Gli Stati Uniti, in collaborazione con il Regno Unito, hanno annunciato nuove sanzioni mirate a colpire la produzione e le esportazioni di petrolio russo, con l’obiettivo di indebolire la capacità militare della Russia nella guerra contro l’Ucraina. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Gazprom Neft, sussidiaria di Gazprom, e Surgutneftegaz, due delle principali aziende energetiche russe, oltre a circa 200 petroliere e gassiere considerate parte della “flotta fantasma” di Mosca.
Queste nuove misure rappresentano il più duro pacchetto sanzionatorio mai imposto dagli Stati Uniti al settore petrolifero russo. Il governo britannico ha seguito l’esempio americano, applicando restrizioni simili a Gazprom Neft e Surgutneftegaz. David Lammy, ministro degli Esteri britannico, ha dichiarato che colpire le compagnie petrolifere russe ridurrà le risorse economiche a disposizione di Vladimir Putin, aiutando così a salvare vite ucraine.
Le sanzioni arrivano in un momento in cui l’amministrazione Biden ha scelto di agire più aggressivamente contro Mosca, grazie a un miglioramento delle condizioni economiche globali, tra cui un calo dell’inflazione e una stabilità nella fornitura di petrolio. Nonostante ciò, i mercati petroliferi hanno reagito con un aumento del 3% dei prezzi.
Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti potrebbero avere un impatto significativo sulle esportazioni di petrolio russo, in particolare verso India e Cina, i principali acquirenti. Secondo fonti del commercio petrolifero russo e del settore della raffinazione indiano, le nuove sanzioni potrebbero causare gravi interruzioni nelle forniture.
La Cina potrebbe rappresentare un ostacolo significativo per l’efficacia delle sanzioni. Come uno dei maggiori importatori di petrolio russo, il ruolo di Pechino sarà cruciale nel determinare l’impatto complessivo delle nuove misure restrittive. Se la Cina decidesse di continuare ad acquistare petrolio russo, l’embargo potrebbe non raggiungere l’effetto desiderato.
Questa mossa di Biden è vista anche come un sostegno diretto alle richieste del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha sollecitato sanzioni più severe contro l’intero settore energetico russo. Zelensky ha sottolineato l’importanza di fermare la flotta di navi cisterna russe per ridurre la capacità di Putin di finanziare l’aggressione contro l’Ucraina.
Le nuove sanzioni riflettono una strategia concertata tra Stati Uniti e Regno Unito per aumentare la pressione economica su Mosca, cercando di indebolire le sue capacità belliche e sostenere l’Ucraina nella sua resistenza contro l’invasione russa.
