Strage di Crans-Montana, il verbale shock del buttafuori: “La polizia non voleva intervenire per salvare le persone”

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Predrag Jankovic rivela: “Nessuna formazione, attrezzatura zero. Porte chiuse per controllare gli ingressi e folla ammassata per ordine dei proprietari”. L’accusa alla polizia: “Hanno ignorato una ragazza agonizzante”. Sullo sfondo, il riciclaggio dei coniugi Moretti.

CRANS-MONTANA (SVIZZERA) – Non erano professionisti della sicurezza, ma “figuranti” mandati allo sbaraglio senza alcuna competenza. È questo il primo, agghiacciante pilastro della deposizione di Predrag Jankovic. L’uomo, che nella vita ha studiato da falegname, ha ammesso davanti agli inquirenti di non aver mai ricevuto formazione: “Non sono una guardia giurata, avevo solo una torcia”. Non sapeva dove fossero gli estintori, né lui né il collega morto nel rogo.

La trappola mortale: porte chiuse per il profitto

La dinamica che ha trasformato il locale in un forno crematorio non è stata un caso, ma una scelta deliberata. Jankovic descrive una discussione avvenuta poco prima del disastro tra i proprietari e i loro collaboratori: l’ordine era quello di mantenere un unico ingresso aperto.

“Volevano impedire alle persone di entrare da altri punti per controllare meglio. Poi Jean-Marc Gabrielli mi ordinò di smettere di controllare i documenti: dovevano entrare tutti, senza sosta”.

Quando la cameriera Cyane Panine ha avvicinato fatalmente un bengala al soffitto, il panico si è scagliato contro un’unica via d’uscita, diventata un imbuto di morte.

L’orrore sotto la folla e l’indifferenza della polizia

Il racconto di Jankovic si fa viscerale quando descrive gli ultimi istanti nel fumo: “Sono stato calpestato, avevo due ragazze sopra di me e le ho viste morire con gli occhi fuori dalle orbite. Sono immagini che non si cancellano”.

Riuscito a strisciare fuori dalla pila di cadaveri, il bodyguard ha tentato di attirare l’attenzione di un agente di polizia per soccorrere una ragazza rimasta nuda perché i vestiti le si erano letteralmente sciolti addosso a causa del calore. La risposta dell’agente, riportata nel verbale, è raggelante: “Non sono qui per questo”.

L’impero dei Moretti: uno “Schema Ponzi” dietro le fiamme

Mentre Crans-Montana piange i suoi morti, l’indagine finanziaria svela un sistema di “scatole vuote” e transazioni opache. I coniugi Moretti sono ora accusati di aver costruito un impero fittizio basato su:

  • Riciclaggio di denaro: Utilizzo dei conti aziendali come “punti di transito” per flussi finanziari difficili da tracciare.
  • Frode assicurativa: Precedenti incendi in altri locali di loro proprietà avrebbero fruttato oltre 400.000 euro di risarcimenti.
  • Schema Ponzi immobiliare: Acquisizione di bar e ristoranti attraverso mutui ottenuti impropriamente, proiettando un’immagine di successo con auto di lusso in leasing mentre i debiti soffocavano le strutture.