Vuelta 2026, Brennan domina a Manosque: Pogačar terzo e ancora in Maglia Rossa

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di Umberto Zollo | Manosque (Alpi dell’Alta Provenza) – Il 21enne britannico della Visma | Lease a Bike conquista la prima vittoria in un Grande Giro. Pogačar è terzo e difende la leadership davanti a Van Aert e Brennan.

Matthew Brennan ha conquistato domenica 23 agosto a Manosque la seconda tappa della Vuelta a España 2026, prima frazione in linea dopo la cronometro inaugurale di Monaco. Al termine dei 202,1 chilometri della giornata, il britannico della Team Visma | Lease a Bike ha dominato lo sprint in leggera salita, precedendo Pau Miquel e la Maglia Rossa Tadej Pogačar. Un successo netto, maturato dopo un finale nel quale la Visma aveva già provato a mettere sotto pressione gli avversari con Wout van Aert.

Vuelta a España 2026 – Tappa 2 – Monaco > Manosque – Matthew Brennan vince davanti a Pau Miquel e Tadej Pogačar – © A.S.O. / CxCycling

La Vuelta ha lasciato il Principato per entrare in Francia attraverso una giornata tutt’altro che banale: oltre 200 chilometri, più di 3.000 metri di dislivello e un continuo alternarsi di salite, discese e falsopiani prima dell’approdo in Provenza. Un terreno sul quale i velocisti puri avevano poche garanzie e che, soprattutto negli ultimi chilometri verso Manosque, lasciava spazio a più interpretazioni.

La corsa si accende presto. Koen Bouwman della Jayco AlUla e Diego Uriarte della Kern Pharma sono tra i primi a muoversi, raggiunti successivamente da Ethan Hayter e Sinuhé Fernández. La presenza di Hayter cambia immediatamente il peso della fuga: il britannico della Soudal Quick-Step parte praticamente a ridosso di Pogačar nella generale e diventa così una minaccia concreta per la Maglia Rossa.

Dietro, la Visma | Lease a Bike non concede libertà eccessiva. Anche la Lidl-Trek, interessata a portare Mads Pedersen nelle migliori condizioni verso Manosque, contribuisce al controllo. Il margine dei battistrada rimane contenuto e la lunga giornata francese si trasforma progressivamente in una partita tattica giocata sugli abbuoni.

Intanto Bouwman sfrutta la fuga per costruire la propria classifica della montagna: passa per primo sia sull’Alto Châteauneuf-Grasse sia sul Col de Saint-Andrieu, assicurandosi il comando della graduatoria GPM.

Quando il gruppo torna vicino, Hayter non si arrende. Rilancia da solo e riesce a raggiungere in testa il traguardo volante di Gréoux-les-Bains, conquistando i sei secondi di abbuono e diventando per qualche momento leader virtuale della Vuelta. Alle sue spalle Van Aert prende altri quattro secondi, mentre Pogačar controlla direttamente una situazione che inizia a diventare delicata.

Lo sforzo del britannico, però, presenta il conto. Hayter viene ripreso poco dopo e negli ultimi chilometri perde contatto dal gruppo dei migliori, chiudendo a 31 secondi e uscendo dalla lotta immediata per la Maglia Rossa.

La lunga fase di controllo lascia spazio alla battaglia per le posizioni quando la strada ricomincia a salire verso Manosque. Il ritmo aumenta, le squadre si allungano sulla carreggiata e la volata smette di assomigliare a uno sprint tradizionale.

A circa due chilometri dal traguardo Wout van Aert rompe gli equilibri. Il belga parte con decisione sulla rampa e per qualche istante guadagna terreno. Pogačar reagisce immediatamente, raggiungendolo, ma senza collaborare. Alle loro spalle riesce a riportarsi anche Alessandro Romele, che prova a dare continuità all’azione.

Il gruppo, però, è troppo vicino. I tre vengono riassorbiti nell’ultimo chilometro e la corsa cambia nuovamente volto.

Dopo l’arrivo, Pogačar ha ricostruito quei secondi decisivi, spiegando come l’attacco del belga non fosse stato concordato e quanto fosse complicato scegliere se collaborare oppure attendere il ritorno del gruppo.

