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Cronaca

Lecce | Lite tra detenuti, agente penitenziario colpito da un pugno

Lite tra detenuti nel carcere di Lecce, seguita da un’aggressione a un agente penitenziario intervenuto per sedarla. È quanto riportato dal segretario regionale dell’Osapp Puglia, Ruggiero Damato, che ha espresso sgomento per l’episodio.

Secondo le prime informazioni, la rissa sarebbe scoppiata nel tardo pomeriggio di ieri tra detenuti provenienti da Lecce e Bari, all’interno della sesta sezione del reparto C2. Si ipotizza che l’incidente sia stato causato da un consumo eccessivo di alcol da parte dei detenuti coinvolti. Durante le procedure di verifica delle condizioni dei detenuti, uno di loro, originario di Lecce, avrebbe colpito un agente con un pugno al volto.

L’agente ha dovuto ricevere cure mediche presso l’ospedale di Lecce.

Damato ha sottolineato la gravità dell’episodio, evidenziando anche il rischio legato all’abuso di alcol tra i detenuti, soprattutto in vista dell’avvicinarsi dell’estate. Ha inoltre evidenziato le difficoltà del personale penitenziario, affaticato da una carenza di risorse, e ha chiesto l’intervento delle autorità nazionali per affrontare tali problematiche.

Campania

Napoli | Confessato l’omicidio di Rosa Gigante, madre del noto salumiere e tik-toker Donato De Caprio

La confessione di Stefania Russolillo per l’omicidio di Rosa Gigante, madre di Donato De Caprio, è un evento tragico e scioccante. Russolillo ha ammesso di aver causato la morte di Gigante durante una colluttazione avvenuta nella casa della vittima nel quartiere Pianura di Napoli. Secondo quanto riportato, il litigio sarebbe inizialmente scoppiato per una questione relativa alla posta, ma ha poi degenerato in violenza fisica.

Russolillo ha dichiarato di aver spinto più volte Rosa Gigante contro il muro, fino a causarne la morte. Nonostante la confessione, la motivazione esatta dietro all’omicidio rimane vaga, sebbene gli investigatori ipotizzino che possa essere stato scatenato da dispute condominiali, possibilmente legate a bollette mancanti.

Questo tragico evento ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale e sulla famiglia della vittima, includendo il figlio Donato De Caprio, noto per la sua attività su TikTok nel settore alimentare.

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Cronaca

Sentenza per la morte di Desirèe Mariottini: giudici condannano per indifferenza e mancato soccorso

La Corte d’Assise di appello di Roma ha emesso le motivazioni della sentenza riguardante il caso della morte di Desirèe Mariottini, avvenuta il 19 ottobre 2018 in uno stabile abbandonato a Roma. Gli imputati Mamadou Gara, Alinno Chima, e Brian Minteh sono stati giudicati responsabili della morte della sedicenne di Cisterna di Latina.

Secondo i giudici, durante l’evento tragico, Desirèe versava già in uno stato di grave compromissione psicofisica, tanto da essere in stato di incoscienza. Gli imputati, anziché prestare il dovuto soccorso, hanno mostrato completa indifferenza verso la sua vita, opponendosi fermamente all’arrivo di un’ambulanza che avrebbe potuto salvarla.

Le condanne, ricalcolate nel processo di secondo grado, hanno visto Mamadou Gara condannato a 22 anni di reclusione, Alinno Chima a 26 anni (ridotti rispetto alla condanna originaria di 27 anni), e Brian Minteh a 18 anni (precedentemente condannato a 24 anni). Per Salia, la condanna all’ergastolo era già stata confermata in via definitiva.

Gli imputati, tutti di origine africana, sono stati accusati di omicidio, violenza sessuale e spaccio di droga. Secondo la Corte, Mamadou Gara ha ignorato colposamente il rischio di overdose per Desirèe, pur di abusare sessualmente di lei in un momento in cui la ragazza era in evidente stato di minorata difesa.

Le motivazioni della sentenza sottolineano anche il ruolo della droga nell’evento, con Desirèe che si trovava nello stabile in cerca di sostanze stupefacenti in un evidente stato di astinenza. La Corte ha criticato severamente l’atteggiamento degli imputati, definendo la loro condotta come un grave abuso di potere e totale mancanza di umanità.

Questa sentenza rappresenta un passo ulteriore nella giustizia per Desirèe Mariottini, evidenziando la gravità degli atti commessi dagli imputati e l’importanza della responsabilità individuale nella protezione della vita umana.

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Cronaca

Roma:| Maxi Furto in Gioielleria a Capannelle: cassaforte smurata e fuga col bottino

A Roma, oggi notte, è stato perpetrato un audace furto in una gioielleria in zona Capannelle. I malviventi hanno forzato la serranda utilizzando un veicolo pesante e hanno effettuato lo scasso della cassaforte, portandola via.

L’atto criminale si è consumato presso la AF Gioielli, sito al civico 14 di piazza Ilia Peikov, intorno alle 3 del mattino di venerdì 21 giugno. I ladri, mascherati con passamontagna, sembrano essere stati almeno in quattro.

Al momento, il valore del bottino non è stato ancora stabilito. Le indagini sono in corso con l’intervento dei carabinieri della stazione Appia e della compagnia Casilina.

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