“Voci di corridoio”: l’IA e il laser svelano i segreti dei graffiti pompeiani

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Scoperti quasi 80 nuovi messaggi nel passaggio verso via Stabiana. Dalle dichiarazioni d’amore di Erato alle offese salaci, la tecnologia RTI riporta in vita la “chat” dell’antichità.

Per 230 anni, milioni di visitatori hanno camminato lungo il corridoio che collega l’area dei teatri alla via Stabiana senza accorgersi che quelle pareti custodivano un tesoro di memoria effimera. Oggi, grazie al progetto “Bruits de couloir” (“Voci di corridoio”), nato dalla collaborazione tra la Sorbona, l’Università del Québec e il Parco Archeologico di Pompei, la tecnologia ha permesso di identificare 79 nuove iscrizioni, portando il totale a quasi 300 messaggi incisi sull’intonaco.


La vita vissuta oltre il marmo

Le scritte riemerse non celebrano imperatori, ma raccontano la gente comune:

  • L’amore e la passione: C’è Erato che sospira per il suo amato (“Erato ama…”), e Methe, schiava di Atella, che prega la Venere di Pompei affinché il suo legame con Cresto sia eterno e armonioso.
  • Insulti e scherno: Non mancano i toni coloriti, come l’irriverente attacco a un certo Miccio: “Miccio-cio-cio, a tuo padre che cacava hai rotto la pancia!”.
  • Tifo e sport: Graffiti che immortalano scene di combattimenti gladiatori, simili ai post che oggi pubblicheremmo dopo una partita allo stadio.

La tecnologia RTI: vedere l’invisibile

Il segreto di questa “risurrezione” epigrafica risiede nell’impiego della RTI (Reflectance Transformation Imaging). Si tratta di una tecnica di fotografia computazionale che acquisisce decine di immagini di un oggetto sotto diverse angolazioni di luce. Elaborando questi dati, i ricercatori possono manipolare l’illuminazione virtuale, facendo emergere solchi nell’intonaco così sottili da essere invisibili all’occhio nudo.

Un progetto di tutela e futuro

Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, ha sottolineato come la tecnologia sia ormai l’unica via per salvare un patrimonio fragile e immenso:

“A Pompei ci sono oltre 10mila scritte. Stiamo lavorando a una piattaforma 3D che integri fotogrammetria e dati RTI per creare uno strumento di visualizzazione e annotazione unico al mondo”.

Per proteggere fisicamente questo corridoio scavato nel lontano 1794, il Parco ha già programmato la realizzazione di una nuova copertura. L’obiettivo è duplice: preservare gli intonaci dagli agenti atmosferici e offrire ai visitatori un’esperienza di visita integrata, dove la realtà aumentata potrà mostrare le traduzioni e il contesto di quelle antiche “chat” murarie.


Perché questa scoperta è importante?

Questi graffiti sono la testimonianza di una socialità vibrante. Dimostrano che, nonostante i millenni, i sentimenti umani – l’urgenza di un bacio, la rabbia di un insulto, l’adrenalina per uno sport – sono rimasti immutati. Pompei non è più solo una città di cenere e pietra, ma un archivio vivo di emozioni catturate in un istante.