Patrimonio culturale e operazioni di pace al centro di un evento sulla Nave Amerigo Vespucci a New York

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Patrimonio culturale e operazioni di pace al centro di un evento sulla Nave Amerigo Vespucci a New York

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Si è svolto a bordo della Nave Scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci, presso l’Hudson River Park – Pier 86 di New York, l’evento collaterale del United Nations Chiefs of Police Summit – UNCOPS V 2026 dedicato al tema “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”. L’iniziativa, promossa dall’Arma dei Carabinieri, di concerto con Interpol ed Unesco nell’ambito del Vertice dei Capi di Polizia delle Nazioni Unite, ha posto ieri al centro del confronto la protezione del patrimonio culturale nelle situazioni di crisi e nei contesti di conflitto armato, evidenziando il nesso tra sicurezza internazionale, minacce criminali, traffici illeciti e tutela dell’identità storica e culturale dei popoli. Secondo quanto riferisce un comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, nel corso dell’evento è stata richiamata l’importanza della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 24 marzo 2017, che ha riconosciuto la protezione del patrimonio culturale quale elemento rilevante per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle operazioni di pace delle Nazioni Unite nella prevenzione della distruzione, del saccheggio, degli scavi illeciti e del traffico di beni culturali nei teatri di crisi. Il dibattito ha inoltre approfondito il quadro giuridico internazionale di riferimento, con specifico riguardo alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e ai relativi Protocolli, nonché alla Convenzione del 1970 concernente il divieto e la prevenzione dell’importazione, esportazione e trasferimento illeciti di proprietà dei beni culturali. Ampio spazio è stato riservato all’esperienza italiana, riconosciuta a livello internazionale per il proprio impegno nella tutela del patrimonio culturale. È stato ricordato il ruolo dell’Arma dei Carabinieri, con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, istituito nel 1969, e l’esperienza della Task Force “Caschi Blu della Cultura”, finalizzata alla salvaguardia dei beni culturali in situazioni di emergenza, crisi e conflitto. È stata inoltre evidenziata la rilevanza della banca dati italiana dei beni culturali illecitamente sottratti, tra le più ampie al mondo nel settore inserire i numeri dei file contenuti (1.117.000 immagini di opere d’arte oggetto di furto o rapina). Tra i punti discussi è emersa la necessità di integrare in modo più strutturato la protezione del patrimonio culturale nei mandati delle missioni di pace, anche attraverso formazione specialistica, cooperazione civile-militare, chiarezza dei mandati operativi, adeguate risorse e strumenti di coordinamento tra attori nazionali e internazionali. L’evento ha inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale di polizia nella prevenzione e nel contrasto ai reati contro il patrimonio culturale.

In tale ambito è stato valorizzato il contributo di Interpol, con particolare riferimento alla banca dati internazionale delle opere d’arte rubate e all’applicazione ID-Art, strumenti essenziali per favorire l’identificazione, la tracciabilità e il recupero dei beni culturali sottratti illecitamente. Sono stati infine affrontati gli aspetti relativi al ruolo e alle sinergie delle diverse articolazioni si settore dell’Onu, tra cui Unesco (UN Educational and Cultural Organization), Unoct (UN Office of Counter-Terrorism), Unodc (UN Office on Drugs and Crime) e Unicri (UN Interregional Crime and Justice Research Institute), con l’obiettivo di rafforzare le capacità degli Stati, promuovere buone pratiche, migliorare la protezione dei siti culturali e contrastare le reti criminali transnazionali coinvolte nel traffico di beni culturali. La chiusura dei lavori è stata affidata all’Under Secretary General per le Operazioni di Pace, Jean-Pier Lacroix, che ha evidenziato i numerosi outputs emersi dai qualificati interventi degli autorevoli relatori.

L’incontro ha confermato come la protezione del patrimonio culturale non rappresenti soltanto un’esigenza di conservazione storica e artistica, ma costituisca un fattore di stabilizzazione, riconciliazione e costruzione di una pace duratura nei contesti interessati da crisi e conflitti. Fra le numerose personalità presenti, sono intervenuti anche l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, Under-Secretary-General for Peace Operations delle Nazioni Unite, l’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, e il Generale di C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

– foto ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).