Sta circolando sui social media, in particolare su Instagram e TikTok, la notizia secondo cui il 12 agosto 2026 la Terra perderebbe la gravità per sette secondi, causando milioni di morti e un collasso globale. La voce si basa su un presunto documento segreto della NASA chiamato “Project Anchor”, che descriverebbe una misteriosa “anomalia gravitazionale” collegata a un’eclissi solare totale. Secondo la narrazione diffusa, persone e oggetti leviterebbero, le infrastrutture crollerebbero e l’economia mondiale subirebbe danni irreparabili, mentre la NASA avrebbe tenuto segreto il pericolo per evitare il panico.
Tuttavia, non esiste alcuna prova dell’esistenza di “Project Anchor”. Nessuna indagine sui principali motori di ricerca o negli archivi ufficiali della NASA restituisce risultati validi. Gli esperti sottolineano che uno “spegnimento” temporaneo della gravità è fisicamente impossibile. La gravità terrestre dipende dalla massa del pianeta, che continuerà ad attrarre oggetti e persone finché mantiene la sua struttura. Non esiste alcun meccanismo scientifico noto che possa interrompere temporaneamente questa forza fondamentale.
La bufala cita anche le onde gravitazionali come possibile causa del fenomeno. In realtà, le onde gravitazionali sono increspature infinitesimali dello spaziotempo, osservabili solo con strumenti estremamente sensibili, e il loro effetto sulla Terra è trascurabile. Non possono in alcun modo annullare la gravità. Allo stesso modo, il collegamento con l’eclissi solare totale è fuorviante: le eclissi sono eventi naturali regolari studiati da secoli e non hanno mai modificato le forze gravitazionali terrestri in modo significativo.
La NASA ha smentito ufficialmente la notizia, ribadendo che l’unico modo per ridurre la gravità sarebbe una perdita di massa della Terra, evento che non sta accadendo. L’episodio è un esempio lampante di come la disinformazione possa diffondersi rapidamente quando si combinano termini scientifici e fenomeni naturali, creando scenari apocalittici senza alcun fondamento. Gli esperti invitano alla cautela e alla verifica delle fonti prima di condividere informazioni, sottolineando l’importanza di affidarsi ai comunicati ufficiali delle istituzioni scientifiche.

