Verdetto storico negli USA: «Ticketmaster è un monopolio dannoso». Multe milionarie in arrivo

Condividi

NEW YORK – Dopo quattro giorni di camera di consiglio, si conclude uno dei processi più attesi del settore. La giuria ha accolto le tesi dell’accusa, confermando che la fusione tra Live Nation e Ticketmaster (avvenuta nel 2010) ha creato un sistema che soffoca la concorrenza e penalizza i fan.

I numeri del dominio

Secondo quanto emerso durante il processo, i numeri del gigante dell’intrattenimento sono schiaccianti:

  • 86% del mercato globale dei concerti è sotto il controllo di Live Nation.
  • 73% del mercato complessivo degli eventi (inclusi quelli sportivi) passa attraverso i loro canali.
  • 22 Stati coinvolti nella sentenza hanno dimostrato che le pratiche anti-competitive hanno portato a un rincaro ingiustificato di circa 1,72 dollari a biglietto.

Dal “caso Taylor Swift” alla sentenza

I riflettori della politica statunitense si erano accesi sulla società nel 2022, in occasione del caos per la vendita dei biglietti dell’Eras Tour di Taylor Swift. Quello scandalo, che lasciò migliaia di fan a mani vuote tra crash del sito e prezzi alle stelle, diede il via a un’indagine del Dipartimento di Giustizia (DoJ) che è culminata nella causa civile del 2024.

Nonostante Live Nation avesse tentato un accordo transattivo da 280 milioni di dollari lo scorso marzo, più di 30 Stati hanno deciso di proseguire con il processo, arrivando alla condanna odierna.


Riflessi nel Regno Unito: il caos Oasis

La scossa partita da New York fa sentire i suoi effetti anche oltreoceano. Nel Regno Unito, Ticketmaster è finita sotto la lente della Competition and Markets Authority (CMA) dopo le polemiche per la vendita dei biglietti della reunion degli Oasis nel 2025.

In quel caso, l’autorità britannica ha già ottenuto l’impegno da parte della società per una maggiore trasparenza sui prezzi e sul funzionamento dei cosiddetti “prezzi dinamici”. L’amministratore delegato della CMA, Sarah Cardell, è stata chiara: “Se Ticketmaster non rispetterà questi cambiamenti, non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni”.

Cosa succederà ora?

Il giudice dovrà ora determinare l’entità definitiva delle sanzioni. Sebbene Live Nation sostenga che il verdetto sollevi “questioni serie” e intenda impugnare la decisione, il segnale è inequivocabile: l’era del controllo totale sui biglietti, sulle promozioni e sulle location degli eventi sta per finire.

Per milioni di fan in tutto il mondo, stanchi di commissioni oscure e prezzi inaccessibili, questa sentenza potrebbe rappresentare il primo passo verso un mercato della musica live più equo e trasparente.