Allarme Epatite A: l’ombra delle cozze e ostriche straniere dietro il boom di contagi. Casi in aumento anche in Calabria

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La Procura di Napoli indaga su partite di molluschi importati e “mescolati” a prodotti locali. A marzo già 160 casi in Italia: focolai a Catanzaro e Cosenza, situazione monitorata a Reggio.

L’Italia si trova ad affrontare un’improvvisa e preoccupante impennata di casi di Epatite A. Il bilancio di marzo 2026 parla chiaro: 160 casi sintomatici in un solo mese, con la Campania a fare da epicentro (110 episodi). Ma l’allerta non risparmia la Calabria, dove il virus ha già causato diversi ricoveri tra Catanzaro e Cosenza, attivando i protocolli di massima allerta dei dipartimenti di prevenzione delle ASP.

L’ipotesi investigativa: il “mix” contaminato

La Procura di Napoli e i Nas stanno lavorando su un’ipotesi inquietante: il commercio di cozze importate dall’estero (già contaminate) che sarebbero state mescolate a prodotto nazionale per essere immesse sul mercato come “nostrane”.

L’indagine ipotizza il reato di commercio di alimenti pericolosi per la salute pubblica. Sotto la lente degli inquirenti non c’è solo la filiera distributiva, ma anche lo stato delle acque: si verificano eventuali scarichi fognari illegali lungo il litorale campano, in particolare nella zona di Bacoli, da dove proverrebbero i lotti che hanno causato i primi contagi a Terracina e nel basso Lazio.

La mappa dei contagi in Calabria

Sebbene il presidente del Lazio, Rocca, parli di situazione “sotto controllo”, in Calabria i numeri spingono alla cautela:

  • Catanzaro: Registrati due nuovi casi recenti. I tecnici dell’ASP hanno individuato una partita di frutti di mare contaminati in un ristorante del litorale ionico. In totale sono 14 gli accessi ospedalieri riconducibili a questo focolaio.
  • Cosenza: Situazione più critica con 9 pazienti ricoverati. Le autorità sanitarie locali stanno spingendo sulla prevenzione e sul tracciamento dei contatti.
  • Reggio Calabria: Al momento è la provincia più tranquilla. Il Grande Ospedale Metropolitano (GOM) riporta solo 2 casi negli ultimi 90 giorni, escludendo scenari emergenziali.

I numeri del 2026: un confronto allarmante

I dati del sistema di sorveglianza Seieva (Istituto Superiore di Sanità) mostrano un’accelerazione anomala rispetto agli anni passati:

PeriodoCasi Epatite ANote
Gen-Mar 202543Situazione stabile
Gen-Mar 2026262Incremento esponenziale
Intero 2025631Trend in crescita rispetto al 2024

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Prevenzione: come difendersi

L’Epatite A è un virus che si trasmette principalmente per via oro-fecale, spesso attraverso acqua o cibi contaminati (molluschi crudi, verdure non lavate). Gli esperti dell’ISS e i medici calabresi, tra cui Sonia Greco, ricordano le regole d’oro:

  1. Cottura totale: Evitare assolutamente il consumo di frutti di mare crudi o parzialmente cotti. La bollitura deve durare almeno 5 minuti.
  2. Igiene delle mani: Lavarsi frequentemente le mani, specialmente prima di manipolare il cibo.
  3. Vaccinazione: Esiste un vaccino efficace, raccomandato per i contatti stretti dei contagiati e per le categorie a rischio.

Mentre i Nas proseguono i sequestri (già 50 kg di prodotto bloccati), la raccomandazione ai cittadini è quella di acquistare prodotti ittici solo da canali ufficiali e certificati, prestando massima attenzione all’etichettatura di provenienza.