di Umberto Zollo
Un sequestro patrimoniale di ingente valore è stato eseguito dalla Polizia di Stato nei confronti di un uomo di origine barese, da tempo residente in provincia di Torino, ritenuto al centro di un sistema di traffico di stupefacenti e di riciclaggio. Il provvedimento, finalizzato alla confisca, è stato emesso dal Tribunale di Torino e coinvolge, oltre al principale destinatario, altre sette persone a lui vicine.
Il sequestro ha riguardato autoveicoli, denaro contante e una cassetta di sicurezza, per un valore complessivo di decine di migliaia di euro. Le contestazioni, a vario titolo, sono quelle di trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio, in concorso, ipotesi che mirano a colpire la disponibilità economica ritenuta frutto di attività illecite.
La figura del quarantasettenne era già emersa in una precedente indagine della Squadra Mobile di Torino. Nel 2020, nell’arco di poche settimane, l’uomo era stato arrestato due volte in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Procura torinese per reati legati agli stupefacenti, in quanto gravemente indiziato di appartenere a un’associazione finalizzata al traffico, capeggiata da Vittorio Raso. Per quei fatti era seguita una condanna irrevocabile a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricostruire la consistenza patrimoniale dell’indagato, ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi leciti. In particolare, gli investigatori hanno documentato l’alienazione di un immobile – abitazione principale dell’uomo e della compagna – a un prestanome, operazione considerata funzionale a eludere misure di prevenzione patrimoniale. È stata inoltre accertata la dispersione di somme attraverso bonifici, giroconti e acquisti di rami d’azienda e autovetture in favore di altri soggetti, ora indagati per riciclaggio. L’operazione si inserisce nella strategia di aggressione ai patrimoni illeciti, ritenuta decisiva per indebolire le reti criminali e prevenire il reinvestimento dei proventi. Le indagini proseguono per definire ulteriori responsabilità e verificare eventuali nuovi flussi finanziari riconducibili al medesimo contesto.
