di Umberto Zollo | Mont Ventoux (Vaucluse). La polacca attacca a 9,5 km dal traguardo, doma vento e pendenze del Gigante di Provenza e conquista la maglia gialla. Vollering è seconda, Longo Borghini terza.
Il Mont Ventoux cambia il volto del Tour de France Femmes 2026. Katarzyna Niewiadoma-Phinney conquista la settima tappa, 146,8 chilometri da La Voulte-sur-Rhône alla vetta del Gigante di Provenza, e soprattutto porta via la maglia gialla a Marlen Reusser. La polacca della CANYON//SRAM attacca a 9,5 chilometri dal traguardo e trasforma la salita simbolo della giornata in una lunga cavalcata solitaria. Dietro, Demi Vollering chiude seconda a 1’16”, mentre Elisa Longo Borghini completa il podio a 1’42”.

È la prima vittoria di tappa al Tour per Niewiadoma-Phinney, già vincitrice della classifica generale nel 2024. Un successo che arriva nel punto più atteso della corsa, sulla montagna che per la prima volta entra nel percorso del Tour de France Femmes avec Zwift e che, oltre Chalet Reynard, mostra il suo volto più conosciuto: rocce chiare, vegetazione quasi assente, strada completamente esposta e vento.
Nella prima parte di gara il gruppo rimane a lungo compatto. Sui primi due gran premi della montagna, il Col de la Grande Limite e il Col du Colombier, Puck Pieterse raccoglie punti importanti per consolidare il primato nella classifica delle scalatrici.
La corsa cambia fisionomia intorno al chilometro 67, quando Ruby Roseman-Gannon dà il via all’azione che porta davanti un gruppo numeroso. Con lei, tra le altre, Marit Raaijmakers, Mia Griffin, Amalie Dideriksen, Idoia Eraso, Paula Patiño, Marte Berg Edseth, Sandrine Tas, Romina Hinojosa e Clémence Latimier. Poco dopo riesce a rientrare anche Fiona Mangan.
Il margine sale fino a 3’20”. Al traguardo volante di Beaumes-de-Venise passa per prima Dideriksen, mentre il Col de Suzette comincia a selezionare le fuggitive. Roseman-Gannon resta l’ultima a resistere, ma viene ripresa quando mancano circa 18 chilometri e davanti si staglia ormai la sagoma del Ventoux.
Le prime rampe della salita finale operano immediatamente una selezione. Davanti rimane un gruppo di circa quattordici atlete con tutte le principali candidate alla generale: Reusser, Vollering, Niewiadoma-Phinney, Longo Borghini, Niedermaier, Blasi, Kerbaol, Włodarczyk, Holmgren e Fisher-Black, tra le altre.
La maglia gialla Reusser rimane presto senza compagne. FDJ United-SUEZ prova invece a costruire il terreno per Vollering, che a circa 11 chilometri dal traguardo rompe gli equilibri con una prima accelerazione. Soltanto Niewiadoma-Phinney e Reusser riescono a seguirla.
Si forma così il terzetto che sembra destinato a giocarsi la tappa. Ma dura poco.
A 9,5 chilometri dalla vetta, Niewiadoma-Phinney accelera. Non è uno scatto violento di pochi secondi: la polacca prende margine e continua a spingere, mentre dietro Vollering e Reusser iniziano una fase di marcatura che favorisce la battistrada.
Il distacco cresce rapidamente. Prima qualche decina di secondi, poi oltre il minuto. A cinque chilometri dall’arrivo il vantaggio arriva a circa 1’15”.
È oltre Chalet Reynard, a poco più di sei chilometri dalla vetta, che la scena cambia ancora. Il bosco scompare e la strada entra nel paesaggio quasi lunare che ha reso il Ventoux una delle montagne più riconoscibili del ciclismo mondiale.
Qui Niewiadoma-Phinney non ha più ripari. Le raffiche, indicate fino a circa 50 km/h, colpiscono frontalmente le atlete. La polacca continua però a mantenere un ritmo regolare e il margine arriva fino a circa 1’45”.
Alle sue spalle la situazione si sblocca soltanto nel finale. Vollering accelera nell’ultimo chilometro, stacca Reusser e limita il passivo, ma il vantaggio accumulato dalla leader è ormai sufficiente.
