di Umberto Zollo | Torino – La Polizia ha fermato un cittadino rumeno gravemente indiziato dell’omicidio del 19enne di origini senegalesi, aggredito il 23 ottobre al Parco Dora. Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe legato allo spaccio di droga.
Un giovane di 19 anni ucciso con una coltellata alla gola, un’indagine durata poche ore e un uomo fermato con l’accusa di omicidio volontario. La Squadra Mobile di Torino ha individuato il presunto responsabile dell’aggressione avvenuta venerdì 23 ottobre al Parco Dora, dove un ragazzo di origini senegalesi è stato trovato gravemente ferito. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, la Polizia di Stato ha eseguito il fermo di un cittadino rumeno. Il delitto, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe maturato nell’ambito di una vicenda legata alla compravendita di sostanze stupefacenti.
L’allarme era scattato intorno alle 17.40 di venerdì, quando una segnalazione al numero unico di emergenza 112 aveva indicato la presenza di un uomo riverso a terra in una pozza di sangue all’interno del parco. I soccorritori, intervenuti sul posto, avevano trovato il diciannovenne in condizioni critiche. Il giovane presentava una profonda ferita alla gola provocata da un’arma da taglio. Trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco, era morto poco dopo il ricovero a causa della gravità delle lesioni.
Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno permesso di ricostruire le circostanze dell’aggressione e individuare un uomo ritenuto responsabile dell’accoltellamento. Gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero collegato il delitto a contrasti sorti nell’ambito della compravendita di droga, una circostanza che rappresenta uno degli aspetti centrali della ricostruzione investigativa.
Sulla base degli accertamenti, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha emesso un decreto di fermo per omicidio volontario nei confronti del cittadino rumeno. Gli agenti lo hanno rintracciato e condotto nella casa circondariale di Torino, dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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