di Umberto Zollo | Veliko Tarnovo (Bulgaria) – L’uruguaiano della XDS Astana vince la 2ª tappa dopo il rientro su Vingegaard, Pellizzari e Van Eetvelt. Ciccone terzo, maxi caduta nel finale con Yates e Gee coinvolti.
Il Giro d’Italia 2026 trova subito una storia inattesa sulle strade bulgare. A Veliko Tarnovo, al termine della seconda tappa partita da Burgas, Guillermo Thomas Silva ha conquistato il successo più importante della carriera, imponendosi in uno sprint ristretto davanti a Florian Stork e Giulio Ciccone. Per il corridore della XDS Astana Team è una giornata dal valore storico: primo uruguaiano al via della Corsa Rosa, primo uruguaiano a vincere una tappa e nuova maglia rosa.

La frazione, lunga 221 chilometri, era stata indicata come una delle prime giornate-trappola del Giro. Non tanto per la durezza complessiva del percorso, quanto per la concentrazione di insidie nel finale: strade viscide, cambi di ritmo, una salita selettiva come il Lyaskovets Monastery Pass e gli ultimi chilometri verso Veliko Tarnovo, resi ancora più delicati dal tratto in porfido e dalle pendenze capaci di spezzare il gruppo.
Dopo la volata della prima tappa, vinta da Paul Magnier, la corsa ha cambiato volto. La fuga di giornata è nata praticamente subito, con Mirco Maestri e Diego Pablo Sevilla del Team Polti VisitMalta all’attacco. Sevilla ha sfruttato l’occasione per consolidare la propria posizione nella classifica dei GPM, passando per primo su Byala Pass e Vratnik Pass e mettendo in cassaforte punti preziosi per la maglia azzurra.
Il gruppo, per lunga parte della tappa, ha lasciato spazio ai battistrada, con un vantaggio salito fino a circa 4’30”. Poi, nella parte conclusiva, le squadre degli uomini di classifica hanno aumentato l’andatura. Netcompany INEOS, Visma | Lease a Bike e UAE Team Emirates-XRG hanno riportato il plotone sui fuggitivi a 27 chilometri dall’arrivo, aprendo una fase di corsa nervosa e difficile da controllare.
Il momento più critico è arrivato poco dopo. Una maxi caduta ha coinvolto numerosi corridori, tra cui uomini di classifica come Adam Yates, Derek Gee e Santiago Buitrago. La scivolata di Marc Soler ha innescato un effetto domino nel gruppo, costringendo la direzione di corsa a neutralizzare temporaneamente la tappa per l’assenza di ambulanze disponibili, tutte impegnate nei soccorsi. Yates è ripartito con evidenti segni della caduta, mentre Gee ha perso terreno in classifica.
Alla ripartenza, la corsa si è accesa immediatamente. Nel Red Bull Km, Egan Bernal ha colto l’occasione per conquistare 6 secondi di abbuono, un dettaglio importante in una prima settimana in cui ogni margine può pesare. Subito dopo, sul Lyaskovets Monastery Pass, salita di 3,9 chilometri al 6,8% medio con punte al 14%, è arrivata la prima vera fiammata tra i big.
Il lavoro di Davide Piganzoli ha preparato l’azione di Jonas Vingegaard, che ha provato a forzare nel tratto più duro. Alla sua accelerazione hanno risposto Giulio Pellizzari e Lennert Van Eetvelt, gli unici capaci di restare sulla ruota del danese. Il gruppo si è frantumato, con Giulio Ciccone bravo a resistere nelle prime posizioni e con la maglia rosa Magnier costretta a cedere su una salita troppo impegnativa per un velocista puro.
Il terzetto formato da Vingegaard, Pellizzari e Van Eetvelt ha guadagnato fino a una ventina di secondi. Per qualche minuto è sembrato che la tappa potesse decidersi tra loro, con Vingegaard molto attivo, Pellizzari attento e Van Eetvelt più coperto. Ma nel finale il gruppo degli inseguitori è rientrato con forza, sfruttando il rallentamento davanti e la mancanza di pieno accordo tra i battistrada.
All’ultimo chilometro la situazione è cambiata ancora. Jan Christen ha provato a riportarsi sui primi, poi il gruppo ha chiuso definitivamente il gap. La vittoria si è così decisa in una volata ristretta, nella quale Silva ha trovato il varco giusto e ha anticipato Florian Stork e Giulio Ciccone. Alle loro spalle, tanta Italia nella top ten: Christian Scaroni quarto, Giulio Pellizzari quinto e Matteo Sobrero sesto.
Il quinto posto di Pellizzari resta uno dei segnali tecnici più interessanti della giornata. Dopo aver seguito l’attacco di Vingegaard ed essere stato ripreso nel finale, il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe è riuscito comunque a disputare lo sprint, confermando una crescita evidente anche su un fondamentale non sempre centrale per gli scalatori.
Per Silva, invece, la giornata di Veliko Tarnovo cambia prospettiva e racconto. La vittoria lo proietta in maglia rosa, grazie agli abbuoni e alla sua posizione nella generale, trasformando una tappa segnata da pioggia, cadute e attacchi in una pagina storica per il ciclismo uruguaiano. Il Giro lascia così la seconda frazione con una classifica già movimentata, diversi uomini di classifica chiamati a recuperare e una nuova leadership inattesa.
Ordine d’arrivo – 2ª tappa
- Guillermo Thomas Silva — XDS Astana Team — 05h 39’ 25”
- Florian Stork — Tudor Pro Cycling Team — s.t.
- Giulio Ciccone — Lidl-Trek — s.t.
- Christian Scaroni — XDS Astana Team — s.t.
- Giulio Pellizzari — Red Bull-BORA-hansgrohe — s.t.
- Matteo Sobrero — Lidl-Trek — s.t.
- Andreas Leknessund — Uno-X Mobility — s.t.
- Jan Christen — UAE Team Emirates-XRG — s.t.
- Martin Tjøtta — Uno-X Mobility — s.t.
- Mathys Rondel — Tudor Pro Cycling Team — s.t.
Classifica generale dopo la 2ª tappa
- Guillermo Thomas Silva — XDS Astana Team — 09h 00’ 23”
- Florian Stork — Tudor Pro Cycling Team — + 00’ 04”
- Egan Bernal — Netcompany INEOS Cycling Team — + 00’ 04”
- Thymen Arensman — Netcompany INEOS Cycling Team — + 00’ 06”
- Giulio Ciccone — Lidl-Trek — + 00’ 06”
- Jan Christen — UAE Team Emirates-XRG — + 00’ 10”
- Johannes Kulset — Uno-X Mobility — + 00’ 10”
- Martin Tjøtta — Uno-X Mobility — + 00’ 10”
- Lennert Van Eetvelt — Lotto-Intermarché — + 00’ 10”
- Darren Rafferty — EF Education-EasyPost — + 00’ 10”

