Meloni e Piantedosi al cantiere devastato: «Non è protesta, è violenza premeditata». Danni per un milione

Val Susa, oltre 800 identificati dopo la guerriglia: Meloni al cantiere, «No Tav? Violenza organizzata»

Sale a oltre 800 il numero dei manifestanti identificati dalla Polizia di Stato dopo gli scontri di sabato ai cantieri dell’Alta Velocità Torino-Lione, culmine delle tensioni legate al festival No Tav “Alta Felicità” di Venaus. Sul posto sono arrivati questa mattina la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che hanno parlato di “violenza organizzata”. I danni sfiorano il milione di euro.

VENAUS — La Val di Susa fa ancora i conti con le conseguenze della guerriglia di sabato scorso, quando il corteo No Tav partito da Venaus al termine del festival “Alta Felicità” si è trasformato in un assalto ai cantieri della Torino-Lione. Questa mattina la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si sono recati di persona al cantiere di Chiomonte, devastato dagli scontri, per un sopralluogo che ha avuto un peso politico immediato.

In un video registrato durante la visita, Meloni ha usato parole nette: «Questa è violenza organizzata, premeditata». La premier ha aggiunto che il governo farà “tutto quello che può” per assicurare alla giustizia i responsabili, chiedendo alla magistratura “il massimo del lavoro”.

Sul fronte dei controlli, la Polizia di Stato ha intensificato da giorni l’attività di identificazione avviata già prima dell’inizio del festival. Al momento sono oltre 800 le persone identificate in relazione agli scontri di sabato, cifra che si somma alle circa 1.800 persone controllate nei servizi preventivi svolti nei giorni precedenti alla manifestazione. Tra gli identificati figurano anche cittadini francesi, tedeschi e belgi; nelle ultime ore quattro antagonisti stranieri, riconducibili al cosiddetto “Blocco Nero”, sono stati fermati dagli investigatori della Questura di Torino.

Pesante il bilancio degli scontri: 120 operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti — 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 finanzieri — colpiti da bombe carta, pietre e ordigni artigianali durante l’assalto ai cantieri. Sul fronte dei danni materiali, la stima diffusa da Telt, la società italo-francese che gestisce la tratta transfrontaliera dell’opera, parla di circa un milione di euro di danni solo al cantiere di Chiomonte.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, senza escludere ulteriori contestazioni a carico dei singoli responsabili individuati. Il questore di Torino, Massimo Gambino, aveva già parlato nei giorni scorsi di un tentativo di trasformare la Val di Susa nel “laboratorio europeo della guerriglia urbana”, promettendo “la massima fermezza” nelle verifiche in corso.

Dalla Regione – Il Presidente Alberto Cirio annuncia che la Regione Piemonte si costituirà parte civile per i danni di Chiomonte. Stimati danni ai cantieri superiori a un milione di euro; Meloni ha confermato la vicinanza dello Stato.