Vuelta 2026, Dunbar conquista Peñas Blancas: Mas difende la Roja, Roglič resta a 1’37”

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di Umberto Zollo | Vélez-Málaga (Málaga) – L’irlandese della Pinarello Q36.5 torna al successo dopo due anni al termine della tappa più lunga della Vuelta. Buitrago secondo, Gloag terzo; Mas conserva 1’37” su Roglič.

La montagna restituisce a Eddie Dunbar una vittoria che mancava da due anni. L’irlandese della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team ha conquistato venerdì 11 settembre la 19ª tappa della Vuelta a España 2026, 210,8 chilometri da Vélez-Málaga a Peñas Blancas, Estepona, imponendosi al termine di una giornata durissima, con oltre 4.000 metri di dislivello e quasi tre ore di battaglia prima che la fuga riuscisse finalmente a prendere consistenza. Sul traguardo in salita Dunbar ha preceduto Santiago Buitrago di 14” e il compagno Thomas Gloag di 23”. In classifica generale Enric Mas ha invece conservato la Maglia Rossa e 1’37” su Primož Roglič.

11/09/2026 – Vuelta 2026 – Etapa 19 – Vélez-Málaga/Peñas Blancas. Estepona (210,8 km) – Eddie DUNBAR (PINARELLO-Q36.5 PRO CYCLING TEAM), vincitore di tappa. © Unipublic / Cxcling Creative Agency

È stata una tappa senza tregua fin dai primi chilometri. Sulle strade della provincia di Málaga, tra salite, discese verso la costa e continui tentativi di evasione, il gruppo non ha concesso spazio facilmente. Ivo Oliveira, Kevin Vermaerke, Andreas Leknessund, Tobias Johannessen, Steven Kruijswijk e Jasha Sütterlin sono stati tra i protagonisti delle prime offensive, ma sul Puerto de las Abejas la corsa è tornata a ricompattarsi e nuovi corridori hanno provato a inserirsi.

Sul Puerto del Viento è stato Dunbar a cambiare passo. L’irlandese ha scollinato davanti, mentre alle sue spalle Richard Carapaz ha provato a scuotere la corsa della Maglia Rossa con attacchi sia in salita sia nella successiva discesa. Il tentativo dell’ecuadoriano non ha però prodotto distacchi: i rivali diretti hanno reagito e Carapaz è stato riassorbito.

A quel punto la situazione si è stabilizzata. Davanti, un gruppo numeroso comprendente tra gli altri Dunbar, Gloag, Marcel Camprubí, Buitrago, Guillaume Martin, Leknessund, Urko Berrade e Kevin Vermaerke ha trovato finalmente spazio. Nessuno degli attaccanti rappresentava una minaccia immediata per Mas e il margine è progressivamente cresciuto, superando i sette minuti prima dell’avvicinamento all’ultima salita.

Il verdetto è arrivato sui 18,8 chilometri al 6,5% di Peñas Blancas. Buitrago ha iniziato a muoversi a 13 chilometri dal traguardo e ha poi sferrato un nuovo attacco entrando negli ultimi due chilometri. Per qualche centinaio di metri il colombiano è sembrato poter finalmente coronare la sua giornata, dopo il terzo posto a Calar Alto e il secondo alla Sierra de la Pandera.

Dunbar, però, ha scelto una strategia diversa. Nessuna risposta impulsiva, nessun inseguimento fuori giri: ha lasciato che Buitrago spendesse energie, ha mantenuto il proprio ritmo e ha ridotto progressivamente il distacco. A 350 metri dal traguardo lo ha raggiunto e superato, aprendo immediatamente un margine sufficiente per alzare le braccia. Buitrago ha chiuso secondo a 14”, mentre Thomas Gloag ha completato una giornata di grande spessore per la Pinarello Q36.5 con il terzo posto a 23”. Urko Berrade è arrivato quarto a 44” e Marcel Camprubí quinto a 1’44”.

Per Dunbar il successo assume un significato particolare. Le sue ultime vittorie risalivano proprio alla Vuelta 2024, quando si impose a Padrón e sul Picón Blanco. Nel corso del 2026 un incidente in allenamento lo aveva inoltre costretto a un lungo periodo lontano dalla bicicletta.

Il trentenne irlandese non ha nascosto la sorpresa per una vittoria maturata in una giornata iniziata con sensazioni tutt’altro che positive: “È incredibile. Oggi davvero non me l’aspettavo. Dopo 50 o 60 chilometri avevo persino detto via radio alla squadra che non era la mia giornata, non mi sentivo bene. Poi sono entrato nella fuga e le gambe sono migliorate. Avevo anche due compagni con me e questo ha fatto una grande differenza. Quest’anno sono rimasto tre mesi senza andare in bicicletta dopo un incidente. Non pensavo davvero che sarei stato qui, e nemmeno che avrei potuto lottare per vincere delle tappe. Non riesco a crederci.”

Alle spalle degli uomini in fuga, la battaglia per la classifica generale ha invece prodotto molto meno. Roglič ha provato ad accelerare negli ultimi due chilometri, ma Mas, Gall, Carapaz e Onley hanno neutralizzato l’azione. I principali uomini di classifica hanno così concluso insieme, senza modificare gli equilibri della corsa.

Ordine d’arrivo – 19ª tappa

  1. Eddie Dunbar — Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team — 05h 00’ 54”
  2. Santiago Buitrago — Bahrain Victorious — + 00’ 14”
  3. Thomas Gloag — Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team — + 00’ 23”
  4. Urko Berrade Fernández — Equipo Kern Pharma — + 00’ 44”
  5. Marcel Camprubí Pijuan — Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team — + 01’ 44”
  6. Andreas Leknessund — Uno-X Mobility — + 02’ 01”
  7. Guillaume Martin-Guyonnet — Groupama-FDJ United — + 02’ 11”
  8. Chris Hamilton — Team Picnic PostNL — + 02’ 39”
  9. Kevin Vermaerke — UAE Team Emirates-XRG — + 03’ 03”
  10. Sergio Samitier Samitier — Cofidis — + 03’ 17”

Classifica generale dopo la 19ª tappa

  1. Enric Mas — Movistar Team — 65h 52’ 03”
  2. Primož Roglič — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 01’ 37”
  3. Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 03’ 01”
  4. Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — + 05’ 17”
  5. Oscar Onley — Netcompany INEOS Cycling Team — + 06’ 03”
  6. Jakob Omrzel — Bahrain Victorious — + 07’ 06”
  7. Clément Berthet — Groupama-FDJ United — + 07’ 57”
  8. Cristian Rodríguez — XDS Astana Team — + 08’ 21”
  9. Mattias Skjelmose — Lidl-Trek — + 09’ 06”
  10. Harold Tejada — XDS Astana Team — + 10’ 27”

Altre classifiche

Classifica a punti: Wout van Aert — Team Visma | Lease a Bike
Classifica GPM: Santiago Buitrago — Bahrain Victorious
Classifica giovani: Oscar Onley — Netcompany INEOS Cycling Team
Classifica a squadre: Decathlon CMA CGM Team