Emergenza carburante: l’ombra del “dry-out” su Reggio Calabria. Voli a rischio cancellazione

REGGIO CALABRIA – La crisi dei carburanti che sta attanagliando il settore aereo globale raggiunge la punta dello Stivale. Dopo i segnali di allarme lanciati da diversi scali europei e nazionali, l’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria entra ufficialmente nella “zona rossa”: le scorte di cherosene per i velivoli sono ai minimi storici, mettendo a serio rischio la programmazione dei voli nelle prossime 48 ore.

Una crisi a catena: dalla logistica ai serbatoi

Il problema non riguarda solo la disponibilità della materia prima, ma una complessa serie di colli di bottiglia logistici che si sono sommati nelle ultime settimane.

  • Rincari e Raffinerie: Il costo del carburante avio ha subito un’impennata del 15% nell’ultimo mese, spingendo alcuni distributori a razionalizzare le consegne.
  • Difficoltà nei trasporti: Per lo scalo di Reggio Calabria, la logistica dipende fortemente dal trasporto su gomma e via mare. Ritardi nelle catene di approvvigionamento regionali hanno creato un “buco” nelle riserve strategiche dello scalo.

Cosa rischiano i passeggeri?

Il rischio concreto è quello del cosiddetto “tankering” forzato: gli aerei diretti a Reggio Calabria sono costretti a imbarcare molto più carburante negli aeroporti di partenza (come Roma o Milano) per poter effettuare anche il volo di ritorno senza fare rifornimento sul posto. Tuttavia, questa pratica ha dei limiti:

  1. Peso eccessivo: Un aereo troppo carico consuma più carburante e potrebbe avere restrizioni sul numero di passeggeri o bagagli trasportabili.
  2. Cancellazioni: Se il rifornimento non è garantito e il volo di andata non può trasportare abbastanza carburante per il ritorno, la compagnia è costretta a cancellare la rotazione.

Le reazioni delle autorità e dei sindacati

La Sacal (società di gestione degli scali calabresi) è in contatto costante con i fornitori di carburante per sbloccare carichi urgenti destinati al Minniti. I sindacati di categoria esprimono forte preoccupazione: “Senza una garanzia sui rifornimenti, lo scalo rischia la paralisi proprio in un momento di rilancio dei voli per lo Stretto”.

Si teme che la crisi possa isolare ulteriormente il territorio reggino, colpendo i pendolari e il traffico business che fa affidamento sui collegamenti mattutini e serali con i principali hub nazionali.

Consigli per chi deve viaggiare

Al momento, si consiglia a tutti i passeggeri in partenza o in arrivo all’aeroporto di Reggio Calabria di:

  • Controllare lo stato del volo costantemente tramite i siti web delle compagnie aeree.
  • Arrivare in anticipo per gestire eventuali rallentamenti nelle procedure di imbarco legati ai ricalcoli del peso dei velivoli.
  • Monitorare le comunicazioni ufficiali di Sacal per aggiornamenti sulla ripresa dei normali flussi di rifornimento.

La speranza è che nelle prossime ore arrivino le forniture necessarie a scongiurare il blocco dei voli, ma l’episodio riapre il dibattito sulla fragilità infrastrutturale e logistica degli scali minori in un mercato dell’energia sempre più instabile.