di Umberto Zollo | Andorra la Vella – Tadej Pogačar vince la 4ª tappa con un attacco a 50 km dal traguardo, rifila 2’39” ai primi inseguitori e consolida la maglia rossa. Roglič è secondo in generale a 3’21”.
La montagna restituisce subito alla Vuelta a España 2026 il suo uomo da battere. Tadej Pogačar ha vinto la quarta tappa, 104,8 chilometri con partenza e arrivo ad Andorra la Vella, attaccando sulla Collada de Beixalis quando mancavano poco più di 50 chilometri al traguardo. Da quel momento lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG non ha più avuto compagnia: 2’39” su Jarno Widar e Felix Gall e una classifica generale nella quale Primož Roglič, secondo, paga già 3’21”.

Una dimostrazione costruita sulle strade dove, sette anni prima, era cominciata una parte importante della sua storia. Nel 2019, proprio ad Andorra, Pogačar conquistò infatti la sua prima vittoria di tappa in un Grande Giro. Questa volta ci è tornato in maglia rossa, trasformando un circuito breve ma durissimo in uno dei suoi assoli più lunghi in una corsa di tre settimane.
Dopo la cancellazione della terza tappa a causa delle condizioni meteorologiche estreme, la Vuelta è ripartita con 3.000 metri di dislivello concentrati in appena 104,8 chilometri. Nessun tratto realmente adatto a respirare: Port d’Envalira, Collada de Beixalis, Coll d’Ordino e Alto de la Comella prima della picchiata conclusiva verso Andorra la Vella.
La strada ha cominciato a salire quasi immediatamente verso il Port d’Envalira, punto più alto di questa edizione a 2.409 metri. Gli attacchi si sono moltiplicati fin dai primi chilometri, con la Visma | Lease a Bike particolarmente attiva attraverso uomini come Wout van Aert, Matthew Brennan e Sepp Kuss.
Davanti ha preso forma una fuga numerosa. Tra i protagonisti anche Lorenzo Fortunato, che ha conquistato il GPM dell’Envalira precedendo Paul Double. Il margine degli attaccanti, però, non è mai diventato realmente rassicurante. Dietro, prima la UAE Team Emirates-XRG e poi soprattutto la Decathlon CMA CGM hanno mantenuto alta la pressione.
Una selezione già importante ha accompagnato il gruppo verso la discesa. Alcuni uomini attesi per la generale, tra cui João Almeida, Santiago Buitrago e Carlos Rodriguez, hanno perso terreno durante una fase di gara che somigliava più al finale di una classica di montagna che alla prima metà di una tappa.
La svolta è arrivata sulla Collada de Beixalis, 6,5 chilometri con una pendenza media intorno all’8,5%. La Decathlon ha provato a indurire ulteriormente la corsa per Felix Gall, ma quando il gruppo si è ridotto ai soli uomini più forti è stato Pogačar a scegliere il momento.
A 50,3 chilometri dall’arrivo, la maglia rossa ha accelerato. Gall è stato l’unico a reagire immediatamente, ma il tentativo dell’austriaco è durato poco. Pogačar ha trovato rapidamente qualche secondo, poi decine di secondi. In cima il vantaggio era già nell’ordine del minuto e mezzo.
Da lì è iniziata una corsa nella corsa. Davanti Pogačar solo, dietro gli avversari costretti prima a ritrovarsi e poi a decidere quanto collaborare. La lunga distanza dal traguardo avrebbe potuto suggerire prudenza allo sloveno. È successo il contrario.
Il leader della Vuelta ha spiegato così la scelta:
“Non dovevo farlo, ma il ritmo era già altissimo sulla prima salita e sulla seconda siamo andati praticamente forte fin dal fondo. Quando Jay [Vine] mi ha lasciato passare, sapevo che non volevo restare isolato contro tutti gli uomini di classifica, perché avrebbero corso contro di me. Così ho provato ad attaccare e poi a continuare fino al traguardo. È stata dura, ma una bellissima giornata.”
Sul Coll d’Ordino Gall ha provato a riaprire la corsa alle spalle della maglia rossa. Oscar Onley gli è rimasto vicino, mentre successivamente sono rientrati Primož Roglič, Enric Mas e Sepp Kuss. Più indietro hanno recuperato terreno anche Jarno Widar, Richard Carapaz, Mattias Skjelmose e Gregor Mühlberger.
Ma mentre alle sue spalle gli equilibri cambiavano continuamente, Pogačar continuava a guadagnare.
Il margine ha superato i due minuti e ha raggiunto un massimo vicino ai 3’05”. Sull’ultima asperità, l’Alto de la Comella, lo sloveno ha potuto amministrare parte del vantaggio mentre la Decathlon cercava ancora di sfruttare il lavoro di Mühlberger per Gall.
