Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro compie 100 anni, Calderone: “Attenzione specifica per la salute e la sicurezza”

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Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro compie 100 anni, Calderone: “Attenzione specifica per la salute e la sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Combattere e contrastare fenomeni illeciti nel mondo del lavoro richiede, in questo momento storico, grande competenza e grande capacità strategica e organizzativa: dall’incrocio dei dati riusciamo a comprendere dove è necessario intervenire, al fine di contrastare irregolarità e sfruttamento. Il caporalato, in particolare, mette a repentaglio le norme basilari del diritto del lavoro e il rispetto della dignità della persona”. Queste le parole del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, pronunciate questa mattina durante la celebrazione dei 100 anni dall’istituzione del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro.

“Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – ha aggiunto il ministro – ha sempre avuto un’attenzione specifica per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ringrazio le donne e gli uomini di questo reparto, anche se qualcuno potrà dire che 810 unità sono poche: io rispondo che formare specialisti del genere richiede un percorso che affronta nel dettaglio gli aspetti specifici del mondo del lavoro. Questo nucleo non è mai solo, può avvalersi di una importante sinergia con i comandi territoriali, instaurando così una forza gigantesca al servizio e a presidio della legalità. Quando vediamo una divisa in una nostra strada, ricordiamoci che è una presenza concreta dello Stato, che ci protegge e ci assiste e non è mai nemico”.

Durante l’evento, tenutosi presso la caserma “Salvo D’Acquisto” e condotto da Tiberio Timperi, è intervenuto anche il generale Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma: “Ringrazio il ministro per la sua presenza, che testimonia l’attenzione delle istituzioni e del governo a un settore particolarmente delicato. Nel 1926, cent’anni fa, si riuscì a far in modo di coniugare la vocazione territoriale dei carabinieri con la tecnologia che iniziava a svilupparsi già da allora, specialmente dal punto di vista operativo. Con l’evoluzione della legislazione e con la formazione dedicata del personale, adesso si cerca di anticipare le minacce in un mondo che viaggia veloce”.

“Il nostro reparto d’eccellenza – ha sottolineato il generale – vuole garantire al lavoratore di operare nelle migliori condizioni possibili: solo quest’anno, ad esempio, siamo riusciti a regolarizzare circa seimila riders e a svolgere un intenso contrasto al caporalato e al traffico di esseri umani. L’attività sul territorio e l’utilizzo dell’IA ci stanno permettendo, grazie a un personale ben addestrato e all’aiuto delle istituzioni, di porre la massima attenzione alla dignità umana e al rispetto della legge”.

A seguire, le parole del generale Antonio Bandiera: “Siamo presenti su tutto il territorio nazionale, dal 1955 i nostri agenti hanno poteri ispettivi e investigativi e ciò concede loro un costante dialogo con il lavoratore, al fine di individuare eventuali criticità e avviare le indagini. In virtù della collaborazione avviata con Europol, inoltre, noi partecipiamo anche ai più importanti tavoli internazionali, in facoltà di esperti nella lotta al caporalato. Le banche dati e i big data ci permettono, quindi, di essere più performanti”.

Dopo l’intervento del generale Bandiera, ha preso la parola il vicedirettore di Rai Fiction, Giancarlo Biacca: “La collaborazione tra la Rai e l’Arma dei Carabinieri è contraddistinta dal successo di tanti prodotti realizzati nel corso degli anni ed è in questo solco, facendo leva sulla forza delle immagini e della scrittura, che cerchiamo di dare voce ai meno tutelati, agli invisibili. Il lavoro e la cultura della sicurezza sono valori universali, da raccontare senza retorica, bensì con sensibilità e tatto. La serie “L’altro ispettore”, in particolare, ha raccontato con successo queste tematiche: per questo motivo, infatti, abbiamo deciso di procedere con una nuova stagione. Consapevoli dell’importanza di parlare al pubblico dei giovani, sentiamo il dovere di illuminare anche gli angoli più complessi e drammatici della nostra contemporaneità”

La giornata, infine, si è conclusa con il disvelamento di uno speciale francobollo realizzato per l’occasione e presentato da Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane.

IN 10 ANNI DI CONTROLLI INDIVIDUATI 137 MILA LAVORATORI IRREGOLARI

Nel decennio compreso tra il 2016 e il 30 settembre 2026, l’attività ispettiva in materia di lavoro, salute e sicurezza da parte del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro ha fotografato un impegno capillare a tutela della regolarità dei contesti lavorativi. I controlli hanno riguardato 173.482 aziende e la verifica delle posizioni di 550.116 lavoratori, attestandosi su una media annua di 15.771 imprese e 50.011 addetti monitorati. Questa vigilanza ha consentito di far emergere 137.215 lavoratori irregolari, tra i quali ben 77.760 impiegati completamente in nero. Proprio per le ipotesi di lavoro nero e per le gravi violazioni riscontrate in materia di sicurezza, i militari hanno adottato 27.437 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il bilancio sanzionatorio complessivo ha superato la quota di 433 milioni di euro, suddivisi in oltre 281 milioni di euro di sanzioni amministrative e più di 152 milioni di euro di ammende penali. Parallelamente, l’attività di polizia giudiziaria ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 78.923 persone, di cui 765 tratte in arresto e 78.158 denunciate in stato di libertà. La vigilanza ha toccato da vicino anche l’ambito del lavoro minorile e dell’immigrazione: sono stati controllati 156.310 lavoratori extracomunitari, individuandone 5.829 clandestini, oltre a 6.247 minori verificati e 2.580 casi di occupazione illecita di minori.

