Ci sono imbarcazioni che si limitano a navigare nel mare e altre, decisamente più rare, che attraversano la storia lasciando un’impronta indelebile. È il caso di Over the rainbow, un capolavoro di architettura navale varato nel 1930 dal celebre cantiere gallese Dickie & Sons. Una regina del mare attraccata a Imperia per il quarantesimo anniversario delle Vele d’Epoca di Imperia.
Nato come Janetha IV per volontà del facoltoso W.G. Hetherington, questo splendido yacht con scafo in teak e ordinate in rovere fu concepito per offrire il massimo del lusso e del comfort durante le crociere tra i fiordi e le coste della Scozia. L’ozioso idillio familiare della navigazione scozzese si interruppe bruscamente nel 1939 con l’esplosione della Seconda Guerra Mondiale. Requisito dalla Royal Navy, lo yacht fu ribattezzato HMS Corax e convertito in pattugliatore costiero. Di quel periodo bellico resta un dettaglio straordinario: la sala da pranzo, trasformata in mensa per gli ufficiali, divenne la sala da gioco preferita dell’equipaggio. Ancora oggi, i preziosi pannelli in mogano dell’Honduras mostrano i piccoli segni lasciati dalle freccette finite fuori bersaglio, cicatrici storiche che ne costituiscono il fascino e la memoria tangibile. Nel dopoguerra la nave cambiò pelle e rotta. Ribattezzata Lady Jeanetta, dopo una parentesi negli Stati Uniti approdò nel Mediterraneo, dove divenne un celebre casinò galleggiante ancorato al largo di Atene, offrendo ai clienti locali un elegante cavillo per aggirare le rigide leggi greche sul gioco d’azzardo. Rinominata Ismini III alla fine degli anni ’40, l’imbarcazione si immerse poi in un cono d’ombra lungo quasi quarant’anni, prima che un appassionato inglese la riportasse alla luce negli anni ’90 per inserirla nel mercato dei charter in Costa Azzurra.
Il vero rinascimento è iniziato all’alba del nuovo millennio, quando un artista belga, folgorato dalle sue linee d’epoca, la acquistò ribattezzandola M/Y OVER THE RAINBOW. Tra il 2002 e il 2004 lo yacht è stato protagonista di un meticoloso restauro conservativo durato due anni in Italia. Sotto la supervisione del capitano Jean Louis Legros, lo scafo è stato ricalafatato con tecniche tradizionali, mentre lo studio SYDAC di Genova ha ripensato gli interni in pregiato legno di ciliegio chiaro, integrando comfort moderni ed elementi d’arte come i vetri colorati sul ponte. Oggi, di base a Nizza, lo yacht continua a solcare le onde come un monumento vivente all’eleganza navale del Novecento.
