ROMA (ITALPRESS) – “Siamo nel bel mezzo della programmazione 2021-2027 e alla vigilia della piena discussione sul futuro bilancio 2028-2034. Abbiamo quindi due elementi fondamentali: uno relativo alle politiche e ai loro obiettivi. La coesione è un obiettivo centrale, fondamentale, parte integrante dei Trattati, per la riduzione delle disparità territoriali. La politica di coesione ha bisogno certamente di essere modernizzata rispetto alle nuove esigenze. È quello che abbiamo fatto all’interno della proposta di revisione di medio termine dell’attuale bilancio 2021-2027, con risultati molto importanti e positivi: abbiamo ricercato 35 miliardi di euro su nuove priorità che abbiamo individuato insieme a tutti gli Stati membri e alle Regioni, quindi acqua, casa, competitività, energia e difesa, dando una risposta molto importante nell’ambito dell’attuale programmazione”. Lo ha detto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, a margine del seminario ECR-FdI “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, in corso a Roma.
“Nel frattempo siamo nel pieno della discussione per il futuro bilancio 2028-2034, dove il lavoro e gli obiettivi ottenuti nella programmazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza e della politica di coesione troveranno una sintesi nei Piani nazionali e regionali di partenariato – ha aggiunto -. Si tratta di uno strumento nuovo che punta a dare maggiore semplificazione e maggiore flessibilità a ogni Stato membro e alle Regioni, mettendo a disposizione dei Piani in grado di rendere queste politiche sempre più efficaci. Il dialogo, l’interlocuzione e il protagonismo dei diversi livelli istituzionali sono quanto mai fondamentali”.
Rispondendo alle osservazioni sul possibile accentramento delle risorse e sul ruolo delle Regioni nel nuovo Piano europeo, Fitto ha spiegato: “Innanzitutto il Piano è il Piano nazionale e regionale di partenariato, quindi mi sembra che già nel titolo ci sia la risposta sul ruolo e sul coinvolgimento delle Regioni. Questo elemento è differente da Stato membro a Stato membro, perché abbiamo un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, la Germania, la Polonia, l’Austria, il Belgio e la Spagna, dove le Regioni hanno un ruolo importante previsto a livello costituzionale o legislativo e sono responsabili dei programmi. Non è un caso che nel regolamento che accompagna i Piani nazionali e regionali si faccia riferimento esplicito al rispetto dell’organizzazione costituzionale di ogni Stato membro. Laddove questo meccanismo prevedeva un ruolo e un protagonismo diretto delle Regioni, questo viene confermato in modo assoluto. Negli altri Stati membri, invece, dove il ruolo delle Regioni è minore o non esiste perché non hanno una propria funzione istituzionale, questo ruolo viene differenziato”.
“Per quanto riguarda il modello futuro, si fa sintesi tra gli obiettivi di governance dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, ma soprattutto con gli obiettivi e i principi della politica di coesione – ha sottolineato Fitto -. Rispetto molto le dichiarazioni, ma mi rifaccio al regolamento, che è un atto formale e all’interno del quale sono individuati in modo molto chiaro sia gli obiettivi della politica di coesione sia i suoi principi. Questo penso garantisca la dimensione territoriale. Per realizzare interventi che puntino anche a bilanciare a livello europeo le prospettive, bisogna mettere in campo una sintesi tra coesione e competitività e quindi adeguare e modernizzare la politica di coesione”.
SBERNA “POLITICA COESIONE PILASTRO DELL’EUROPA”
“A due anni dall’inizio del mandato abbiamo ritenuto importante una giornata come questa, proprio sulla forza dei territori, confrontandoci con le Regioni e gli amministratori locali. Siamo in una fase importante di programmazione del nuovo bilancio, in una fase in cui è stata appena riprogrammata la politica di coesione grazie all’azione di Raffaele Fitto in Commissione europea”. Lo ha detto Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, a margine del seminario ECR-FdI “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, in corso a Roma.
“Riteniamo che la cinghia di trasmissione tra i territori, le Regioni, gli amministratori locali, il Parlamento europeo e la Commissione europea sia fondamentale e vada portata avanti – ha aggiunto Sberna -. È la chiave di un’azione politica che abbia una radice da cui partire, una visione verso cui andare, ma soprattutto strumenti costruiti grazie al dialogo per arrivare a dare le risposte che i cittadini ci chiedono quotidianamente”. “Siamo convinti che la politica di coesione sia uno dei pilastri, uno dei motivi per i quali è nata l’Europa, e quindi riteniamo che vada rafforzata e promossa. Non va messa in competizione con la politica che vuole portare avanti anche la competitività, ma devono essere considerate due facce della stessa medaglia, che devono dialogare e che insieme possono contribuire davvero a dare le risposte che vogliamo dare e che i cittadini di tutta Europa ci chiedono”.
