Trovati i resti di d’Artagnan? Il mistero del “quarto moschettiere” riemerge dal fango di Maastricht

Condividi

Un crollo accidentale in una chiesa olandese riporta alla luce uno scheletro con un proiettile nel petto. Il DNA dirà se appartiene a Charles de Batz de Castelmore, l’uomo che ispirò Alexandre Dumas.

MAASTRICHT – Per secoli è stato un fantasma della storia, oscurato dalla gloria eterna del personaggio letterario creato da Alexandre Dumas. Ma oggi, Charles de Batz de Castelmore, meglio noto come d’Artagnan, potrebbe aver riavuto un volto e una sepoltura. Secondo quanto riportato dai media olandesi, tra cui DutchNews, i resti del leggendario capitano dei moschettieri sarebbero stati individuati in una piccola chiesa nei pressi di Maastricht.

Il crollo che ha svelato il segreto

La scoperta è avvenuta in modo del tutto fortuito lo scorso febbraio, quando il pavimento della chiesa di Wolder, situata accanto a quello che nel XVII secolo era l’accampamento militare francese, è crollato. Il cedimento ha rivelato una tomba posizionata proprio dove un tempo sorgeva l’altare, un luogo d’onore riservato esclusivamente a reali o personalità di altissimo rango.

All’interno della fossa, gli archeologi hanno rinvenuto:

  • Uno scheletro: Appartenente a un uomo d’arme.
  • Un proiettile di moschetto: Conficcato all’altezza del petto, compatibile con la ferita mortale ricevuta da d’Artagnan durante l’assedio di Maastricht nel 1673.
  • Una moneta francese: Un dettaglio che attesta il legame del defunto con la corte del Re Sole.

La teoria di Odile Bordaz

Il ritrovamento sembra dare ragione alla storica francese Odile Bordaz, che già nel 2008 aveva ipotizzato che il corpo del moschettiere fosse stato sepolto in fretta, seguendo le consuetudini di guerra, proprio in quella chiesa. Nonostante la morte di d’Artagnan avesse profondamente scosso Luigi XIV – il quale scrisse alla moglie Maria Teresa di aver perso un uomo di cui si fidava “ciecamente” – la sua sepoltura non era mai stata registrata ufficialmente negli archivi, alimentando il mistero per oltre tre secoli.

Tra spionaggio e letteratura

Prima di diventare l’eroe dei romanzi di Dumas (pubblicati solo nel 1844), d’Artagnan era il braccio destro operativo del Re Sole. Non era solo un soldato, ma un esperto di spionaggio, incaricato di missioni segrete e della protezione personale del monarca. La sua figura storica era quella di un nobile guascone capace di tutto, che Dumas trasformò nel simbolo universale di coraggio e amicizia insieme ad Athos, Porthos e Aramis.

La parola alla scienza: il test del DNA

Attualmente, l’entusiasmo degli storici è temperato dalla cautela scientifica. Il diacono Jos Valke ha confermato che campioni di DNA sono stati prelevati dai denti dello scheletro. Questi verranno confrontati con il profilo genetico di un discendente vivente della famiglia De Batz.

Se il test dovesse dare esito positivo, Maastricht – che già ospita una statua in onore del moschettiere – diventerebbe ufficialmente l’ultima dimora dell’uomo che, da braccio destro di un re, è diventato il compagno di avventure di milioni di lettori.