Torino, furti e truffe agli anziani: cinque misure cautelari e sequestri per circa un milione

di Umberto Zollo | Torino – Tre persone in carcere e due sottoposte a obbligo di dimora nell’indagine della Squadra Mobile. Contestati furti in casa con la tecnica del finto tecnico del gas. Sequestrati beni per circa un milione di euro.

Si sarebbero presentati alle porte delle vittime come tecnici del gas, riuscendo così a entrare nelle abitazioni per impossessarsi di denaro, gioielli e altri oggetti di valore. È uno degli elementi emersi dall’indagine della Squadra Mobile di Torino che questa mattina ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari nei confronti di persone accusate, a vario titolo, di una serie di furti ai danni soprattutto di anziani.

Tre indagati sono stati raggiunti da un provvedimento di custodia cautelare in carcere, mentre per altre due persone è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza con presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, riguarda complessivamente diversi episodi predatori. Ai tre destinatari della misura più restrittiva vengono contestati l’associazione per delinquere finalizzata ai furti nelle abitazioni di anziani e dodici episodi specifici. Altri due episodi sono invece attribuiti alle persone sottoposte all’obbligo di dimora.

Il punto di partenza dell’indagine risale a circa un anno fa, quando i tre indagati oggi trasferiti in carcere erano stati arrestati in flagranza durante un intervento per un furto in casa ai danni di una persona anziana. Gli approfondimenti successivi avrebbero permesso alla Squadra Mobile di ricostruire una rete di rapporti e un sistema operativo ritenuto dagli investigatori stabile e organizzato.

Secondo gli accertamenti, il gruppo avrebbe fatto ricorso in più occasioni alla tecnica del falso addetto, presentandosi alle vittime con una qualifica professionale apparentemente credibile. Una volta ottenuto l’accesso agli appartamenti, gli indagati avrebbero approfittato della fiducia delle persone presenti per cercare e sottrarre contanti e preziosi.

La struttura individuata dagli investigatori avrebbe previsto compiti distinti tra i partecipanti e l’utilizzo di basi logistiche nelle quali nascondere anche alcuni veicoli. Durante i colpi, sulle automobili sarebbero state applicate targhe clonate, presumibilmente per rendere più difficile l’identificazione dei mezzi.

Dall’indagine sarebbe emerso anche un sistema consolidato di comunicazioni e comportamenti ripetuti durante la preparazione e l’esecuzione dei furti. Parte del denaro ricavato dalle attività contestate sarebbe stata impiegata per finanziare ulteriori azioni oppure per acquistare e accumulare altri beni.

Gli approfondimenti patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine hanno portato anche a un procedimento di prevenzione. Il Tribunale di Torino ha disposto un sequestro finalizzato alla confisca per un valore stimato in circa un milione di euro, eseguito il 15 maggio.

Tra i beni sottoposti a sequestro figurano quattro immobili, quattro auto, tre motocicli, 100 mila euro in contanti, quattro orologi di pregio e diversi monili in oro.

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