di Umberto Zollo | Parigi (Francia) — L’olandese attacca con la maglia gialla sull’ultima ascesa di Montmartre, resiste alla rimonta dei velocisti e chiude davanti a Philipsen. Pogačar eguaglia il record dei cinque Tour.
Dopo oltre tremila chilometri di corsa, il Tour de France 2026 si è concluso con un finale destinato a rimanere tra le immagini più intense di questa edizione. A vincere la ventunesima tappa, disputata tra Thoiry e Parigi sulla distanza ridotta di 88,7 chilometri, è stato Mathieu van der Poel, capace di anticipare di pochi metri la rimonta del gruppo sugli Champs-Élysées.

L’olandese della Alpecin-Premier Tech ha costruito il successo sull’ultima ascesa della Côte de la Butte Montmartre, dove ha attaccato insieme alla maglia gialla Tadej Pogačar. Quando il gruppo sembrava ormai sul punto di riprendere i due battistrada, Van der Poel ha rilanciato negli ultimi 600 metri, resistendo fino alla linea d’arrivo. Alle sue spalle si sono piazzati il compagno Jasper Philipsen e la maglia verde Mads Pedersen.
Per Pogačar, trentesimo sul traguardo dopo aver esaurito le energie nel tentativo di raggiungere il successo di tappa, è arrivata la conquista del quinto Tour de France. Lo sloveno ha così raggiunto Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain nella cerchia dei corridori capaci di vincere cinque volte la Grande Boucle.
La tappa conclusiva era stata modificata a causa delle circostanze eccezionali che hanno interessato la Francia e delle conseguenti esigenze organizzative e di sicurezza. Dopo la presentazione dei corridori a Thoiry, la competizione si è sviluppata interamente nella capitale, con sette tornate sul circuito degli Champs-Élysées e tre passaggi sul percorso comprendente la salita di Montmartre.
La tradizionale giornata celebrativa si è quindi trasformata, come già accaduto nell’edizione precedente, in una sorta di semiclassica urbana. Il pavé, le rampe di Montmartre e il continuo susseguirsi di accelerazioni hanno sostituito la consueta preparazione alla volata compatta.
La Côte de la Butte Montmartre, un chilometro con una pendenza media del 6,5%, ha rappresentato il punto decisivo. L’ultimo scollinamento era collocato a circa dieci chilometri dal traguardo, una distanza sufficiente per tentare un attacco, ma non abbastanza ampia da sottrarsi facilmente all’inseguimento delle squadre dei velocisti.
Le celebrazioni per i corridori arrivati al termine delle tre settimane sono durate soltanto nella fase iniziale. La corsa si è accesa con l’attacco di Baptiste Veistroffer, partito a circa 75 chilometri dall’arrivo e successivamente raggiunto da un gruppo lanciato ad alta velocità lungo i viali parigini.
All’ingresso delle ultime tre tornate, con i tempi della classifica generale ormai neutralizzati, sono stati Xabier Mikel Azparren e Thibault Guernalec a presentarsi per primi ai piedi di Montmartre. La loro iniziativa è stata però assorbita quando Mads Pedersen ha imposto il proprio ritmo sul pavé, transitando davanti al primo scollinamento.
Le differenze sono rimaste contenute e il gruppo, composto ancora da circa cento corridori, si è ricompattato in vista del penultimo passaggio.
Sulla seconda ascesa è stata la UAE Team Emirates-XRG ad aumentare l’andatura. Pogačar ha accelerato con decisione e soltanto Van der Poel è riuscito inizialmente a seguirlo fino alla sommità.
Alle loro spalle Remco Evenepoel ha chiuso rapidamente il distacco, mentre poco dopo è rientrato anche Pedersen. Per alcuni chilometri si è così formato un quartetto composto dal vincitore del Tour, dal futuro vincitore di tappa, dal secondo classificato della generale e dalla maglia verde.
Il gruppo, distante una quindicina di secondi, non ha però lasciato spazio. La Decathlon CMA CGM Team, impegnata a difendere le possibilità di Olav Kooij, ha organizzato l’inseguimento e completato il ricongiungimento a 19 chilometri dalla conclusione.
Tutto si è deciso sul terzo e ultimo passaggio sulla Butte Montmartre. Questa volta è stato Van der Poel a imporre una violenta accelerazione sul tratto in pavé. Pogačar ha reagito immediatamente, mentre gli altri favoriti non sono riusciti a mantenere il contatto.
