di Umberto Zollo
Intervento di soccorso tecnico urgente in serata, intorno alle 19.15, in località Prim’Alpe, a Canzo, dove un bambino di 9 anni è rimasto coinvolto in un grave incidente domestico avvenuto in una zona impervia, non accessibile ai normali mezzi di soccorso.
La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Canzo, allertata dalla centrale operativa 118, è intervenuta in supporto al personale sanitario e al personale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Il bambino si trovava in un’area isolata, difficile da raggiungere, e le condizioni del terreno hanno reso necessario l’impiego di tecniche di estricazione e immobilizzazione per garantire un trasporto sicuro e tempestivo.
Dopo una prima valutazione clinica sul posto, il piccolo è stato stabilizzato e successivamente trasportato a valle, dove è stato affidato all’ambulanza per il ricovero in ospedale a Erba, al fine di effettuare tutti gli accertamenti sanitari del caso.
Questo tipo di operazioni mette in luce la fondamentale importanza della catena della sopravvivenza nel trauma, che inizia con l’allarme tempestivo alla centrale operativa, prosegue con un triage accurato sul posto, e si conclude con il trattamento immediato e il trasferimento verso una struttura ospedaliera adeguata.
In contesti simili, dove i mezzi sanitari tradizionali non riescono a raggiungere il luogo dell’incidente, si rende necessario l’impiego di squadre specializzate, dotate di attrezzature e competenze per operare in ambienti ostili, spesso in comunicazione diretta con il paziente, garantendo primo soccorso in loco fino al completo recupero. Grazie alla pronta sinergia tra VVF, CNSAS e sanitari del 118, l’intervento si è concluso in modo efficace, offrendo al piccolo ferito le migliori condizioni di salvataggio possibili.
