di Umberto Zollo | Torino – La giovane stava cercando di recuperare il telefono sottratto al padre: all’appuntamento per la restituzione, dietro il pagamento di 100 euro, sono intervenuti gli agenti del Commissariato Barriera Milano.
Un cellulare sottratto, una richiesta di 100 euro per riaverlo e un appuntamento organizzato per lo scambio. È la dinamica ricostruita dalla Polizia di Stato a Torino, dove un cittadino guineano di 27 anni è stato arrestato perché gravemente indiziato di tentata estorsione e denunciato all’Autorità giudiziaria per ricettazione.
L’indagine è partita quando gli agenti del Commissariato Barriera Milano hanno appreso che una giovane donna stava tentando di recuperare lo smartphone sottratto il giorno precedente al padre da persone rimaste ignote. Per ottenere la restituzione del dispositivo le sarebbe stata richiesta una somma di 100 euro.
Un meccanismo riconducibile al cosiddetto “cavallo di ritorno”, espressione con cui viene indicata la richiesta di denaro alla vittima per restituire un bene precedentemente sottratto.
Dopo aver preso contatti con la giovane, i poliziotti hanno predisposto un servizio di appostamento, controllando la zona scelta per l’incontro e presidiando l’area in cui avrebbe dovuto avvenire lo scambio.
Quando il ventisettenne si è avvicinato alla donna, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe mostrato il telefono sottratto, attendendo la consegna della somma concordata. Gli agenti sono intervenuti in quel momento e lo hanno bloccato prima che potesse allontanarsi.
Lo smartphone è stato recuperato e successivamente restituito al proprietario.
Al termine degli accertamenti, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 27enne è stato trasferito nella Casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino. Nei suoi confronti, oltre all’ipotesi di tentata estorsione, è scattata anche una denuncia per ricettazione.
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