di Umberto Zollo | Fermo – Jhonatan Narváez vince l’ottava tappa del Giro d’Italia 2026, da Chieti a Fermo, imponendosi in solitaria sui muri marchigiani. Eulálio resta in Rosa, mentre Hindley e Vingegaard guadagnano 2”.
Jhonatan Narváez ha vinto l’ottava tappa del Giro d’Italia 2026, la Chieti-Fermo di 156 chilometri, imponendosi in solitaria al termine di una frazione nervosa, veloce e selettiva, segnata dai muri marchigiani e da quattro Gran Premi della Montagna concentrati nella seconda parte del percorso. L’ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG ha preceduto Andreas Leknessund e Martin Tjøtta, entrambi della Uno-X Mobility. Afonso Eulálio, della Bahrain-Victorious, ha conservato la Maglia Rosa.

La tappa, collocata tra due arrivi in salita, non era destinata a essere una giornata di semplice transizione. Dopo una prima parte pianeggiante lungo l’Adriatico, la corsa si è accesa nell’entroterra fermano, dove saliscendi, strade più strette e rampe severe hanno progressivamente trasformato la frazione in una prova di resistenza e lucidità. Il gruppo, partito da Chieti con 169 corridori, ha affrontato un avvio ad alta velocità, con continui tentativi di fuga e un ritmo sostenuto fin dai primi chilometri.
Nella fase iniziale si sono mossi Filippo Ganna e Alberto Bettiol, protagonisti di un tentativo tutto italiano che però non ha trovato spazio sufficiente. Il plotone ha tenuto sotto controllo l’azione, mentre la corsa perdeva Fabio Christen, costretto al ritiro dopo una caduta. La situazione è cambiata a circa ottanta chilometri dal traguardo, quando il gruppo si è spezzato anche per effetto del vento laterale.
L’azione decisiva è nata poco dopo, con tre uomini al comando: Mikkel Bjerg e Jhonatan Narváez per la UAE Team Emirates-XRG, insieme ad Andreas Leknessund della Uno-X Mobility. Alle loro spalle si è formato un folto gruppo di inseguitori, ma l’accordo non è mai stato pienamente efficace. La presenza di Bjerg si è rivelata determinante per Narváez, che ha potuto contare su un lavoro prezioso prima della fase più dura.
Il momento chiave è arrivato sul muro di Capodarco, uno dei passaggi simbolo della giornata. Narváez ha cambiato ritmo e ha lasciato sul posto i compagni di fuga, mentre Leknessund ha provato a limitare il distacco. Da lì in avanti l’ecuadoriano ha corso in solitaria, affrontando il finale verso Fermo con pendenze severe, tratti in porfido e rampe cittadine capaci di superare anche il 20%. La breve discesa prima degli ultimi 750 metri non ha cambiato l’inerzia: Narváez ha resistito e ha chiuso con una vittoria netta.
Per la UAE Team Emirates-XRG si tratta della terza vittoria di tappa in questa edizione del Giro. Per Narváez, invece, è il secondo successo nella Corsa Rosa 2026 e la conferma di una condizione importante dopo un inizio di stagione complicato. Subito dopo l’arrivo, il vincitore ha dichiarato: “Sapevamo che era una tappa adatta a me. L’abbiamo interpretata bene con i miei compagni di squadra. Penso che l’uomo del giorno sia Mikkel Bjerg. È un ragazzo che lavora tantissimo durante tutto l’anno e oggi è stato decisivo! Nel finale, quando ero da solo, contavano soltanto le gambe. Il vento contrario ha reso tutto estremamente duro. Non abbiamo mai mollato, correndo con intelligenza. È una grande vittoria, dopo la mia caduta di gennaio e dopo che qui al Giro siamo rimasti soltanto in cinque corridori. C’è una bella atmosfera nella squadra e penso che vinceremo ancora delle tappe la prossima settimana”.
Alle spalle di Narváez, Leknessund ha chiuso secondo a 32”, mentre Tjøtta ha completato il podio a 42”. Buona prova anche per Guillermo Thomas Silva, quarto, e per gli italiani Lorenzo Milesi e Christian Scaroni, rispettivamente quinto e sesto. Nel gruppo dei migliori, il finale ha prodotto piccoli ma significativi movimenti: Jai Hindley ha accelerato negli ultimi 300 metri, con Jonas Vingegaard pronto a seguirlo. I due hanno guadagnato 2” su Eulálio, Pellizzari, Gall e sugli altri uomini di classifica.
La Maglia Rosa resta comunque sulle spalle di Afonso Eulálio, che mantiene un margine importante in classifica generale. La giornata di Fermo non ha stravolto gli equilibri, ma ha confermato che anche le tappe apparentemente intermedie possono lasciare segni nella corsa. I muri marchigiani hanno premiato il coraggio di Narváez e ricordato ai big che ogni finale tecnico può diventare terreno per piccoli, ma pesanti, movimenti di classifica.
Ordine d’arrivo – 8ª tappa
- Jhonatan Narváez — UAE Team Emirates-XRG — 03h 27’ 26”
- Andreas Leknessund — Uno-X Mobility — + 00’ 32”
- Martin Tjøtta — Uno-X Mobility — + 00’ 42”
- Guillermo Thomas Silva — XDS Astana Team — + 00’ 44”
- Lorenzo Milesi — Movistar Team — + 00’ 44”
- Christian Scaroni — XDS Astana Team — + 00’ 48”
- Corbin Strong — NSN Cycling Team — + 00’ 55”
- Juan Pedro López — Movistar Team — + 00’ 55”
- Wout Poels — Unibet Rose Rockets — + 00’ 58”
- Markel Beloki — EF Education-EasyPost — + 01’ 00”
Classifica generale dopo l’8ª tappa
- Afonso Eulálio — Bahrain-Victorious — 34h 28’ 42”
- Jonas Vingegaard — Team Visma | Lease a Bike — + 03’ 15”
- Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 03’ 34”
- Christian Scaroni — XDS Astana Team — + 04’ 18”
- Jai Hindley — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 04’ 23”
- Giulio Pellizzari — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 04’ 28”
- Ben O’Connor — Team Jayco AlUla — + 04’ 32”
- Mathys Rondel — Tudor Pro Cycling Team — + 04’ 56”
- Thymen Arensman — Netcompany INEOS — + 05’ 07”
- Michael Storer — Tudor Pro Cycling Team — + 05’ 11”
Altre classifiche
Classifica a punti: Paul Magnier — Soudal Quick-Step
Classifica GPM: Jonas Vingegaard — Team Visma | Lease a Bike
Classifica giovani: Afonso Eulálio — Bahrain-Victorious

