Macabra scoperta al cimitero di Strozza durante il trasferimento del feretro. La modella 29enne era stata uccisa dall’ex compagno lo scorso ottobre.
BERGAMO – Non c’è pace per Pamela Genini, la giovane modella di 29 anni la cui vita era stata spezzata lo scorso ottobre in un atroce femminicidio. Lunedì scorso, una scoperta agghiacciante ha sconvolto la comunità di Strozza e gli inquirenti: la tomba della ragazza è stata profanata, il corpo decapitato e la testa portata via.
La macabra scoperta durante il trasferimento
Il terribile episodio, anticipato dal programma Dentro la Notizia su Canale 5, è emerso nel momento in cui la salma doveva essere spostata dal loculo provvisorio alla cappella di famiglia. All’apertura del tumulo, i presenti si sono trovati di fronte a una scena spettrale: ignoti avevano violato il feretro, accanendosi sul cadavere della giovane.
Mentre il resto della salma è stato recuperato e immediatamente sequestrato dall’autorità giudiziaria per nuovi rilievi, della testa di Pamela non c’è traccia.
Le indagini: vilipendio e furto di cadavere
La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo d’indagine con ipotesi di reato pesantissime: vilipendio di cadavere (art. 411 del Codice Penale) e sottrazione di parte di salma.
- Le pene: Il codice prevede una condanna da due a sette anni, con l’aggravante specifica per i fatti avvenuti all’interno di un luogo di sepoltura.
- Il movente: Gli inquirenti stanno scavando nel passato della vittima e nelle cerchie dei suoi contatti. Si cerca di capire se si sia trattato di un atto feticista, di una macabra ritorsione o di un gesto legato a qualche forma di fanatismo. Al momento, l’identità dei profanatori resta ignota.
Il tragico precedente: il femminicidio di ottobre
Pamela Genini era stata uccisa a coltellate a Milano dal suo ex compagno, il 52enne Gianluca Soncin. La loro relazione, iniziata nel marzo 2024, si era trasformata in un incubo di stalking, violenza e ossessione. Proprio nel pomeriggio in cui Pamela aveva deciso di troncare definitivamente il rapporto, Soncin l’aveva massacrata.
L’uomo, che dopo il delitto aveva tentato di inscenare un suicidio, si trova attualmente in carcere con accuse pesantissime: omicidio aggravato dalla premediazione, dalla crudeltà e dai futili motivi.
Una ferita che si riapre
Questa profanazione aggiunge un carico di dolore insopportabile per la famiglia della modella, già devastata dalla perdita violenta di Pamela. L’atto di decapitare il cadavere e trafugarne la testa rappresenta un insulto finale alla dignità della vittima, trasformando un luogo di sacro riposo in una nuova scena del crimine. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, analizzando eventuali filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e i rilievi scientifici effettuati sul feretro violato.

