Corea del Sud: impeachment per il presidente Yoon dopo la legge marziale revocata

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La Corea del Sud è in subbuglio politico dopo la dichiarazione e la successiva revoca della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol. Una mozione di impeachment è stata presentata dal Partito Democratico e sarà votata dall’Assemblea nazionale entro il 7 dicembre. L’accusa principale riguarda l’abuso di potere e un presunto tentativo di colpo di stato, definito dall’opposizione come un “grave atto di ribellione” contro la Costituzione.

Per approvare l’impeachment servono i voti di due terzi dei parlamentari, ovvero 200 su 300. Le opposizioni, che detengono 192 seggi, potrebbero ottenere il sostegno di alcuni membri del People Power Party, il partito di governo, dove il consenso per Yoon sembra vacillare.

La legge marziale, annunciata a sorpresa il 3 dicembre, è stata giustificata da Yoon con la necessità di contrastare presunte “forze nordcoreane” infiltrate nelle istituzioni e di superare il blocco parlamentare causato dall’opposizione. Il provvedimento includeva misure draconiane: poteri straordinari all’esercito, sospensione delle attività politiche e controllo della stampa. Il Parlamento, unanime, ha votato contro, e la mobilitazione popolare ha portato il presidente a revocare il decreto nel giro di poche ore.

La crisi ha innescato un’ondata di dimissioni tra i consiglieri presidenziali e i membri del governo, compresi il ministro della Difesa e quello degli Interni, ritenuti tra i principali promotori del decreto. Il Partito Democratico ha annunciato l’intenzione di perseguire penalmente Yoon e altri funzionari con l’accusa di insurrezione.

Se la mozione di impeachment passerà, la Costituzione prevede che i poteri del presidente vengano sospesi fino al giudizio della Corte costituzionale, che avrà l’ultima parola sull’allontanamento di Yoon. Nel frattempo, il primo ministro Han Duck-soo potrebbe assumere l’interim.

L’instabilità politica rischia di aggravare le tensioni interne ed esterne, soprattutto con la Corea del Nord, e di minare la credibilità delle istituzioni sudcoreane a livello internazionale.