Inoltre, le ispezioni hanno permesso di stroncare 983 truffe previdenziali per un danno stimato in circa 145 milioni di euro, consentendo il contestuale recupero di oltre 59,6 milioni di euro di contributi evasi. Focalizzando l’attenzione sull’attività penale a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel triennio 2024-2026, i Carabinieri hanno sviluppato 207 indagini penali mirate sull’intero territorio nazionale. Questa specifica manovra ha condotto al deferimento di 510 soggetti e all’individuazione e al blocco di 1.287 falsi attestati formativi e di idoneità sanitaria, con l’esecuzione di 212 decreti di sequestro. Si tratta di investigazioni che hanno interrotto condotte fraudolente finalizzate a eludere gli obblighi di legge, raggirare i controlli e ottenere un risparmio illecito di spesa sulle certificazioni obbligatorie, salvaguardando così l’affidabilità dei sistemi legali di accreditamento e la vita stessa dei lavoratori. Sul fronte del contrasto alle truffe ai danni dell’INPS, nel quadriennio 2023-2026 la specialità dell’Arma ha portato a compimento 327 indagini, di cui 210 condotte in piena autonomia e 117 in collaborazione con i reparti territoriali, determinando il deferimento di 231 soggetti all’Autorità Giudiziaria. Gli accertamenti svolti hanno fatto emergere indebite percezioni assistenziali per un valore complessivo di 5.571.136 euro, portando contestualmente all’esecuzione di 14 sequestri per un importo di 150.697 euro.

In merito al monitoraggio del Reddito di Cittadinanza, il Comando ha consolidato i dati storici e definitivi sulle verifiche effettuate tra aprile 2019 e settembre 2024. Le ispezioni condotte direttamente sui luoghi di lavoro hanno consentito di individuare 3.386 percettori irregolari, mentre le verifiche sulla sussistenza dei requisiti utili all’ottenimento del beneficio sono state estese ad altri 17.589 percettori. L’attività investigativa complessiva ha portato a deferire all’Autorità Giudiziaria 8.237 soggetti, accertando l’erogazione di somme in totale assenza dei requisiti di legge per un importo pari a 36.667.814,00 euro. In modo parallelo, sono stati effettuati controlli incrociati sulle posizioni di soggetti destinatari di misure cautelari limitative della libertà: su 51.926 posizioni verificate, ben 18.723 hanno fornito esito positivo, facendo scattare le conseguenti revoche e rideterminazioni del beneficio da parte dell’INPS. Il contrasto all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale, si conferma una delle priorità assolute del Comparto. Tra il novembre 2016 e l’agosto 2026, i Carabinieri hanno realizzato 1.388 complesse operazioni di polizia giudiziaria, che hanno condotto al deferimento di 3.138 persone, 530 delle quali tratte in arresto. Le attività hanno permesso di individuare e proteggere 17.573 lavoratori vittime di sfruttamento, tra i quali 5.965 impiegati completamente in nero.

A conferma dello stretto legame tra vulnerabilità migratoria e sfruttamento, tra le vittime sono stati identificati 1.919 lavoratori clandestini, privi di un valido titolo di soggiorno. L’agricoltura si attesta stabilmente come il settore più colpito, seguito da vicino da industria, terziario ed edilizia. Per spezzare la morsa dei caporali e proteggere le vittime, i militari hanno avviato 671 procedimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale. Infine, a partire dall’ottobre 2022, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro ha implementato su scala nazionale un innovativo metodo analitico e investigativo per contrastare il favoreggiamento su larga scala dell’immigrazione irregolare connesso allo sfruttamento, con particolare riguardo all’uso fraudolento dei Decreti Flussi. Le indagini hanno svelato come le consorterie criminali, spesso strutturate in forma organizzata o di stampo mafioso, avessero monopolizzato l’inoltro delle istanze di ingresso per motivi di lavoro e di emersione, confezionando pratiche del tutto fasulle dietro l’estorsione di somme comprese tra i 4.000 e i 20.000 euro per ciascun lavoratore. Un inserimento fraudolento di massa che saturava i sistemi informatici a danno delle aziende virtuose e dei lavoratori realmente bisognosi. L’articolata manovra dell’Arma ha consentito di analizzare ben 690.366 istanze di ingresso, accertando che 94.598 di esse erano completamente fraudolente. L’azione repressiva ha portato all’apertura di centinaia di procedimenti penali, molti dei quali coordinati dalle Direzioni Distrettuali Antimafia e dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, determinando il deferimento di 1.107 persone, di cui 64 arrestate.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).