di Umberto Zollo | L’Angliru(Asturie) – Petra Stiasny conquista l’ultima tappa della Vuelta Femenina 2026, ma la giornata entra nella storia per Paula Blasi, nuova vincitrice della generale dopo il duello con Anna van der Breggen.

L’Alto de l’Angliru ha cambiato il volto della Vuelta Femenina 2026 nell’ultima giornata di gara. Sabato 9 maggio, sulla salita simbolo delle Asturie, la svizzera Petra Stiasny ha vinto la settima tappa, mentre la spagnola Paula Blasi ha ribaltato la classifica generale, sfilando la maglia rossa ad Anna van der Breggen e conquistando il successo finale. I risultati sono stati confermati anche dalle cronache internazionali di gara.
La frazione, lunga 132,9 chilometri da Pola de Laviana all’Angliru, era annunciata come la più dura della corsa. Non solo per il nome della salita conclusiva, ma per il carico complessivo della giornata: 3.266 metri di dislivello, quattro ascese catalogate e un finale con pendenze capaci di superare il 20%. In quel contesto, la corsa è diventata una selezione naturale, più che una semplice sfida tattica.
A prendersi la scena di giornata è stata Petra Stiasny, atleta della Human Powered Health, capace di interpretare l’Angliru con lucidità e progressione. La svizzera ha resistito al ritmo delle migliori, è rientrata su Blasi nel tratto decisivo e poi ha proseguito da sola verso il traguardo, conquistando una vittoria di peso, la più importante della sua carriera finora.
Ma il significato più profondo della tappa riguarda Paula Blasi. La ventitreenne della UAE Team ADQ, partita seconda in classifica generale a 18 secondi da Van der Breggen, ha scelto il momento più crudele della salita per cambiare la storia della corsa. Nel cuore dell’Angliru, dove la strada sembra stringersi e la pedalata diventa quasi sopravvivenza, la spagnola ha accelerato e ha mandato in difficoltà la leader della generale.
La risposta di Anna van der Breggen non è arrivata con la consueta solidità. La neerlandese della Team SD Worx-Protime, riferimento assoluto del ciclismo femminile, ha perso progressivamente terreno. Non un crollo improvviso, ma un cedimento lento, visibile, metro dopo metro, mentre Blasi costruiva il margine necessario per trasformare una piazza d’onore di tappa in una vittoria finale.
La corsa era stata animata fin dalla prima parte dalle azioni di Femke Markus, Riejanne Markus e Liane Lippert. Le tre attaccanti hanno dato profondità alla tappa, resistendo a lungo davanti al gruppo e presentandosi con un vantaggio ancora consistente verso l’ultima salita. Poi l’Angliru ha ristabilito le gerarchie: Lippert è rimasta sola, ma le migliori della generale sono rientrate nel tratto più duro.
A quel punto la corsa si è ridotta a poche protagoniste: Stiasny, Blasi, Van der Breggen, Marion Bunel, Juliette Berthet e Valentina Cavallar. L’accelerazione di Bunel a circa 4,5 chilometri dall’arrivo ha acceso definitivamente la battaglia. Da lì è nata l’azione di Blasi, seguita poi dal rientro e dal sorpasso di Stiasny, che ha chiuso la tappa in solitaria.
Alle spalle della vincitrice, Blasi ha tagliato il traguardo a 23 secondi, con il volto di chi sapeva di aver già conquistato qualcosa di più grande della tappa. La generale finale l’ha premiata con 24 secondi su Van der Breggen e 49 secondi su Marion Bunel, terza e migliore giovane. Per il ciclismo spagnolo è una giornata storica: Blasi diventa la prima atleta di casa a vincere la Vuelta Femenina nella sua nuova dimensione internazionale.
Buone indicazioni anche per il movimento italiano. Monica Trinca Colonel ha chiuso al settimo posto della generale con la Liv AlUla Jayco, mentre Barbara Malcotti, nona nella tappa e nona anche in classifica finale, ha completato una Vuelta solida per la Human Powered Health, squadra uscita dall’Angliru con una vittoria di tappa e due piazzamenti nella top ten.
L’ultima immagine della corsa resta quella dell’Angliru come giudice severo. La salita asturiana ha premiato Stiasny per la tappa, ma ha consegnato la maglia rossa a Blasi, trasformando una promessa in una nuova protagonista del ciclismo femminile. La Vuelta Femenina 2026 si chiude così con un verdetto netto: sulle rampe più dure, il futuro ha preso forma in rosso.
Ordine d’arrivo – 7ª tappa
- Petra Stiasny — Human Powered Health — 04h 09’ 40”
- Paula Blasi — UAE Team ADQ — + 00’ 23”
- Juliette Berthet — FDJ United-SUEZ — + 00’ 43”
- Marion Bunel — Team Visma | Lease a Bike — + 00’ 43”
- Anna van der Breggen — Team SD Worx-Protime — + 00’ 59”
- Valentina Cavallar — Team SD Worx-Protime — + 01’ 10”
- Urška Žigart — AG Insurance-Soudal Team — + 01’ 30”
- Usoa Ostolaza — Laboral Kutxa-Fundación Euskadi — + 01’ 41”
- Barbara Malcotti — Human Powered Health — + 01’ 56”
- Nienke Vinke — Team SD Worx-Protime — + 02’ 16”
Classifica generale finale
- Paula Blasi — UAE Team ADQ — 22h 17’ 03”
- Anna van der Breggen — Team SD Worx-Protime — + 00’ 24”
- Marion Bunel — Team Visma | Lease a Bike — + 00’ 49”
- Usoa Ostolaza — Laboral Kutxa-Fundación Euskadi — + 02’ 31”
- Juliette Berthet — FDJ United-SUEZ — + 02’ 36”
- Urška Žigart — AG Insurance-Soudal Team — + 02’ 43”
- Monica Trinca Colonel — Liv AlUla Jayco — + 02’ 51”
- Kasia Niewiadoma — CANYON//SRAM zondacrypto — + 03’ 06”
- Barbara Malcotti — Human Powered Health — + 03’ 50”
- Évita Muzic — FDJ United-SUEZ — + 03’ 55”