L’accelerazione dell’austriaco ha staccato Carapaz e Skjelmose, ma non ha cambiato la sostanza della giornata. Pogačar aveva ormai in mano tappa e maglia rossa.
Gli ultimi cinque chilometri in discesa hanno accompagnato Pogačar verso il centro di Andorra la Vella, tra le transenne e un pubblico che ha visto arrivare la maglia rossa completamente sola.
Il cronometro si è fermato su 2h40’35”. Dopo 2’39” è arrivato il primo gruppo inseguitore, con il ventenne belga Jarno Widar capace di precedere allo sprint Felix Gall, Oscar Onley, Sepp Kuss, Enric Mas e Primož Roglič.
Per Pogačar si tratta del quinto successo di tappa alla Vuelta e del primo ottenuto indossando la maglia rossa. L’assolo di circa 50 chilometri rappresenta inoltre la sua fuga solitaria più lunga in un Grande Giro, superiore ai 43 chilometri percorsi da solo verso Gavarnie-Gèdre e ai 39 della Plataforma de Gredos alla Vuelta 2019.
Il ritorno ad Andorra ha inevitabilmente riaperto anche il cassetto dei ricordi.
“Mai, neanche per un secondo, avrei pensato di correre così quando vinsi per la prima volta ad Andorra nel 2019. Ho ricordi bellissimi della mia prima volta ad Andorra: è stato davvero speciale e uno dei momenti preferiti della mia carriera.”
La quarta tappa modifica profondamente anche la generale. Primož Roglič conserva il ruolo di principale inseguitore, ma si trova ora a 3’21” dal connazionale. Enric Mas segue a 3’32”, Sepp Kuss a 3’44” e Oscar Onley a 3’45”.
Pogačar può così affrontare le prossime giornate con un margine che gli permette di cambiare approccio senza tuttavia chiudere matematicamente una Vuelta ancora lunga.
“Qualsiasi vantaggio è più che sufficiente, ma è davvero positivo avere 3’21” perché ora posso essere tranquillo e fiducioso per i prossimi giorni. Continueremo giorno per giorno, concentrandoci su ogni tappa: sarà un po’ meno stressante.”
Lo sloveno guida ora anche la classifica a punti e quella degli scalatori, mentre Oscar Onley indossa la maglia riservata al miglior giovane. Anche la classifica a squadre parla UAE Team Emirates-XRG.
La Vuelta ha ancora molta strada davanti, ma Andorra ha lasciato una prima fotografia difficile da ignorare: Pogačar non ha aspettato che la corsa arrivasse a lui. Ha scelto di andarsela a prendere da cinquanta chilometri.
“Ora il vantaggio è buono, quindi daremo il massimo per controllarlo ogni giorno, ma se la corsa diventerà incontrollabile dovremo lottare. Sarà dura, ma abbiamo una squadra molto forte e siamo pronti.”
Ordine d’arrivo – 4ª tappa
- Tadej Pogačar — UAE Team Emirates-XRG — 02h 40’ 35”
- Jarno Widar — Lotto Intermarché — + 02’ 39”
- Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — s.t.
- Oscar Onley — Netcompany INEOS — s.t.
- Sepp Kuss — Team Visma | Lease a Bike — s.t.
- Enric Mas — Movistar Team — s.t.
- Primož Roglič — Red Bull-BORA-hansgrohe — s.t.
- Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — + 02’ 57”
- Mattias Skjelmose — Lidl-Trek — + 03’ 17”
- Gregor Mühlberger — Decathlon CMA CGM Team — + 03’ 17”
Classifica generale dopo la 4ª tappa
- Tadej Pogačar — UAE Team Emirates-XRG — 07h 38’ 59”
- Primož Roglič — Red Bull-BORA-hansgrohe — + 03’ 21”
- Enric Mas — Movistar Team — + 03’ 32”
- Sepp Kuss — Team Visma | Lease a Bike — + 03’ 44”
- Oscar Onley — Netcompany INEOS — + 03’ 45”
- Richard Carapaz — EF Education-EasyPost — + 03’ 50”
- Felix Gall — Decathlon CMA CGM Team — + 03’ 57”
- Mattias Skjelmose — Lidl-Trek — + 04’ 06”
- Jarno Widar — Lotto Intermarché — + 04’ 06”
- Jay Vine — UAE Team Emirates-XRG — + 04’ 11”
Altre classifiche
Classifica a punti: Tadej Pogačar — UAE Team Emirates-XRG — 82 punti
Classifica GPM: Tadej Pogačar — UAE Team Emirates-XRG — 23 punti
Classifica giovani: Oscar Onley — Netcompany INEOS
Classifica a squadre: UAE Team Emirates-XRG — 23h 06’ 42”