PROCACCINI “OPPORTUNO ALLENTARE REGOLE BILANCIO PER FAVORIRE CRESCITA”
“L’Unione europea si è autoimposta dei dazi in passato attraverso, in particolare, questo esperimento di ingegneria sociale e politica chiamato Green Deal e questo pesa sulla competitività e sulla crescita. Se necessario è opportuno allentare le regole di bilancio per favorire la crescita, perché alla fine quello è l’obiettivo finale: non tenere semplicemente i conti in ordine, ma far evolvere le nostre società”. Lo ha detto Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e copresidente del gruppo ECR al Parlamento europeo, a margine del seminario ECR-FdI “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, in corso a Roma.
Intervenendo sul dibattito politico relativo alla Russia, Procaccini ha definito una “sottovalutazione pericolosa” alcune posizioni che, a suo giudizio, minimizzano il quadro geopolitico attuale. “Non è solo Conte a farlo, ho sentito le stesse affermazioni anche da Vannacci, per esempio – ha detto -. Purtroppo che ci sia un asse di cui la Russia è parte integrante, che in qualche modo vede negli Stati liberali e nelle democrazie una possibile preda, è un dato di fatto. Poi sappiamo che ci sono fasi nella storia che cambiano e ci auguriamo che la Russia possa riprendere presto il proprio cammino verso la libertà e la democrazia, perché questo significherebbe anche avere maggiori garanzie di pace nel prossimo futuro”.
Sulla situazione in Medio Oriente, Procaccini ha ribadito la posizione di Fratelli d’Italia sul tema degli insediamenti israeliani: “Siamo estremamente severi nei confronti della colonizzazione da parte di Israele. Riteniamo sia un errore dal punto di vista israeliano perché priva Israele di argomentazioni valide e, nello stesso tempo, è una scelta ingiusta nei confronti del popolo palestinese. Siamo da sempre fautori della teoria dei due popoli e due Stati e non lo diciamo solo a parole: è una politica che perseguiamo anche nei fatti”, ha concluso.
FIDANZA “PRIORITÀ FDI È DIFENDERE BILANCIO SOLIDO PER COESIONE”
“La priorità assoluta per Fratelli d’Italia è difendere un bilancio solido per la politica di coesione e anche il bilancio dell’agricoltura, che sappiamo essere un po’ sotto attacco da parte dei cosiddetti Paesi frugali”. Lo ha dichiarato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, a margine a margine del seminario di ECR-FDI a Roma “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, intervenendo sul negoziato per il prossimo bilancio dell’Unione europea.
“Vogliamo difendere un bilancio solido per la coesione delle regioni del Mezzogiorno, ma di tutte le regioni italiane, comprese quelle più sviluppate che sono importanti per la competitività della nostra nazione”. Quanto alla possibilità concessa agli Stati membri di utilizzare parte dei fondi di coesione per le spese in difesa e sicurezza, Fidanza ha precisato: “È esclusivamente una possibilità che è stata richiesta dai Paesi maggiormente esposti sul fianco est alla minaccia russa. L’Italia ha già annunciato che non intenderà usufruire di questa flessibilità, quindi non esiste un tema per quanto riguarda l’Italia oggi”.
Rispondendo alle posizioni dei cosiddetti Paesi frugali, che chiedono un ridimensionamento della politica di coesione, il capodelegazione di FdI ha spiegato: “La nostra risposta è nel titolo di questo convegno: coesione e competitività per noi stanno insieme. È sbagliato pensare alla coesione come a una vecchia politica assistenzialista. Oggi coesione vuol dire infrastrutture, energia, connessioni, trasporti, turismo e sviluppo economico. Mettere i territori nelle condizioni di competere ad armi pari è fondamentale”.
