di Umberto Zollo | Gavar – Sedici squadre da tutto il mondo al via del primo Tour of Armenia, dal 10 al 13 settembre: quattro tappe, 568 km, oltre 5.000 metri di dislivello e Samuel Sánchez ambassador dell’evento.
Il gruppo lascerà Gavar a quasi duemila metri di quota, con il Lago Sevan a fare da sfondo alle prime pedalate della storia del Tour of Armenia. Da quel momento inizieranno quattro giorni ancora tutti da scrivere: 16 squadre, 568 chilometri e oltre 5.000 metri di dislivello, fino al circuito conclusivo nel cuore di Erevan. Dal 10 al 13 settembre la nuova corsa UCI 2.2 farà il suo debutto nell’UCI Europe Tour con una start list che mescola esperienza, giovani in crescita e formazioni provenienti da diversi continenti.
La prima edizione vedrà al via due UCI ProTeam italiane, Bardiani CSF 7 Saber e Solution Tech Nippo Rali, affiancate da dodici Continental e due club. La presenza italiana sarà particolarmente consistente: oltre alle due ProTeam, correranno Biesse-Carrera-Premac, Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, General Store-Essegibi F.lli Curia, MG.K Vis Costruzioni e Ambiente e Swatt Club.
Il carattere internazionale della gara emerge dal resto del gruppo. Ci saranno formazioni provenienti da Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Giappone, Kazakistan e Polonia, oltre all’Ayat Airwerks Racing Team degli Emirati Arabi Uniti e all’ARM Cycling Club, rappresentante del movimento armeno.
Tra i nomi più interessanti della start list provvisoria c’è Alexandre Balmer. Lo svizzero della Solution Tech Nippo Rali arriva in Armenia dopo il terzo posto nella classifica generale del Tour of Istanbul, dove aveva conquistato anche la seconda posizione nella prima tappa.
Condizione recente anche per Daniil Pronskiy, capitano del Team Vino-North Qazaqstan Region, vincitore sabato scorso a Fatih nella penultima frazione della corsa turca.
La Bardiani affiderà invece le proprie ambizioni allo scalatore Luca Covili, un profilo che potrebbe trovare terreno adatto soprattutto nelle due giornate centrali. Il Team Ukyo schiera Simone Raccani per la classifica generale e Federico Iacomoni, reduce dal bronzo conquistato con la Nazionale ai recenti Giochi del Mediterraneo nella prova in linea.
Tra gli altri corridori da seguire figurano Norbert Banaszek per ATT Investments, Leonardo Vesco per Biesse-Carrera-Premac, Jakub Kaczmarek per Voster Team ed Eduardo Pérez-Landaluce per Óbidos Cycling Team.
Attenzione anche a Lorenzo De Longhi. Il corridore della Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, stagista con la Cofidis, arriva dalla vittoria ottenuta la scorsa settimana a Sommacampagna e potrebbe diventare uno degli uomini da osservare nelle tappe più aperte.
La corsa rappresenterà inoltre una vetrina per diversi giovani. Martin Pedersen, della Lidl-Trek Future Racing, è il fratello minore di Mads Pedersen, mentre il classe 2007 Davide Frigo correrà con l’Ineos Racing Academy. Due nomi che raccontano bene una start list nella quale lo sviluppo dei talenti occupa un ruolo centrale.
Il primo verdetto arriverà giovedì 10 settembre nella Gavar-Mets Masrik di 135 chilometri. I soli 450 metri di dislivello suggeriscono una giornata per uomini veloci, ma c’è un particolare che rende insolito l’esordio: praticamente tutta la tappa si correrà attorno ai 2.000 metri sul livello del mare.
Gavar si trova a 1.979 metri, Mets Masrik a 1.940. In mezzo, la strada seguirà il profilo del Lago Sevan, il grande specchio d’acqua che accompagna buona parte di questa prima giornata. Lo sprint intermedio sarà a Shorzha dopo 77,6 chilometri.
Il dislivello dice volata. L’altitudine, però, potrebbe rendere meno banale una tappa apparentemente semplice.
Venerdì cambierà tutto. La seconda tappa misura 177 chilometri e presenta 2.400 metri di dislivello: terreno ideale per iniziare a scoprire chi potrà realmente puntare alla classifica generale.
Dopo 81,5 chilometri il gruppo raggiungerà il Lermontov, a 1.869 metri di quota. Seguiranno Odzun al chilometro 141 e Mghard al 153,5. Dall’ultima asperità resteranno appena 23,5 chilometri.
E non sarà finita: l’ingresso a Stepanavan proporrà un finale tecnico, con due curve a gomito negli ultimi 1.500 metri. Dopo gli spazi aperti del Lago Sevan, il gruppo entrerà così in un paesaggio segnato da montagne e foreste, dove sarà molto più difficile tenere insieme la corsa.
Sabato 12 settembre arriverà quella che gli organizzatori indicano come possibile tappa regina: 162 chilometri da Martuni a Dilijan, con traguardo al Lago Parz.
I numeri del finale spiegano perché. Dopo il GPM di Semyonovka, posto al chilometro 131,3, comincerà una lunga discesa prima dell’ultima salita: 4,6 chilometri al 7% di pendenza media, con punte del 12%.
È qui che Covili, Balmer, Raccani e gli altri uomini di classifica potrebbero trovarsi faccia a faccia.
Il quadro sarà quello delle grandi giornate di ciclismo: un gruppo progressivamente più piccolo, la strada che sale nel verde verso un lago di montagna e pochissimo spazio per nascondersi. A meno di ventiquattr’ore dalla conclusione, ogni accelerazione potrebbe pesare sulla prima classifica generale della storia del Tour of Armenia.
Domenica 13 settembre la corsa abbandonerà le montagne e raggiungerà Erevan. Il programma prevede dieci giri di un circuito cittadino di 9,4 chilometri, per 94 km complessivi e 750 metri di dislivello.
Le curve ampie e veloci potrebbero favorire una volata, ma molto dipenderà dai distacchi lasciati dal Lago Parz. Se la classifica resterà corta, anche il circuito della capitale potrà assumere un peso superiore a quello previsto.
Ad accompagnare il Tour nelle ultime due giornate ci sarà Samuel Sánchez, ambassador della prima edizione. Lo spagnolo, campione olimpico della prova in linea a Pechino 2008 e salito in carriera sul podio sia del Tour de France sia della Vuelta a España, assisterà alle due frazioni conclusive.
La sua presenza aggiungerà un nome di grande storia a una corsa che, invece, la propria storia deve ancora cominciare a scriverla.