I due hanno guadagnato fino a 15 secondi, collaborando lungo la discesa e nel successivo avvicinamento agli Champs-Élysées. Dietro, Decathlon CMA CGM, Cofidis e NSN Cycling Team hanno alimentato un inseguimento che ha progressivamente ridotto il margine: dieci secondi a tre chilometri dall’arrivo, cinque all’ingresso dell’ultimo chilometro.
Sotto la Flamme Rouge, la rimonta appariva ormai inevitabile. Pogačar, dopo le numerose accelerazioni affrontate nel corso della giornata, non è riuscito a mantenere l’andatura. Van der Poel ha invece atteso gli ultimi 600 metri per produrre un’ulteriore progressione.
Il gruppo è piombato alle sue spalle, ma l’olandese ha conservato pochi metri sufficienti per tagliare il traguardo in prima posizione. Philipsen, invece di continuare l’inseguimento sul compagno, ha controllato la volata per il secondo posto, completando la doppietta della Alpecin-Premier Tech. Pedersen ha chiuso terzo davanti a Max Kanter e Olav Kooij.
La giornata parigina ha consegnato soprattutto Tadej Pogačar alla storia del Tour de France. Lo sloveno ha concluso la corsa in 73 ore, 56 minuti e 26 secondi, precedendo Remco Evenepoel di 6’26” e il compagno Isaac del Toro di 9’42”.
Dopo le vittorie del 2020, 2021, 2024 e 2025, Pogačar ha così ottenuto il quinto successo in sette partecipazioni. Il risultato lo colloca al fianco dei quattro primatisti della Grande Boucle, in una graduatoria che comprende alcune delle figure centrali della storia del ciclismo.
Alle sue spalle, Evenepoel ha consolidato il secondo posto, mentre Isaac del Toro ha completato il podio e conquistato la classifica dei giovani. Il messicano ha chiuso davanti a Paul Seixas e Lenny Martinez, confermando il peso delle nuove generazioni nelle posizioni di vertice.
Mads Pedersen ha portato in Danimarca la prima maglia verde della storia del Paese ed è diventato il sesto corridore capace di vincere la classifica a punti in tutti e tre i Grandi Giri. Richard Carapaz ha conquistato sia la maglia a pois sia il premio della Super Combattività, mentre la Lidl-Trek ha vinto la classifica a squadre. Il campione statunitense Quinn Simmons è stato indicato come miglior uomo squadra dell’edizione.
Parigi ha dunque chiuso il Tour con due immagini differenti ma complementari: Van der Poel proteso verso il traguardo con il gruppo ormai alle spalle e Pogačar pronto a salire per la quinta volta sul gradino più alto del podio.
Ordine d’arrivo – 21ª tappa
- Mathieu van der Poel — Alpecin-Premier Tech — 01h 58’ 49”
- Jasper Philipsen — Alpecin-Premier Tech — s.t.
- Mads Pedersen — Lidl-Trek — s.t.
- Max Kanter — XDS Astana Team — s.t.
- Olav Kooij — Decathlon CMA CGM Team — s.t.
- Matej Mohorič — Bahrain Victorious — s.t.
- Rick Pluimers — Tudor Pro Cycling Team — s.t.
- Anthony Turgis — TotalEnergies — s.t.
- Milan Fretin — Cofidis — s.t.
- Clément Russo — Groupama-FDJ United — s.t.
Classifica generale finale
- Tadej Pogačar — UAE Team Emirates-XRG — 73h 56’ 26”
- Remco Evenepoel — Red Bull-Bora-Hansgrohe — + 06’ 26”
- Isaac del Toro — UAE Team Emirates-XRG — + 09’ 42”
- Paul Seixas — Decathlon CMA CGM Team — + 11’ 56”
- Lenny Martinez — Bahrain Victorious — + 13’ 02”
- Mattias Skjelmose — Lidl-Trek — + 14’ 59”
- Juan Ayuso — Lidl-Trek — + 17’ 48”
- Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — + 20’ 00”
- Tom Pidcock — Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team — + 29’ 28”
- Jordan Jegat — TotalEnergies — + 33’ 21”
Altre classifiche
Classifica a punti: Mads Pedersen — Lidl-Trek — 559 punti
Classifica GPM: Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — 156 punti
Classifica giovani: Isaac del Toro — UAE Team Emirates-XRG
Classifica a squadre: Lidl-Trek — 225h 12’ 29”
Super Combattività: Richard Carapaz — EF Education-EasyPost
Miglior uomo squadra: Quinn Simmons — Lidl-Trek