Sul tema del finanziamento delle nuove priorità europee, Fidanza ha espresso il sostegno di Fratelli d’Italia all’ipotesi di un nuovo debito comune europeo: “Il nostro governo ha già dichiarato di voler sostenere la proposta della Spagna e noi siamo d’accordo – afferma – Non vogliamo nuove tasse europee né nuove risorse proprie che vadano a incidere sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre industrie. Da qualche altra parte i soldi bisognerà trovarli e quindi siamo favorevoli a forme di debito comune, ovviamente con le giuste condizionalità e con un utilizzo serio, come abbiamo fatto noi con il nostro Pnrr, nonostante tutte le difficoltà iniziali”.
MALAN “PNRR SATO IN MODO EFFICACE, SUD CRESCE PIÙ DELLA MEDIA NAZIONALE”
“Il Pnrr è stato usato in modo molto efficace. Grazie all’azione del governo nazionale e dei nostri parlamentari europei, i fondi sono stati riallocati in modo da essere utilizzabili nel modo più utile in questa fase”. Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, a margine del seminario di ECR-FDI a Roma “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, rivendicando l’operato del governo Meloni sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Per la prima volta nella storia d’Italia il Sud cresce più della media nazionale – ha aggiunto – e il buon utilizzo del Pnrr, insieme ad altre politiche dell’esecutivo, ha consentito di trasformare una criticità in un’opportunità”.
Guardando al negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione europea e al rischio di un ridimensionamento dei fondi di coesione, Malan ha assicurato che “il governo italiano, i nostri parlamentari europei e il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto lavoreranno, come sempre, a difesa degli interessi italiani”, ribadendo l’impegno a tutelare risorse ritenute strategiche per il Paese.
Sul fronte della sicurezza, il senatore di FdI ha ribadito che “è una delle principali priorità del governo Meloni fin dal suo insediamento”. Malan ha quindi richiamato l’iniziativa sul rimpatrio rapido degli immigrati che commettono reati di particolare gravità e ha rivendicato i risultati ottenuti dall’esecutivo, parlando di “rimpatri a livelli record”, di una “fortissima riduzione degli sbarchi” e di una diminuzione della criminalità.
Infine su una possibile accelerazione del Governo delle politiche sulla sicurezza legata alle posizioni del generale Roberto Vannacci, Malan ha escluso questa lettura: “Non c’è alcuna accelerazione, noi facciamo queste politiche dal 2022. Il provvedimento per il rimpatrio immediato degli immigrati che si rendono responsabili di determinati delitti è possibile metterlo in atto adesso perché, grazie all’azione del governo, dei nostri parlamentari europei e del vicepresidente Fitto, si è ottenuto dall’Unione europea un cambiamento di posizione. Da diverso tempo si è cambiato questo parametro: innanzitutto si fa in modo che ne arrivino il meno possibile. L’Europa, e tanto meno l’Italia, non è un posto dove possono arrivare tutti”.
MAZZI “VALORIZZARE TERRITORI PER DARE RISPOSTA A OVERTOURISM”
“Nel titolo di questo incontro, di questo convegno, c’è già la sua missione: “La forza dei territori” è quello su cui noi stiamo puntando con il Ministero del Turismo”. Lo ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi a margine del seminario ECR-FdI “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, in corso a Roma. “Lanceremo a brevissimo, il 30 luglio, il primo dei grandi cammini spirituali su cui lavoro da 20 anni, che è il Cammino di Francesco – prosegue Mazzi -. È un cammino che era diviso fra sette regioni, con sette pezzi lo abbiamo unificato e lo lanceremo il 30 luglio. Poi il 6 agosto andremo a Capareone, nel Vesuvio, e cominceremo tutta una campagna su questi cammini spirituali, che servono proprio a valorizzare i borghi e quella parte d’Italia forse meno conosciuta, ma non meno bella delle grandi città”. “In Italia abbiamo il Cammino di Francesco, che è lungo circa mille chilometri: parte da Assisi e arriva fino a Rimini, passando per Firenze, Ascoli Piceno e Roma. Dopo lanceremo il Cammino di Papa Giovanni Paolo II, realizzato insieme al Ministero del Turismo polacco, che partirà da Bologna – ha aggiunto Mazzi -. Via via promuoveremo tutti i nostri cammini spirituali: pensate che sono oltre 170 in Italia, per un totale di 33mila chilometri, una distanza che corrisponde al giro del mondo. Punteremo proprio su questo per valorizzare i nostri territori, dare una risposta concreta all’overtourism e a quella richiesta di turismo lento che ci arriva dai turisti di tutto il mondo”.
– Foto xc7/Italpress –
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