Bassa Val di Susa, presunta setta pseudo-spirituale: 59enne in carcere nell’operazione Asmodeo

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di Umberto Zollo | Bassa Val di Susa (Torino) – I Carabinieri eseguono una misura cautelare contro un 59enne. Contestati riduzione in schiavitù, maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa allo Stato

Dalle prime ore di oggi, 1° ottobre, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 59 anni, nell’ambito dell’operazione denominata “Asmodeo”. L’indagine riguarda una presunta comunità pseudo-spirituale attiva nella Bassa Val di Susa, all’interno della quale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbero verificati gravi episodi di violenza e abuso.

All’uomo vengono contestati, nella fase delle indagini preliminari, i reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, il cinquantanovenne avrebbe utilizzato attività apparentemente legate al benessere personale e alla crescita spirituale per entrare in contatto con persone considerate particolarmente vulnerabili.

L’uomo, secondo la ricostruzione investigativa, promuoveva corsi di yoga, meditazione e difesa personale. Attraverso queste attività avrebbe avvicinato alcune persone, arrivando successivamente a ospitarle all’interno di una comunità residenziale da lui gestita nella Bassa Val di Susa.

È proprio all’interno della struttura che, secondo quanto documentato nel corso dell’inchiesta, si sarebbero consumate violenze fisiche e psicologiche, oltre ad abusi sessuali. Gli accertamenti degli investigatori hanno quindi concentrato l’attenzione non soltanto sulla gestione della comunità, ma anche sui rapporti che si sarebbero instaurati tra il 59enne e le persone che vi soggiornavano.

L’operazione dei Carabinieri scattata nelle prime ore di giovedì rappresenta il risultato dell’attività investigativa coordinata dalla Procura torinese. Gli elementi raccolti hanno portato all’emissione della misura cautelare in carcere nei confronti dell’indagato.

@immagine di repertorio