A Firenze, si sa, il rosso non è soltanto il colore del giglio, del Chianti o dei tramonti sull’Arno. È soprattutto tradizione politica. Eppure, proprio nel cuore di questa storica roccaforte della sinistra, è andata in scena la passeggiata identitaria di Futuro Nazionale alla presenza del suo leader il generale Roberto Vannacci e di circa 500 futuristi.
Al centro della giornata, la volontà dichiarata di ascoltare le esigenze dei residenti e riportare l’attenzione sulle problematiche concrete del territorio. E non solo. Durante il confronto il generale ha affrontato anche uno dei temi che nelle ultime ore ha animato il dibattito politico internazionale: le dichiarazioni di Donald Trump sulla presunta richiesta di una fotografia da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il G7. Pur mantenendo le proprie differenze politiche con la premier, Vannacci ha scelto di difendere la posizione dell’Italia.
Un movimento che cresce sempre di più. Un movimento che ha svolto la propria attività in una città che per decenni è stata considerata una delle capitali della sinistra italiana.
E in tempi di crescente disaffezione, vedere cittadini discutere animatamente di idee e programmi può essere considerato un piccolo successo. Anche se, a Firenze, qualcuno continua a pensare che certi colori stonino più di una maglia bianconera in Curva Fiesole.

