, la classifica gli consegna un vantaggio che lo avvicina al successo finale.
Ordine d’arrivo – 20ª tappa
- Mikel Landa — Soudal Quick-Step — 04h 58’ 01”
- Tobias Johannessen — Uno-X Mobility — + 00’ 47”
- Ramses Debruyne — Alpecin-Premier Tech — + 01’ 27”
- Pau Miquel — Bahrain Victorious — + 03’ 00”
- Urko Berrade — Equipo Kern Pharma — + 04’ 12”
- Jan Hirt — NSN Cycling Team — + 04’ 18”
- Jørgen Nordhagen — Team Visma | Lease a Bike — + 04’ 35”
- Sepp Kuss — Team Visma | Lease a Bike — + 04’ 35”
- Walter Calzoni — Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team — + 04’ 48”
- Lorenzo Fortunato — XDS Astana Team — + 04’ 53”
Classifica generale dopo la 20ª tappa
- Enric Mas — Movistar Team — 70h 56’ 58”
- Primož Roglič — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 02’ 15”
- Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 02’ 44”
- Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — + 06’ 54”
- Sepp Kuss — Team Visma | Lease a Bike — + 08’ 45”
- Oscar Onley — Netcompany INEOS Cycling Team — + 09’ 28”
- Jakob Omrzel — Bahrain Victorious — + 10’ 38”
- Clément Berthet — Groupama-FDJ United — + 11’ 41”
- Carlos Rodríguez — XDS Astana Team — + 11’ 59”
- Harold Tejada — XDS Astana Team — + 14’ 40”
Altre classificheClassifica a punti: Wout van Aert — Team Visma | Lease a Bike — 326 punti
Classifica GPM: Santiago Buitrago — Bahrain Victorious — 78 punti
Classifica giovani: Oscar Onley — Netcompany INEOS Cycling Team
Classifica a squadre: Decathlon CMA CGM Team — 213h 40’ 00”
