Roma, scontro mortale tra moto in viale Marconi: due vittime di 22 anni. È rivolta sull’«incrocio della morte»

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ROMA – Erano circa le ore serali di ieri quando le due moto, per cause ancora in corso di accertamento, si sono scontrate frontalmente all’altezza dell’intersezione con via del Valco di San Paolo. L’impatto è stato devastante: i due giovani piloti sono stati sbalzati dai mezzi e sono morti praticamente sul colpo. Nonostante il tempestivo arrivo dei soccorsi del 118, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso dei due ventiduenni.

Le indagini e i sequestri

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’VIII Gruppo Tintoretto della Polizia Locale di Roma Capitale. I caschi bianchi hanno effettuato i rilievi tecnici fino a notte fonda per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro, verificando precedenze e velocità dei due motoveicoli. Entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro giudiziario, come da prassi in caso di omicidio stradale.


La protesta: «Interventi subito sull’incrocio della morte»

La notizia della morte dei due ragazzi ha scatenato un’ondata di sdegno sui social network e tra i comitati di quartiere. Quel tratto di viale Marconi è tristemente noto per la sua pericolosità, tanto da essere stato ribattezzato dai residenti come l’“incrocio della morte”.

Un portavoce del comitato cittadino nato proprio per chiedere la messa in sicurezza dell’area ha lanciato un appello disperato alle istituzioni:

“Chiediamo con forza interventi urgenti e concreti su uno degli incroci più pericolosi della città. Questo è l’ennesimo incidente mortale, l’ultimo di una lista tragicamente lunga. Non si può continuare a morire in questo modo per la mancata messa in sicurezza di un tratto stradale noto a tutti.”

Criticità e rischi

Secondo i residenti, l’intersezione tra viale Marconi e via del Valco di San Paolo presenta diverse criticità:

  • Visibilità ridotta nelle ore notturne.
  • Velocità elevate favorite dal lungo rettilineo di viale Marconi.
  • Manovre azzardate frequenti a causa della configurazione dello spartitraffico.

Mentre le famiglie dei due giovani piangono una perdita incolmabile, la comunità locale promette battaglia: la richiesta di una rotatoria, di dossi o di un sistema semaforico più efficiente non è più prorogabile per evitare che altre vite vengano spezzate sullo stesso asfalto.