Niewiadoma-Phinney taglia il traguardo in 4h 22’53”, con Vollering seconda a 1’16”.
Dietro le prime due arriva una prestazione importante di Elisa Longo Borghini. L’italiana perde inizialmente contatto quando Vollering accelera, ma evita di andare fuori giri e prosegue con un passo regolare.
Nel tratto conclusivo recupera terreno anche nei confronti di Reusser e, negli ultimi 500 metri, completa la rimonta conquistando il terzo posto a 1’42” dalla vincitrice. Reusser termina quarta a 1’46” e perde la maglia gialla.
Longo Borghini resta quarta nella generale, ora a 2’59” da Niewiadoma-Phinney.
Al traguardo Katarzyna Niewiadoma-Phinney fatica a contenere l’emozione dopo una vittoria che interrompe una lunga attesa e la riporta in maglia gialla. La polacca racconta anche un momento personale vissuto durante la salita, quando ha visto i genitori lungo la strada, arrivati a sorpresa per sostenerla. “È difficile descrivere quello che provo, sono senza parole. Sento soltanto tanta gratitudine. Quando ho iniziato la salita ho guardato a destra e ho visto i miei genitori: mio padre stava urlando per incitarmi e ho pensato che oggi avrei dovuto renderlo orgoglioso. Questa vittoria è per la mia famiglia, i miei amici, mio marito, la squadra e tutte le persone che mi sono state accanto”. Ma dietro l’attacco vincente c’era anche un piano studiato sul percorso: Niewiadoma-Phinney aveva già affrontato più volte il Ventoux in ricognizione e aveva individuato in Chalet Reynard il punto chiave della scalata. “La mia idea era arrivare a Chalet Reynard da sola, perché da lì il vento sarebbe stato molto forte e sapevo che le inseguitrici avrebbero cercato di sfruttarsi a vicenda. Una volta arrivata lì è stato difficile pedalare controvento, ma sapevo che dietro avrebbero iniziato a controllarsi”. La polacca ha spiegato anche il significato più profondo della vittoria: “Non inseguo le vittorie soltanto per vincere. Lo faccio per provare questa sensazione. Essere una ciclista è bellissimo: puoi pedalare ovunque”.
Ordine d’arrivo – 7ª tappa
- Katarzyna Niewiadoma-Phinney — CANYON//SRAM — 04h 22’ 53”
- Demi Vollering — FDJ United-SUEZ — + 01’ 16”
- Elisa Longo Borghini — UAE Team L’IMAD — + 01’ 42”
- Marlen Reusser — Movistar Team — + 01’ 46”
- Paula Blasi Cairo — UAE Team L’IMAD — + 01’ 48”
- Antonia Niedermaier — CANYON//SRAM — + 01’ 48”
- Cédrine Kerbaol — EF Education-Oatly — + 02’ 01”
- Dominika Włodarczyk — UAE Team L’IMAD — + 03’ 26”
- Kim Le Court-Pienaar — AG Insurance-Soudal Team — + 03’ 58”
- Isabella Holmgren — Lidl-Trek — + 04’ 11”
Classifica generale dopo la 7ª tappa
- Katarzyna Niewiadoma-Phinney — CANYON//SRAM — 24h 07’ 34”
- Demi Vollering — FDJ United-SUEZ — + 00’ 15”
- Marlen Reusser — Movistar Team — + 00’ 39”
- Elisa Longo Borghini — UAE Team L’IMAD — + 02’ 59”
- Antonia Niedermaier — CANYON//SRAM — + 03’ 21”
- Cédrine Kerbaol — EF Education-Oatly — + 04’ 01”
- Paula Blasi Cairo — UAE Team L’IMAD — + 04’ 32”
- Dominika Włodarczyk — UAE Team L’IMAD — + 05’ 13”
- Isabella Holmgren — Lidl-Trek — + 06’ 09”
- Kim Le Court-Pienaar — AG Insurance-Soudal Team — + 06’ 17”
Altre classifiche
Classifica a punti: Lorena Wiebes — Team SD Worx-Protime — 147 punti
Classifica scalatrici: Puck Pieterse — Fenix-Premier Tech — 55 punti
Classifica giovani: Antonia Niedermaier — CANYON//SRAM
Classifica a squadre: UAE Team L’IMAD — 72h 35’ 07”

