Regina Margherita, la cultura entra in reparto: libri e cinema per la cura dei piccoli pazienti

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di Umberto Zollo | Torino – Tre nuovi progetti portano cinema, libri e arte nel reparto di Neuropsichiatria dell’Ospedale Regina Margherita per supportare il percorso di guarigione dei pazienti.

Al reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino, la medicina incontra l’arte per trasformare il tempo della degenza. Grazie all’iniziativa di DEAR ETS, sono stati lanciati tre progetti innovativi: Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni che puntano a integrare la lettura, il cinema e la creatività nel percorso terapeutico dei giovani pazienti. L’obiettivo è rompere l’isolamento della malattia, offrendo ai ragazzi strumenti per esprimersi e restare connessi con il mondo esterno.

Pazienti e personale dell'ospedale Regina Margherita riuniti per una proiezione cinematografica in reparto.
Cinema e libri in reparto: la cultura entra nella Neuropsichiatria del Regina Margherita.

 

Il cuore dell’iniziativa risiede nella convinzione che il benessere psicologico sia un acceleratore della guarigione clinica. La biblioteca di reparto, realizzata in collaborazione con il Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti, permette ai bambini di scegliere storie e condividere momenti di lettura. Parallelamente, il progetto Neuroflix porta il grande schermo tra le corsie: titoli come Spider Man, Zootropolis e La forma dell’acqua diventano occasioni di confronto e rielaborazione personale sotto la guida di esperti dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema.

Non solo intrattenimento, ma anche riappropriazione degli spazi. Con “Luoghi Comuni”, gli ambienti ospedalieri vengono ripensati come aree vive e stimolanti. La prima installazione artistica è stata creata direttamente dai pazienti insieme all’illustratore Daniele Catalli, trasformando le mura del reparto in un laboratorio di cittadinanza attiva e creatività.

“La cura per la cultura e la cultura per aiutare a curare. Osservare i risultati dei nostri giovani pazienti coinvolti in attività artistiche e culturali rafforza la nostra convinzione sull’importanza di un approccio olistico alla cura, che consideri non solo gli aspetti clinici ma che abbracci anche la dimensione sociale e creativa. La collaborazione tra il personale sanitario, gli educatori e DEAR ETS ha creato un ambiente di reparto dove i ragazzi possono esprimersi e continuare il loro percorso personale anche durante l’ospedalizzazione, con un impatto positivo sul loro percorso di guarigione” dichiara Adriano Leli, Direttore generale dell’AO OIRM – Sant’Anna.

Cinema e libri in reparto: la cultura entra nella Neuropsichiatria del Regina Margherita

 

Sulla stessa linea, la professoressa Franca Fagioli, Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino, sottolinea come questo traguardo rappresenti un passo avanti decisivo: “Si tratta di un nuovo percorso di cura per i bambini e gli adolescenti della nostra Neuropsichiatria Infantile in cui umanizzazione e innovazione tecnologica concorreranno in modo sinergico al processo di guarigione. L’ambiente ospedaliero è lo spazio che accoglie il paziente e la sua famiglia, che lo accompagna nel viaggio impegnativo della malattia e come tale deve essere pensato, costruito, arredato e adattato non solo alle esigenze clinico assistenziali ma anche educative e ricreative”.

Il progetto ha trovato concretezza grazie al sostegno di diversi enti, tra cui l’Otto per Mille della Chiesa Valdese e la Fondazione CRT, dimostrando come la sinergia tra pubblico e terzo settore possa fare la differenza. “Per noi di DEAR l’ospedale non è solo un luogo dove si curano le malattie, ma anche uno spazio dove si coltiva umanità. Crediamo che la qualità degli spazi, del tempo e delle relazioni possa incidere in modo profondo sul benessere e sul percorso di guarigione” conclude Anita Donna Bianco, presidente di DEAR ETS.