di Umberto Zollo
Mathieu Van der Poel torna a lasciare il segno alla Tirreno-Adriatico 2026 e si prende anche la quarta tappa, la Tagliacozzo-Martinsicuro di 213 chilometri, al termine di una giornata nervosa, veloce e selettiva. Sul traguardo abruzzese il neerlandese dell’Alpecin-Premier Tech ha anticipato tutti con uno sprint lungo e potente, resistendo al ritorno degli avversari. Alle sue spalle ha chiuso Giulio Pellizzari, che grazie agli abbuoni si è però consolato con il primato in classifica generale, strappando la leadership a Isaac Del Toro.

La frazione, interamente disegnata tra le province di L’Aquila e Teramo, ha confermato le caratteristiche più spettacolari della Corsa dei Due Mari: ritmo sostenuto, terreno ondulato e una parte finale capace di scavare distacchi anche senza un arrivo in salita tradizionale. Decisivo, in questo senso, lo strappo di Tortoreto Alto, affrontato a 12 chilometri dall’arrivo, con pendenze che hanno toccato il 20 per cento e che hanno trasformato il finale in un confronto diretto tra uomini da classiche e pretendenti alla classifica.
Nella prima parte di gara si era formata una fuga composta da dodici corridori, tra cui Tibor Del Grosso, Jakub Otruba, Rémy Rochas, Ivan Garcia Cortina e Jonas Abrahamsen. Il gruppo, però, non ha mai concesso troppo margine. La UAE Team Emirates XRG, impegnata a difendere la maglia di Del Toro, ha controllato la situazione evitando che il vantaggio dei battistrada superasse i 3’20”. Un’azione costante che ha tenuto aperta la corsa fino al finale.
Il punto di svolta è arrivato a circa 40 chilometri dal traguardo, nei pressi del traguardo volante di Mosciano Sant’Angelo. In quel momento la corsa ha cambiato volto: davanti Otruba è rimasto solo, mentre alle sue spalle il gruppo ha aumentato sensibilmente il ritmo. L’inseguimento si è intensificato grazie al lavoro del Team Nsn Cycling, prima che sul Muro di Tortoreto entrasse in scena la Visma | Lease a Bike. Matteo Jorgenson si è speso in prima persona per preparare l’azione di Wout Van Aert, contribuendo a una selezione drastica.
Sul tratto più duro ha provato a muoversi anche Isaac Del Toro, nel tentativo di difendere il simbolo del primato attaccando. La risposta di Van der Poel, però, è stata immediata. Il neerlandese ha chiuso personalmente l’azione del messicano, confermando non solo brillantezza atletica ma anche lucidità tattica. Quel tratto ha pesato in modo notevole sugli equilibri di classifica: sono rimasti tagliati fuori corridori importanti come Antonio Tiberi, Santiago Buitrago e Magnus Sheffield, tutti penalizzati dalla durezza dell’ultimo strappo.
Nel finale sul lungomare di Martinsicuro sono rimasti in quattordici a giocarsi la vittoria. Filippo Ganna ha cercato di sorprendere tutti anticipando la volata, una soluzione che sembrava poter scombinare i piani dei velocisti resistenti presenti nel gruppo di testa. Van der Poel, però, ha letto con prontezza il tentativo dell’azzurro e ha reagito lanciando uno sprint da lontano. Una progressione lunga, quasi in apnea negli ultimi metri, ma sufficiente per conquistare il secondo successo personale in questa edizione.
A rendere ancora più significativa la giornata italiana è stato il secondo posto di Pellizzari. Il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe non ha vinto la tappa, ma ha raccolto il massimo possibile in ottica classifica, guadagnando i secondi necessari per salire al comando della graduatoria. Per il giovane marchigiano è un passaggio importante: la Tirreno-Adriatico entra ora in una fase più nervosa e complessa, e presentarsi da leader in questo contesto rappresenta un banco di prova di alto profilo.
Dopo il successo, Van der Poel ha spiegato così il proprio finale di corsa: “E’ stata una giornata dura, con una fuga molto forte che ci ha obbligati a tenere un ritmo molto alto tutto il giorno. Potevo bluffare, anche perchè ho già vinto una tappa, e mi aspettavo che qualcuno provasse ad anticipare lo sprint come ha fatto Ganna. Forse ho lanciato lo sprint un po’ troppo presto, anche perchè c’era vento contrario. Per fortuna sono in una condizione ottima, e ho resistito fino al traguardo”.
La tappa abruzzese lascia quindi in eredità due immagini forti: da una parte la capacità di Van der Poel di imporsi anche su un terreno non lineare, da classica nervosa più che da sprint puro; dall’altra la crescita di Pellizzari, che si ritrova ora al centro della corsa con la responsabilità di difendere la maglia azzurra. La prova di domani, da Marotta-Mondolfo a Mombaroccio, con un tracciato ondulato e un circuito finale da ripetere due volte, potrebbe aprire nuovi scenari. La Tirreno-Adriatico, fin qui, ha già mostrato di non concedere tregua.
Ordine d’arrivo
- Mathieu Van der Poel (Alpecin-Premier Tech) 4h51’40”
- Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) s.t.
- Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) s.t.
- Clément Champoussin (XDS Astana Team) s.t.
- Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike) s.t.
Classifica generale
- Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe) 15h27’00”
- Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) a 2”
- Primoz Roglic (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 21”
- Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) a 34”
- Ben Healy (EF Education-EasyPost) a 39”
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