Derby della Mole, Torino-Juventus tra Champions, stadio granata e tensione fuori

di Umberto Zollo | Torino (TO) – All’Olimpico Grande Torino il derby chiude la Serie A: Juve obbligata a vincere per inseguire la Champions, Toro spinto dal pubblico. Attesa alta anche fuori, tra cortei, controlli e polizia in assetto antisommossa.

Il Derby della Mole arriva all’ultima curva del campionato e porta con sé molto più dei novanta minuti tra Torino e Juventus. Domenica 24 maggio, alle 20.45, lo stadio Olimpico Grande Torino ospita una sfida che pesa sulla classifica bianconera, sull’orgoglio granata e sull’ordine pubblico di una città chiamata a gestire una serata ad alta tensione.

La Juventus si presenta al derby con un obiettivo netto: vincere e sperare negli incastri necessari per rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Il Torino, invece, cerca un risultato che darebbe valore alla chiusura della stagione e permetterebbe di superare il bottino raccolto nel campionato precedente. Sullo sfondo c’è una rivalità che non ha bisogno di essere caricata: appartenenza, memoria, territorio e due tifoserie che vivono la partita come un confine emotivo prima ancora che sportivo.

La vigilia è stata segnata da un clima crescente di attenzione e preoccupazione. Nella notte, gruppi di tifosi granata e bianconeri si sarebbero cercati per ore in città, con la polizia impegnata a presidiare i punti più sensibili e a prevenire contatti diretti. In vista della gara, le immagini dei reparti in assetto antisommossa, schierati nei pressi delle zone di ritrovo della tifoseria del Torino, raccontano una serata preparata con misure straordinarie.

Il cuore granata batterà soprattutto attorno alla Curva Maratona, già esaurita da settimane, e al percorso dei gruppi organizzati, attesi prima al Filadelfia e poi in corteo verso lo stadio. L’apertura anticipata dei cancelli e i controlli rafforzati rispondono alla necessità di diluire l’afflusso e ridurre i rischi in una partita che ha superato le 26 mila presenze e che si annuncia carica di partecipazione emotiva.

Il Torino ha provato a costruire un Olimpico interamente granata, richiamando i propri tifosi al rispetto delle indicazioni sui settori e sul colore degli spalti. Tra le comunicazioni diffuse dal club è comparso anche l’invito: “Si va sugli spalti in granata!” Una scelta pensata per trasformare lo stadio in una cornice identitaria, ma che ha acceso il confronto sul tema dell’accesso con simboli juventini in alcuni settori.

Il club granata aveva infatti precisato che “non sarà consentito l’accesso a chi indossa maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite”, invitando i tifosi “a rispettare questa regola di buonsenso per garantire a tutti un ambiente sicuro e sereno”. Una posizione motivata con ragioni di sicurezza e con la volontà di evitare tensioni in aree considerate riservate ai sostenitori del Toro e ai neutrali.

La Juventus ha replicato con una nota ufficiale, esprimendo distanza dalle disposizioni comunicate dal Torino: “Juventus Football Club esprime forte perplessità in merito alla comunicazione diffusa da Torino FC relativamente alle modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara. Pur comprendendo e condividendo la priorità assoluta della sicurezza all’interno degli impianti sportivi, Juventus rileva come tali disposizioni non risultino supportate da indicazioni ricevute dal Club da parte delle autorità competenti. Il calcio, e in particolare una partita dal forte valore simbolico e territoriale come il derby, deve rappresentare un momento di confronto sportivo aperto, nel quale ogni tifoso possa vivere la propria passione nel rispetto delle regole e degli altri. Juventus confida pertanto che, anche attraverso il dialogo istituzionale con le autorità preposte, si possa garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile. Il Club ribadisce il proprio impegno costante nella promozione di valori di rispetto, inclusione e correttezza, dentro e fuori dal campo”.

Sul punto è intervenuta anche la Questura di Torino, chiarendo il quadro dopo le riunioni tecniche e il confronto con le istituzioni: “In merito alla comunicazione diffusa dal Torino F.C. relativa alla modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara, la Questura di Torino precisa che nell’ambito delle riunioni di GOS eseguite e in quella tecnica odierna sono state ben delineate e ribadite le disposizioni in relazione allo svolgimento della gara. Si precisa che l’accesso nei settori è regolamentato dalle norme di legge e pertanto rimane invariato, in quanto non è stato individuato alcun motivo di ordine e sicurezza pubblica tale da vietare l’accesso con sciarpe, maglie e cappellini della squadra ospite. Tanto è stato ribadito nel corso di un incontro di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica indetto nel pomeriggio dal Sig. Prefetto e allargato alle due società interessate”.

Sul campo, la storia recente racconta una superiorità netta della Juventus nei derby di Serie A, con i bianconeri rimasti imbattuti in 38 degli ultimi 39 confronti. L’unico successo granata nel periodo risale al 26 aprile 2015, proprio all’Olimpico Grande Torino. Gli ultimi due derby di campionato, però, si sono chiusi in parità: un dato che alimenta la possibilità di una sfida bloccata, nervosa, decisa più dagli episodi che dalla continuità di gioco.

Anche le caratteristiche delle due squadre promettono una partita esposta agli strappi. Torino e Juventus sono tra le formazioni più efficaci negli attacchi in contropiede, un dato che può pesare in una gara emotivamente densa, nella quale il primo errore potrebbe aprire spazi e cambiare l’inerzia. Per i granata il derby è occasione di identità e riscatto; per i bianconeri è una prova da dentro o fuori, con la classifica europea a fare da pressione costante.

La notte dell’Olimpico Grande Torino sarà dunque una miscela di calcio, tensione, orgoglio cittadino e ordine pubblico. Dentro lo stadio parleranno il campo, i duelli e la classifica. Fuori, invece, il derby è già cominciato: tra cortei, presidi, controlli e una città che si prepara a vivere una delle sue partite più delicate.