“No, non avevo parlato con Wout van Aert prima del suo attacco! Era qualcosa che ci si poteva aspettare, ma ho reagito un po’ in ritardo. Aveva aperto un buon distacco. Dopo lo scollinamento, nel tratto pianeggiante, ho dovuto continuare a spingere. Alla fine l’ho raggiunto e dovevo impegnarmi se volevamo avere una possibilità di arrivare fino al traguardo, ma sapevo anche che dietro aveva Matthew Brennan, quindi non sapevo bene cosa fare. Ho provato a restare alla sua ruota, sperando che continuasse a spingere. Avevo già molto lattato nelle gambe e sono contento di aver conquistato il terzo posto. Stavo semplicemente dando tutto per vincere la tappa.”

Le parole della Maglia Rossa restituiscono il carattere tattico di quel passaggio: Pogačar aveva interesse a trasformare l’azione in un tentativo per il successo, mentre Van Aert poteva contare sulla presenza alle proprie spalle di un compagno veloce come Brennan. Il mancato accordo tra i due ha favorito il rientro del gruppo e riaperto la strada alla volata.

È qui che la Visma mostra la seconda carta. Christophe Laporte porta Brennan nelle prime posizioni e prepara il terreno allo sprint. Finn Fisher-Black prova ad anticipare, mentre Pedersen cerca di lanciare una volata lunga. Brennan parte con forza, prende immediatamente velocità e apre un distacco che nessuno riesce più a colmare.

Sul rettilineo di Manosque il britannico può alzare le braccia con diversi metri di vantaggio. Pau Miquel trova lo spazio per rimontare fino al secondo posto, mentre Pogačar, dopo avere risposto pochi minuti prima all’attacco di Van Aert, riesce ancora a sprintare e conquista la terza posizione. Pedersen deve accontentarsi del quarto posto davanti a Hugo Hofstetter.

Per Brennan, 21 anni, è la prima vittoria di tappa in un Grande Giro, ottenuta proprio alla prima occasione utile nella sua Vuelta d’esordio. Il dato racconta soltanto una parte della giornata: per arrivare allo sprint il britannico ha dovuto superare una tappa lunga, accidentata e resa ancora più selettiva da un finale percorso ad alta intensità.

La Visma chiude così una giornata costruita su due fronti: prima la pressione di Van Aert sulla classifica generale, poi la volata di Brennan. Pogačar, però, non cede la leadership e anzi lascia Manosque con la conferma della propria capacità di gestire una corsa che continua a costringerlo a rispondere in prima persona.

Dopo due tappe lo sloveno guida con 9 secondi su Van Aert e 10 su Brennan. Il quadro della Vuelta è ancora compresso, ma il terreno cambia rapidamente: la terza frazione porterà il gruppo verso Font-Romeu e offrirà il primo vero confronto in montagna dell’edizione 2026.

Ordine d’arrivo – 2ª tappa

  1. Matthew Brennan — Team Visma | Lease a Bike — 04h 47’ 47”
  2. Pau Miquel Delgado — Bahrain Victorious — s.t.
  3. Tadej Pogačar — UAE Team Emirates XRG — s.t.
  4. Mads Pedersen — Lidl-Trek — s.t.
  5. Hugo Hofstetter — NSN Cycling Team — s.t.
  6. Tobias Halland Johannessen — Uno-X Mobility — s.t.
  7. Finn Fisher-Black — Red Bull-BORA-hansgrohe — s.t.
  8. Axel Laurance — Netcompany INEOS Cycling Team — s.t.
  9. Oscar Onley — Netcompany INEOS Cycling Team — s.t.
  10. Orluis Aular Sanabria — Movistar Team — s.t.

Classifica generale dopo la 2ª tappa

  1. Tadej Pogačar — UAE Team Emirates XRG — 04h 58’ 40”
  2. Wout van Aert — Team Visma | Lease a Bike — + 00’ 09”
  3. Matthew Brennan — Team Visma | Lease a Bike — + 00’ 10”
  4. Léo Bisiaux — Decathlon CMA CGM Team — + 00’ 12”
  5. Finn Fisher-Black — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 00’ 14”
  6. Stefan Küng — Tudor Pro Cycling Team — + 00’ 18”
  7. Jay Vine — UAE Team Emirates XRG — + 00’ 18”
  8. Mads Pedersen — Lidl-Trek — + 00’ 20”
  9. Primož Roglič — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 00’ 26”
  10. Jordan Labrosse — Decathlon CMA CGM Team — + 00’ 27”

Altre classifiche

Classifica a punti: Tadej Pogačar — UAE Team Emirates XRG
Classifica GPM: Koen Bouwman — Team Jayco AlUla
Classifica giovani: Matthew Brennan — Team Visma | Lease a Bike
Classifica a squadre: UAE Team Emirates XRG