L’Iran ha avviato l’evacuazione dei suoi comandanti militari di alto rango e di altri funzionari, tra cui membri chiave della Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, diplomatici e le loro famiglie, dalla Siria. L’operazione è iniziata il 6 dicembre 2024, secondo quanto riportato dal New York Times, citando fonti regionali e iraniane. Il motivo di questo ritiro è legato alle crescenti tensioni e agli attacchi israeliani, che hanno mirato a dissuadere la presenza iraniana nel paese. Tra gli attacchi recenti ci sono stati raid aerei israeliani che hanno colpito obiettivi iraniani in Siria, causando la morte di alti ufficiali, tra cui un generale dell’intelligence.
La ritirata è una misura preventiva per evitare ulteriori perdite di vite tra i vertici militari iraniani, dato che i raid israeliani si sono intensificati da ottobre 2024, da quando il conflitto tra Israele e Hamas è esploso. Secondo fonti, alcuni funzionari iraniani sono fuggiti via aereo, mentre altri si sono diretti via terra verso il Libano, l’Iraq o la città portuale siriana di Latakia. Questo spostamento non segnala un abbandono della Siria da parte dell’Iran, ma una ristrutturazione tattica delle sue operazioni, cercando di ridurre la propria esposizione ai bombardamenti israeliani.
Pur ritirandosi da alcune aree, l’Iran non ha cessato il suo supporto al regime di Bashar al-Assad, con cui mantiene alleanze strategiche. Le operazioni continuano attraverso forze proxy come Hezbollah, e l’Iran è destinato a gestire il suo impegno dalla distanza. La mossa riflette una posizione prudente di Teheran, che cerca di evitare un’escalation diretta con Israele, pur mantenendo la sua influenza sul conflitto siriano e sull’intera regione.
