Vele d’epoca Imperia, Tommaso Chieffi é il lupo di mare che non t’aspetti

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Il mare è la sua vita, un elemento viscerale che gli ha regalato soddisfazioni straordinarie e una carriera ai vertici della vela mondiale. Tommaso Chieffi (foto Inside Video) è un atleta poliedrico, capace di passare con disinvoltura dalle derive all’altura. Il suo palmarès parla da solo: cinque medaglie d’oro al valore atletico e ben 29 titoli mondiali conquistati in diverse classi veliche.
Nato ad Anversa, in Belgio, ma cresciuto a Marina di Carrara e oggi residente a Milano, Chieffi ha scritto pagine memorabili nella storia della vela italiana e internazionale, diventando un volto simbolo dell’America’s Cup. Il suo percorso nella competizione più prestigiosa al mondo parte nel 1987 a Fremantle come timoniere di Italia. Prosegue nel 1992 a San Diego come tattico, stratega e responsabile dell’equipaggio di Il Moro di Venezia, trionfando nella Louis Vuitton Cup. Nel 2003 raggiunge la finale della LVC ad Auckland con Oracle Bmw Racing, per poi regatare a Valencia nel 2005 con +39 Challenge e nel 2006/2007 con Team Shosholoza nel ruolo di timoniere, tattico e sport director. A questi successi si aggiunge il trionfo nella Volvo Ocean Race 2005/06 come tattico inshore a bordo di Abn Amro 1.
Oggi il campione si trova nelle acque di Imperia, su Kokaburra III, per una regata dal sapore nostalgico e altamente competitivo, a bordo degli storici scafi dell’edizione 1987. Tra le onde sfida altri giganti della vela e storiche imbarcazioni come Kz5, Kiwi Magic, French Kiss e South Australia. “Mi sono avvicinato alla vela – racconta con quel tono pacato tipico da lupo di mare – da giovanissimo per poi indossare la maglia azzurra alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, conquistando il 5° posto nella classe 470. L’anno successivo ho vinto il Campionato del Mondo nella stessa classe olimpica, avviando una carriera che mi ha portato ai vertici della vela internazionale. Ora sono a Imperia a bordo di uno di questi scafi che hanno fatto la storia dell’America’s Cup sino al 1987. Partecipazione prestigiosa perché regatiamo con altri campioni della vela e amici come Torben Grael. Una bella esperienza – sorride – speriamo di raggiungere obiettivi importanti. I velisti regateranno su barche molto più veloci, di un altro pianeta”.