di Umberto Zollo | Erevan – Quattro tappe, 16 squadre e una diffusione televisiva internazionale hanno segnato il debutto della corsa UCI. Simone Raccani ha conquistato la classifica generale nella capitale armena.
Il Tour of Armenia chiude la sua prima edizione con quattro giornate di gara, una diffusione televisiva su più continenti e il successo finale dell’italiano Simone Raccani, portacolori del Team Ukyo. La nuova corsa inserita nell’UCI Europe Tour 2.2, disputata dal 10 al 13 settembre, ha attraversato alcune delle aree più caratteristiche del Paese prima del finale nella Piazza della Repubblica di Erevan.
Al via si sono presentate 16 squadre, protagoniste di un percorso che ha alternato arrivi veloci, frazioni più selettive e scenari naturali utilizzati dagli organizzatori anche per presentare l’Armenia al pubblico internazionale.

La corsa è stata distribuita attraverso piattaforme e broadcaster tra cui HBO Max, Disney+, ESPN, Flo Sports, Okko, SBS, SPO TV e Zhibo TV, mentre la manifestazione ha ottenuto copertura mediatica in diversi Paesi europei ed extraeuropei.
Il viaggio della corsa è iniziato da Gavar, per poi spostarsi sulle strade vicine al lago Sevan, conosciuto anche come “Mare d’Armenia”. A Mets Masrik si è imposto il polacco Michal Pomorski, della Att Investments.
La successiva frazione da Kirants a Stepanavan si è risolta invece al fotofinish. A prevalere è stato l’italiano Federico Iacomoni, del Team Ukyo, che dopo il traguardo ha dedicato il successo alla nonna scomparsa pochi giorni prima.

La tappa considerata dagli organizzatori come la più impegnativa ha condotto il gruppo da Martuni al lago Parz, nell’area di Dilijan. In Armenia è arrivato anche il campione olimpico Samuel Sanchez, presente per assistere alla giornata e premiare il vincitore, il britannico Max Hinds, portacolori della Netcompany Ineos Racing Academy.

Il Tour si è quindi concluso nella capitale. L’arrivo nella Piazza della Repubblica di Erevan ha ospitato lo sprint dell’ultima giornata e la cerimonia finale della prima edizione. Al termine delle quattro tappe, Simone Raccani ha conquistato la classifica generale, consegnando al Team Ukyo anche il primo successo assoluto nell’albo d’oro della corsa.

Accanto all’aspetto agonistico, l’evento ha rappresentato anche un progetto sostenuto dalle istituzioni armene. La ministra dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport Zhanna Andreasyan ha sottolineato il percorso che ha portato alla nascita della manifestazione.
“È stato meraviglioso vedere come questo progetto si sia concretizzato negli ultimi due anni, portando qualcosa di nuovo in Armenia. Si tratta di un evento storico per la storia sportiva del nostro Paese; spero che questa edizione inaugurale sia solo l’inizio di un appuntamento annuale e siamo pronti ad accogliere nuovamente gli atleti nel nostro splendido Paese il prossimo anno. Il movimento ciclistico è in crescita in Armenia e sono certa che questo evento fungerà da catalizzatore ideale”.
Il progetto ha ricevuto inoltre il sostegno della Zangezur Copper-Molybdenum Combine, principale sponsor della manifestazione. Il membro del Consiglio di amministrazione Artyom Petrosyan ha posto l’accento sul rapporto tra investimento sportivo e strategia aziendale.
“Le impressioni sono state fantastiche: si è trattato del primo grande evento ciclistico mai organizzato in Armenia e credo che sia stato realizzato in modo brillante e ad altissimo livello. È un grande onore per noi affiancare il Tour of Armenia e sostenere un’iniziativa che unisce sport, stile di vita sano e Armenia. A prima vista, il ciclismo e l’industria mineraria possono sembrare mondi molto diversi, ma condividono gli stessi valori fondamentali: la resistenza, la capacità di affrontare lunghe distanze e la responsabilità verso l’ambiente e le generazioni future. Questi sono anche i valori alla base della visione di sviluppo sostenibile di ZCMC”.
Per gli organizzatori, il primo Tour rappresenta soprattutto il punto di partenza di un progetto che punta a consolidarsi nel calendario internazionale. Khoren Zargaryan, CEO dello Sports Management Center, ha indicato tra gli obiettivi la costruzione di una struttura locale capace di assumere progressivamente maggiori responsabilità organizzative.
“Per noi, il successo non consiste solo nell’organizzare una gara impeccabile oggi, ma nel padroneggiare le dinamiche interne del ciclismo internazionale. Creare un team locale competente, capace di gestire le edizioni future con una crescente autonomia, è uno dei nostri traguardi più significativi. Questo evento non nasce come iniziativa isolata. Il nostro obiettivo a lungo termine è chiaro: affermare il Tour of Armenia come una gara internazionale di riferimento e di grande prestigio, consolidando la sua presenza nel calendario internazionale dell’UCI anno dopo anno. Questa edizione inaugurale rappresenta le nostre fondamenta, il punto di partenza su cui si svilupperà il futuro del progetto”.
Alla realizzazione della corsa ha collaborato anche RCS Sport and Events DMCC, con un servizio di consulenza tecnica. Il CEO Michele Napoli ha ricordato che il progetto ha avuto origine oltre due anni prima della partenza della gara.
“Il primo incontro risale ad oltre due anni fa. Tutto è iniziato quel giorno. Condividevamo una visione comune, ovvero di far conoscere questo Paese e i suoi paesaggi straordinari attraverso lo sport. Dal punto di vista tecnico, tutto è stato eccellente e il livello è stato altissimo, soprattutto se pensiamo che si è trattata della primissima edizione di una nuova corsa. I corridori hanno offerto un grande spettacolo al pubblico straordinario che ha seguito il nostro esordio sul panorama mondiale, sia dal vivo sia attraverso le piattaforme di streaming e broadcasting globali”.
Il primo capitolo del Tour of Armenia si chiude quindi con un vincitore italiano e con l’intenzione dichiarata dagli organizzatori di dare continuità all’appuntamento. La sfida delle prossime edizioni sarà trasformare l’esordio internazionale in una presenza stabile nel calendario UCI, sviluppando allo stesso tempo competenze organizzative sempre più radicate nel Paese.
