Van der Poel firma San Gimignano, ma Del Toro e Pellizzari incendiano la Tirreno-Adriatico

Condividi

di Umberto Zollo

La Tirreno-Adriatico 2026 cambia volto già nella sua seconda tappa. Sui 206 chilometri da Camaiore a San Gimignano, in una frazione resa selettiva dal finale in salita, dallo sterrato bagnato e dalla pioggia, è stato Mathieu Van der Poel a imporsi allo sprint ristretto davanti a Isaac Del Toro e Giulio Pellizzari, al termine di una giornata che ha acceso la classifica generale e offerto i primi segnali importanti in vista delle prossime tappe.

Per oltre metà corsa, la frazione ha seguito un copione piuttosto lineare. Dopo un avvio controllato, la fuga di giornata ha preso forma con Manuele Tarozzi, Joan Bou, Diego Pablo Sevilla e Alessandro Iacchi, capaci di costruire un margine vicino ai quattro minuti. Alle loro spalle, però, il gruppo non ha mai lasciato troppo spazio: Ineos Grenadiers, Alpecin-Premier Tech e Visma-Lease a Bike hanno gestito l’inseguimento con regolarità, mantenendo la corsa sotto controllo in vista del tratto più impegnativo.

La gara ha iniziato a cambiare tono avvicinandosi a Pomarance, dove la strada ha cominciato a salire. Sul traguardo volante è stato Iacchi a transitare per primo, raccogliendo punti per la Maglia Ciclamino e secondi di abbuono, prima che la corsa si dirigesse verso il GPM di Castelnuovo Val di Cecina, primo vero riferimento per la classifica degli scalatori. Lì è stato Sevilla a muoversi con il miglior tempismo, conquistando i punti utili per la prima Maglia Verde.

Da quel momento, la tappa ha cambiato pelle. I saliscendi continui, l’ingresso nella provincia di Siena e l’avvicinamento al settore decisivo hanno alzato progressivamente la tensione. Quando mancavano meno di venti chilometri, il gruppo era ancora compatto, ma la velocità ha iniziato a crescere sensibilmente, con tutte le squadre impegnate a portare davanti i propri uomini di classifica. La pioggia, arrivata nel finale, ha aggiunto ulteriore incertezza su un terreno già delicato.

L’ingresso sullo sterrato di 5,3 chilometri ha spezzato la corsa in modo netto. Prima l’allungo di Julian Alaphilippe, poi l’attacco di Van der Poel, che ha selezionato il gruppo dei migliori. Alla sua ruota si sono portati Jorgenson, Del Toro e Pellizzari, ma la scivolata dell’americano ha ridotto il confronto a tre uomini. Da quel momento, il finale si è trasformato in un braccio di ferro tecnico e fisico sul fango, tra ruote che sbandavano e rapporti da dosare con precisione.

In quel tratto si è vista la solidità di Van der Poel, ma anche la personalità dei due giovani che gli sono rimasti incollati. Del Toro ha mostrato brillantezza e freddezza, pensando non solo alla tappa ma anche agli abbuoni e alla classifica generale. Pellizzari, invece, ha confermato qualità e maturità, restando sempre dentro l’azione giusta senza esporsi oltre il necessario. Dietro, la corsa si è sgranata: Wout Van Aert ha guidato un gruppo più numeroso, mentre Filippo Ganna ha pagato il conto del finale duro e della progressione sullo sterrato, perdendo terreno in modo sensibile.

Gli ultimi metri, tra lastricato e pendenza verso il centro storico di San Gimignano, hanno consegnato una volata a tre di grande equilibrio. Van der Poel ha trovato il colpo vincente per precedere di pochissimo Del Toro e Pellizzari, chiudendo una tappa intensa e spettacolare. Il successo dell’olandese conferma la sua capacità di esaltarsi sui finali nervosi e tecnici, ma il dato più pesante sul piano della corsa a tappe è il balzo di Isaac Del Toro, nuova Maglia Azzurra con tre secondi di vantaggio su Pellizzari.

Nel dopogara, Van der Poel ha spiegato così il proprio finale: “E’ stato difficile battere questi giovani. Il livello era altissimo, sia nell’approccio al finale, sia sullo sterrato bagnato. Ho voluto seguire l’attacco di Alaphilippe perchè conoscevo le curve molto tecniche e volevo mettere in difficoltà gli inseguitori. E’ stato uno sprint complicato, con la strada scivolosa. Sono venuto qui per prepararmi alla Milano-Sanremo e agli altri appuntamenti importanti, ma allo stesso tempo volevo vincere una tappa. L’anno scorso ci ero andato vicino più volte, questa volta ce l’ho fatta ed è bello tornare ad imporsi in questa corsa dopo 5 anni”.

La seconda tappa lascia quindi un’immagine precisa della Tirreno-Adriatico 2026: corsa ancora apertissima, gerarchie non definitive e una nuova generazione capace di misurarsi senza timori con uno dei corridori più esplosivi del panorama internazionale. Van der Poel si prende il palcoscenico di giornata, ma Del Toro e Pellizzari escono da San Gimignano con qualcosa in più di un piazzamento: escono con la sensazione di poter essere protagonisti anche nei prossimi snodi della Corsa dei Due Mari.

Ordine d’arrivo

  1. Mathieu Van der Poel (Alpecin-Premier Tech) – 4h53’23”
  2. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) – s.t.
  3. Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) – s.t.
  4. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) – a 15″
  5. Andrea Vendrame (Team Jayco-AlUla) – a 17″

Classifica generale

  1. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) – 5h06’01”
  2. Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) – a 3″
  3. Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers) – a 13″
  4. Alan Hatherly (Team Jayco-AlUla) – a 17″
  5. Primoz Roglic (Red Bull-BORA-hansgrohe) – a 18″

@foto comunicato rcs