Rutte apre ad Ankara il vertice Nato della trasformazione: “Putin disperato, ma gli alleati devono sostenere Kiev”

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ANKARA (TURCHIA) (ITALPRESS) – L’Alleanza Atlantica arriva al vertice di Ankara con un obiettivo che va oltre l’approvazione di nuovi impegni finanziari: trasformare l’aumento della spesa militare in capacità operative immediatamente disponibili. Per due giorni la capitale turca ospiterà il confronto tra i 32 Paesi membri in una fase di profonda revisione dell’architettura di sicurezza euro-atlantica, segnata dalla guerra in Ucraina, dall’evoluzione della postura statunitense e dalla necessità di rafforzare la base industriale della difesa. La prima giornata sarà dedicata al NATO Defence Industry Forum, dove il Segretario generale Mark Rutte ha anticipato l’annuncio di “contratti per decine di miliardi di euro” destinati ad accelerare la produzione di sistemi di difesa aerea, missili, capacità spaziali, sorveglianza e armamenti di precisione, consolidando la cooperazione tra governi e industria. Mercoledì i capi di Stato e di governo si riuniranno invece nel Consiglio Nord Atlantico per affrontare i dossier politici dell’Alleanza, dalla piena attuazione dell’obiettivo del 5% del PIL entro il 2035 al sostegno all’Ucraina.

Presentando il summit, Rutte ha insistito sul fatto che la NATO sta entrando in una fase di trasformazione strutturale. “Non stiamo discutendo soltanto di bilanci”, ha spiegato, “ma della capacità di convertire gli investimenti in forze, equipaggiamenti e prontezza operativa”. Il Segretario generale ha sottolineato che, a un solo anno dall’intesa raggiunta all’Aia, “gli alleati europei e il Canada investono già in media circa il 4% del PIL in difesa e sicurezza” e che tra il 2025 e il 2026 sono stati destinati “280 miliardi di dollari aggiuntivi” al rafforzamento delle capacità militari. Ha inoltre chiesto ai governi di presentare “piani chiari, concreti e credibili” per conseguire gli obiettivi concordati, ricordando che l’incremento degli investimenti è stato favorito sia dalla crescente minaccia russa sia, “anche grazie al fattore Trump”, che ha spinto gli alleati ad assumere maggiori responsabilità.

Sul dossier ucraino il messaggio è stato altrettanto netto. “La sicurezza dell’Ucraina è strettamente legata alla nostra sicurezza”, ha affermato Rutte, ricordando che “la Russia continua a colpire le città ucraine con droni e missili” e che gli ultimi bombardamenti dimostrano “quanto Putin sia disperato”. Per questo, ha aggiunto, “tutti gli alleati devono fare la loro parte affinché il sostegno continui a fluire”, con particolare attenzione alla difesa aerea, ritenuta decisiva per consentire a Kiev di mantenere l’iniziativa sul campo di battaglia.

Rutte ha poi affrontato il tema più delicato del summit, quello del riequilibrio transatlantico. Ha escluso che la revisione della postura militare americana rappresenti una frattura dell’Alleanza, spiegando che ogni decisione sarà presa “in consultazione e coordinamento con gli alleati”. Al tempo stesso ha definito “non sostenibile” un modello nel quale “350 milioni di americani difendano 600 milioni di europei”, sostenendo la necessità di una NATO nella quale gli Stati Uniti continuino a garantire deterrenza nucleare e capacità strategiche, mentre Europa e Canada assumano un ruolo molto più incisivo nella difesa convenzionale del continente. È la visione della cosiddetta NATO 3.0: un’Alleanza più equilibrata, fondata su una maggiore responsabilità europea, una base industriale integrata e una più elevata prontezza operativa, senza mettere in discussione il legame transatlantico.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).